Guru della Pop Art in mostra, apre Warhol&Friends: "Un filo tra Bologna e New York"

Fra i protagonisti della mostra, oltre al grande Warhol: Jean-Michel Basquiat, Francesco Clemente, Keith Haring, Julian Schnabel e Jeff Koons. Il curatore Luca Beatrice: "Non dimentichiamo il DAMS, i fumettisti bolognesi e Francesca Alinovi"

E' la volta della Pop Art. Fra istantanee d'autore e la riproduzione dello Studio 54. Dopo la magica atmosfera del Giappone, a Palazzo Albergati si apre un'altra grande mostra che racconta storie di eccessi, trasgressione e mondanità. I protagonisti del vivacissimo clima artistico di una sempre nuova New York come Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, Francesco Clemente, Keith Haring, Julian Schnabel e Jeff Koons tutti insieme lungo un percorso espositivo composto da oltre 150 opere: da oggi al 24 febbraio va in scena "Warhol & Friends. New York negli anni ‘80".

Una mostra su cui puntano in molti, certamente le istituzioni quali Palazzo D'Accursio e la Regione, viste anche le parole di Stefano Bonaccini e di Matteo Lepore all'anteprima di presentazione alla stampa: l'Emilia-Romagna "Best destination in Europe" 2018 per Lonely Planet e una città che da oggi a fine anno ha già registrato il sold-out per quanto riguarda gli hotel.  «Questa esposizione sarà un grande successo, ne sono certo - dice il governatore della Regione Bonaccini - e l'abbinamento cultura/turismo funziona. Ci abbiamo creduto e stiamo avendo ragione, da Piacenza a Rimini fra città d'arte e borghi antichi siamo un territorio ricchissimo. E non è vero che con la cultura non si mangia. Noi ci investiamo ancora». 

Linea Bologna-New York: «Non è un caso se la mostra è qui » 

Un filo collega Bologna alla New York protagonista della mostra "Warhol&Friends", lo sottolinea anche il curatore Luca Beatrice: «Il DAMS, i fumetti, Francesca Alinovi: non è un caso se questa mostra è proprio a Bologna. Di mostre su Warhol se ne fanno tante ma noi abbiamo voluto rispettare la filologia con una ricostruzione che ha anche dell'onirico. Warhol è morto nell'87, ma è ancora vivo: oggi sarebbe un 90enne con il profilo Instagram più bello del mondo. Questa è una New York che nel mondo dell'arte prende il posto di Parigi e che scopre che l'Italia piace». 

Una mostra che fa sorridere, che fa entrare davvero nel clima unico della Big Apple degli anni d'oro, persino entrare nel mitico Studio 54, ricostruito alla fine del percorso. E per i 15 minuti di notorietà, non poteva mancare l'area selfie: la Polaroid dell'era digitale. 

Lo scenario storico ed economico dell'America degli anni Ottanta

Gli anni ‘80 si aprono con l’elezione dell’ex attore Ronald Reagan a Presidente degli Stati Uniti; l’economia si trasforma in finanza e si accumulano ricchezze inimmaginabili; John Lennon muore ucciso sotto casa l’8 dicembre 1980; la borsa di New York crolla e anche il Muro di Berlino; i fatti di piazza Tienanmen, l’invenzione del www e l’impazzare dell’Aids negli USA. Nel giro di poco l’arte perde, tra gli altri, Keith Haring, il fotografo Robert Mapplethorpe mentre Basquiat muore distrutto dalla droga.

Tra i protagonisti della scena musicale, della fotografia e del cinema, il ticinese Edo Bertoglio, fotografo e autore del film documentario Downtown 81 interpretato da Basquiat, l’artista francese Maripol che realizza l’artwork per l’album Like a Virgin di Madonna, Nan Goldin con i suoi racconti di vita quotidiana. La pittura neoespressionista trova spazio nelle grandi gallerie di SoHo e si relaziona alle esperienze della Transavanguardia italiana con Francesco Clemente e Sandro Chia. Julian Schnabel, David Salle, Robert Longo formano la triade di superstar della pittura americana, che negli anni ‘90 si misurerà anche con il cinema. Letti troppo spesso come il decennio del disincanto e della superficialità, gli anni ‘80 hanno un loro modo di fare politica in un’esplosione di colori e figure dove l’arte non è solo esperienza visiva.

A raccontare il fermento irripetibile di un decennio che ha visto combinarsi arte, musica, cinema e letteratura - nel momento in cui gallerie e mercato internazionale decretano il clamoroso successo del ritorno alla pittura - a Bologna arrivano Warhol, Haring con Untitled (1983), Schnabel con Dunciad (Trances of Bouboul) del1983, Koons con Art Magazine Ads (1989), Basquiat con Untitled (1983) e Bertoglio con Grace Jones e Madonna (1983), solo per citarne alcuni.

Opere e polaroid firmate Warhol: fare arte con i feticci dell’immaginario collettivo americano

In mostra con 36 opere e 38 polaroid Andy Warhol proprio all’inizio degli anni ‘80 torna al centro della vita artistica e sociale di New York realizzando alcuni tra i suoi cicli più interessanti presenti in mostra come Shoes, Hammer & Sickle, Camouflage, Lenin, Joseph Beuys, Vesuvius, Knives.

Tra pubblicità, commercio, beni di consumo - dai Duty Free ai Levi’s Jeans - il nuovo Andy guarda ancor di più al modo della comunicazione e dei media, avvicinandosi così alla nuova generazione di giovani artisti degli anni ’80 che in lui hanno visto un anticipatore, un vero e proprio guru.

Trasformando in arte i feticci dell’immaginario collettivo americano e anticipando l’instaurarsi del potere dei mass media, Warhol rese icone i personaggi dello star system e i simboli del consumismo: Liza Minelli, Marilyn Monroe e Mao accanto a Campbell’s Soup, Brillo Boxes e il Dollaro, tutte presenti in mostra a Bologna.

Informazioni generali sulla mostra: 

Orario apertura
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)

Aperture straordinarie
1 novembre 10.00 – 20.00
8 dicembre 10.00 – 20.00
24 dicembre 10.00 – 17.00
25 dicembre 16.00 – 20.00
26 dicembre 10.00 – 20.00
31 dicembre 10.00 – 17.00
1 gennaio 10.00 – 20.00
6 gennaio 10.00 – 20.00

Biglietti
Intero con audioguida € 15,00
Intero € 14,00

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