Perché si festeggia il 25 aprile, il significato della festa della Liberazione

Dal 1949 è proclamata Festa nazionale, ma non corrisponde alla data della fine delle ostilità

Il '25 aprile' è una data tra le più importanti della storia contemporanea del Paese, inserita tra le feste nazionali a partire dal secondo dopoguerra. La 'Festa di Liberazione' che ricorre ogni anno fa riferimento al 25 aprile 1945, considerata la fine della seconda guerra mondiale in Italia e -come indica il nome- la fine della dittatura fascista e dell'occupazione nazista dello Stivale.

Istituita nell'elenco delle feste nazionali tramite un'apposita legge, emanata qualche anno dopo la fine delle ostilità ad opera del primo governo postbellico con pieni poteri, presieduto da Alcide De Gasperi, il 25 aprile fa riferimento in realtà non all'effettiva cessazione dei combattimenti, quanto al proclama con cui il comando partigiano chiamò la popolazione all'insurrezione contro gli occupanti del Terzo reich e la Repubblica di Salò.

Bologna era già stata nei fatti liberata qualche giorno prima, con l'ingresso dei partigiani sotto le Due Torri seguito dalle truppe alleate che stavano risalendo la penisola. Ci volle ancora qualche giorno perché i nazifascisti si arrendessero, cosa che avvenne con la firma, il 29 aprile 1945, della resa incondizionata delle truppe tedesche in Italia agli angloamericani.

La data del 25 aprile 1945 viene però ricordata come data-simbolo, spartiacque tra la dittatura fascista e il ritorno al regime democratico. Con un proclama emanato via radio, il Clnai -Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, tra i cui membri figurava anche il futuro presidente della Repubblica Sandro Pertini, invitò tutti i partigiani e i civili a insorgere contro i nazifascisti con la celebre frase: «Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.».

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