13 associazioni di consumatori dalla parte di Federcarrozzieri per chiedere sicurezza, equità, trasparenza

Solo con riparazioni tracciabili saremo sicuri che il lavoro è stato fatto a regola d'arte. Stipuliamo un contratto etico con gli automobilisti e la smettano di fare business sulla pelle di chi va su strada. I Garanti di Vigilanza, non devono essere di parte. Chiediamo nomine Libere! Questo hanno chiesto a gran voce i carrozzeri di tutta Italia arrivati nel fine settimana a Bologna per il convegno annuale di Federcarrozzieri. Sono 13 le associazioni di consumatori che appoggiano il lavoro ai tavoli del MISE di Federcarrozzieri.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Si chiesto con un inaspettato successo di partecipanti e di pubblico il convegno annuale di Federcarrozzeri. l’Associazione senza scopo di lucro, nata a Bologna nel 2012. Fortemente voluta da un ristretto gruppo di carrozzieri che per primi hanno deciso di porre le distanze fra artigiani liberi da condizionamenti ed operanti nel settore della riparazione in modo trasparente, etico e con preteso altissimo standard tecnico. Quelli stessi che hanno smascherato i giochi del mondo assicurativo finalizzato non solo al controllo dell’intera filiera dell’auto al solo beneficio dei propri guadagni a discapito spesso, della Sicurezza del lavori svolti. Dopo solo sei anni di vita, Federcarrozzieri da poche decine di associati conta oggi, oltre 2600 carrozzieri in tutta Italia. Artigiani liberi da convenzioni assicurative, che hanno firmato un codice etico autovessatorio fondato su principi professionalità di trasparenza, tracciabilità del lavoro svolto a regola d’arte, qualità del servizio, tutela del cliente. Il codice etico gode del plauso di molte associazioni dei consumatori indipendenti. All’incontro di Bologna, hanno preso parte anche il Viceministro allo sviluppo economico, l’On. Dario Galli (Lega), il Presidente della V Commissione permanente del Bilancio (M5S), Sen. Daniele Pesco, i parlamentari, On. Galeazzo Bignami, Commissione parlamentare per la Semplificazione (FI) e On. Andrea Colletti (M5S) membro della Commissione Esteri, è stato un tavolo tecnico incentrato sull’importanza di investire nella qualità del lavoro, dei servizi che si offrono ai clienti, sulla necessità di compattare il settore per osteggiare competitor sempre più strutturati e potenti. È stato anche l’occasione per porre ai rappresentanti del Parlamento e del Governo del Cambiamento convenuti, richieste specifiche sulla necessità di una presa precisa di posizione da parte della politica in materia di sicurezza e libertà di scelta commerciale. Tutti i parlamentari hanno convenuto sulla necessità di un unico tavolo tecnico che preservi il risultato finale di norme che regolino la tracciabilità dei lavori a regola d’arte nel quale si garantisca al massimo grado la sicurezza dell’autovettura che - custodisce, non dobbiamo dimenticarcelo, vite umane. La sicurezza di un’autovettura in strada determina la sicurezza delle vite di chi trasporta e delle vite di quanti incontra nella sua strada. La prevenzione della mortalità stradale in nome di una sicurezza stradale singola e collettiva, deve essere un obiettivo comune su cui non si può non convenire nel rispetto delle esigenze di tutte le parti chiamate ad operare nel territorio. Vigileremo ancor di più perché gli organi preposti al controllo delle assicurazioni siano ancora più severi ed imparziali nell’interesse del bene comune e dei cittadini. - ha dichiarato il viceministro Dario Galli. Semplificazione, correttezza e trasparenza, hanno detto i parlamentari presenti, sono delle richieste legittime di un mondo d’impresa su cui si regge l’Italia che non può non essere ascoltato e supportato. Le sale del Novotel di Bologna, sede storica del primo convegno con pochissimi aderenti a Federcarrozzieri, a fatica ha contenuto i molti iscritti a partecipare. Erano oltre 500 le pre-iscrizioni al convegno. Queste le domande poste dal presidente Davide Galli, di Bologna, vero pioniere dell’associazione e pioniere nell’analisi di un mercato che va sempre più strozzando il piccolo in nome di