La bolognese Studio Boost rappresentera’ l’Italia nelle finali di CopHhackaton, il contest della commissione europea per lo sviluppo sostenibile

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

È bolognese il team che rappresenterà l’Italia al Copernicus Hackaton europeo previsto per il prossimo dicembre a Marsiglia. