Gli ausili per persone disabili diventino veri e propri strumenti di cittadinanza

La richiesta dalla Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici (FAIP)

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Costruire percorsi condivisi per riconoscere gli ausili come strumenti di cittadinanza e non solo di compensazione della menomazione. Questo l'obiettivo dell'incontro che si è svolto lo scorso 12 dicembre a Bologna dal titolo “LEA e Nomenclatore Tariffario. Dagli ausili monouso al pieno Diritto di Cittadinanza per le Persone con disabilità” organizzato dalla Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici (FAIP) in collaborazione con l’AUS Montecatone (Associazione Utenti Unità Spinale Montecatone) e l’Associazione Paraplegici Medullolesi dell’Emilia Romagna. L'evento fa parte di una serie di incontri che la FAIP in collaborazione con le Associazioni locali, organizza sui singoli territori regionali, per trasferire formazione e informazione ai cittadini sullo stato dell’arte del Nomenclatore Tariffario di Protesi e Ausili e più in generale sui LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). A condurre i lavori il Presidente della FAIP Vincenzo Falabella: "In Emilia Romagna - ha spiegato - attenzione particolare è riservata all’erogazione dell’ausilio scelto dalla persona in previsione della futura gara che verrà bandita, in particolare legata agli ausili monouso per l’incontinenza. La FAIP, con l’intero movimento che ruota attorno ad essa – ha aggiunto Falabella - dice no a gare ad un unico aggiudicatario, perché ciò è in palese contrasto con i princìpi di tutela dei diritti delle persone con disabilità. Garantire la libertà di scelta del prodotto individuato dalla persona con disabilità significa garantire un diritto fondamentale, ossia quello di cittadinanza, diritto costituzionalmente tutelato. L'ausilio – ha sottolineato - deve essere considerato lo strumento che garantisce piena inclusione sociale alle tante persone con lesione al midollo spinale che vivono in questo territorio. Oggi da Bologna – ha concluso Falabella - chiediamo alle istituzioni attenzione particolare per garantire esigibilità dei diritti attraverso l'ausilio più idoneo che deve essere considerato non come compensazione della menomazione ma come vero e prorprio strumento di cittadinanza". Per l'occasione, il Ministro per le politiche per la famiglia Lorenzo Fontana ha inviato una nota, letta in apertura dei lavori: "Come già sottolineato in audizione alla Camera, riteniamo che l'impegno alla piena integrazione debba prevedere adeguate misure per l'accesso agli ausili per le persone con disabilità. In tal senso abbiamo avuto modo di rappresentare la questione al competente Ministero della Salute". A seguire ci sono stati gli interventi di Giampiero Griffo, componente del Consiglio Mondiale di DPI (Disabled Peoples’ International), Raffaele Goretti vice presidente della FAIP e presidente dell’APU (Associazione Paraplegici Umbria), Jacopo Bonavita, medico dirigente dell’Unità Spinale dell’Istituto Riabilitativo di Montecatone (Imola) e Francesco Verderosa. Un workshop ha affrontato il tema specifico "I nuovi LEA tra luci ed ombre" con Angelo Dall’Ara consigliere nazionale della FAIP e presidente dell’AUS Montecatone, Mauro Venturelli, presidente del Comitato Consultivo Misto dell’Istituto Riabilitativo di Montecatone, Francesco Diomede, presidente della FINCOPP (Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico) e Valter Gasperini, responsabile del Servizio Protesi e Ausili di Rimini. Infine l'ultima sessione dal titolo "Scelta, prescrizione ed erogazione dell’ausilio: quando realmente viene garantito, sul territorio, il diritto per la persona con disabilità", moderata e conclusa da Falabella e Angelo Pretini, consigliere nazionale della FAIP e presidente dell’AUS Niguarda (Associazione Unità Spinale Niguarda di Milano), con interventi da parte di esponenti di INAIL con l'Ing Massimo Improta e il dott. Luca Brabieri della Regione Emilia Romagna che ha annunciato che si procederà con un accordo quadro, notizia accolta positivamente dal presidente Falabella pronto a monitorarne l'evoluzione.

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