un’ingordigia di bilanci sempre più affamati di numeri a discapito, troppo spesso, della sicurezza del lavoro svolto, del rispetto delle regole, dell’equo rapporto qualità-prezzo del lavoro SICURO che noi offriamo al cliente. Le domande: la prima, anticipa il presidente Davide Galli, è stata avere maggiore attenzione del Governo alle questioni inerenti l’intero comparto. Nello specifico, vorremo maggiore attenzione rispetto alla salvaguardia della Sicurezza e delle Lavorazioni Sicure. Federcarrozzieri è infatti impegnata insieme alle Associazioni dei Consumatori ed Utenti (CNCU), affinché le auto siano riparate secondo regole ferree. Le auto devono tornare in strada veramente sicure – prosegue Davide Galli- perché la sicurezza delle riparazioni non può essere sottoposta alla discrezionalità dell’artigiano e tantomeno sottostare a fantomatici parametri di compagnie assicuratrici o dell’associazione di categoria cui il riparatore è iscritto. Federcarrozzieri- continua il presidente Galli- chiede che le auto siano riparate secondo gli standard che la casa madre della vettura impone. Ogni autovettura deve poter essere rimessa in circolazione con gli stessi standard di sicurezza di quando è nata. Tracciabilità della riparazione significa qualità del lavoro svolto sull’auto ma anche del lavoro eseguito in carrozzeria nel rispetto delle norme di lavoro e dell’ambiente; significa sicurezza dell’utente alla guida, significa soffocare i furbacchioni che arrangiano riparazioni ma anche i temporeggiatori politici che si rifiutano di sedere al tavolo tecnico. Chi si vuole tutelare? Questo, a nostro avviso, non è rappresentare gli interessi degli artigiani. Per queste motivazioni, aggiunge Riccardo Melis, coordinatore di Mio Carrozziere, il circuito delle carrozzerie di eccellenza iscritte a Federcarrozzieri- abbiamo chiesto al Governo che prenda definitivamente le redini dei tavoli tecnici del Mise e si definiscano con chiarezza le linee guida inerenti la tracciabilità dei lavori a regola d’arte. Chiediamo anche che le prossime nomine dell’IVASS siano rispondenti a criteri di maggiore equità ed imparzialità rispetto al passato. Auspichiamo che il Governo del Cambiamento sia artefice, forse per la prima volta, della rottura rivoluzionaria del triste costume italiano per cui gli interessi dei controllori siano i medesimi dei controllati perché scelti proprio fra i controllati! Basta dunque col millantare scusanti politiche riconducibili solo a sterili e discutibili ricerche di primato associativo da parte di Confartigianato, CNA e Casartigiani contro la presunta poca rappresentatività di Federcarrozzieri. Lo vengano a dire oggi a questa platea ed ai nostri 2700 iscritti che non siamo rappresentativi? Moti di noi sono iscritti ancora alle associazioni storiche e militano nelle nostre fila perché non si sentono realmente rappresentati. Quindi, -continua Galli- si cerchino altre ragioni. Non si faccia appello ai numeri. Finiremmo con doverci mettere a contare la tipologia dei loro. A noi non interessa fare riunioni per giustificare il nostro operare. Noi siamo artigiani, non burocrati. Sulle nostre spalle, come degli Atlanti, si regge l’economia della piccola e medio impresa della nostra Italia La strategia è oramai palese per tutti: ritardare i tempi di definizione delle linee guida di cui art. 1 comma 10 1.124/2017 per continuare a tutelare chi si ostina a non elevare il proprio lavoro a standard di sicurezza garantibili o addivenire ad accordi tali per cui le riparazioni siano eseguite secondo tabellari rischiano di non pretendere schemi di standard di sicurezza elevati. Secondo Federcarrozzieri, è necessario che tutti gli operatori del settore auto operanti sul mercato, insieme alle associazioni dei consumatori lavorino insieme per costruire un futuro possibile di un settore che deve pretendere a ciascun artigiano la massima tracciabilità e qualità del servizio offerto ma anche la corretta corresponsione del proprio lavoro. Basta con i furbacchioni delle riparazioni e con quanti li proteggono. Tracciare e certificare il lavoro significa garantire l’immissione in strada di auto sicure perché riparate nella struttura, non solo lucidate nella carrozzeria! Noi, dai nostri associati lo pretendiamo e ci stupiamo che sulla questione si debba avere un attimo di riflessione. Sulla sicurezza e la trasparenza del nostro lavoro non ci sono deroghe o sconti. O lavori in modo sicuro e dunque certificabile perché puoi documentare il tuo lavoro, oppure non lo fai. Allora non puoi certificarlo – aggiunge Riccardo Melis- coordinatore del circuito Mio Carrozziere, le carrozzerie d’eccellenza libere di Federcarrozzeri. Ci stupiamo che non si concordi sulla necessità che tutti i veicoli siano riparati e che tutti gli artigiani, a qualunque associazione aderiscano, offrano un servizio all’avanguardia. Non è più tollerabile che in Italia circolino circa 40 milioni di auto, che si siano 5 milioni di sinistri ma che ne vengano riparati solo la metà. Argomenti scottanti che paiono molto tecnici o per addetti ai lavori ma che incidono in modo radicale sulla vita delle persone, proprietarie o no di autovetture. Chi non ripara la propria auto o la ripara male, potrebbe avere conseguenze molto più gravi in caso di nuovo incidente. Sulla vita delle persone, non si gioca né si fa business. In merito agli standard di qualità poi, i carrozzieri indipendenti non sono più disponibili ad equiparare i loro investimenti in qualità, eticità e trasparenza a tutela dell’automobilista, con quanti si ostinano a lavorare secondo parametri superati e eticamente e tecnicamente discutibili -aggiunge Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri sin dalla costituzione del 2012. Altra non trascurabile questione che sarà posta dai carrozzieri italiani indipendenti è legata ad una effettiva applicazione della Legge conquistata sulla Libertà di scelta. La questione riguarda la gestione dell’RCAuto e delle pratiche assicurative relative ai sinistri. Federcarrozzieri chiede che le norme pretendano Sicurezza. Basta dunque perseverare nell’uso di risarcire il danno senza che l’auto sia riparata. Basta il lavoro di operatori territoriali demandati alla Basta continuare a canalizzare le lavorazioni nelle sole carrozzerie convenzionate. A gran voce, il presidente nazionale di Assoutenti, Furio Truzzu, ha espresso con massima chiarezza, la necessità di rivedere in modo integrale le norme che regolano l’RCAuto che siamo obbligati a pagare e si lucra in modo indiscriminato. La legge impone la libertà di scelta. Il diritto alla libera scelta non è veramente difeso. Il Governo imponga un equilibrio, dichiara ancora Davide Galli, imponga che l’Istituto di Vigilanza Assicurativo, l‘IVASS, le cui nuove nomine avverranno a breve, sia composto non da ex agenti assicurativi o da membri indipendenti del settore assicurativo. Il Governo, la Banca d’Italia impongano una commissione di vigilanza che sia veramente equa, superpartes, libera da condizionamenti. È necessario un organismo di vigilanza che controlli veramente ed i cui membri non siano genuflessi ai potentati delle Compagnie assicurative – ha aggiungo Truzzi. La questione non è da poco. Avere infatti un organismo di controllo che stimoli il mercato perché inibisca le condizioni normative che rendono possibile il proliferare di un mercato contrattuale che opera in modo furfantesco canalizzando i sinistri verso officine convenzionate che operano sull’auto secondo standard di riparazione non sempre rispondenti ad interventi radicali che ripristinano la vettura in modo integrale. Federcarrozzieri, insieme alle Associazioni dei Consumatori, chiede che ci sia chiarezza commerciale nei contratti e trasparenza nelle lavorazioni Sicure. Inutile dire che il convegno ha confermato la determinazione di un presidente ed un direttivo pioniere e coraggioso che sfida, a proprie spese e senza alcun aiuto pubblico, poteri forti e malcostume diffuso in nome del principio che si riaffermi in Italia il principi di un lavoro equo e solidale, rispettoso dei costi di produzione, dell’ambiente in cui si vive, della qualità del lavoro che si offre ai clienti ma anche del lavoro dei lavoratori che producono. Sull’equo compenso, non si fanno sconti.

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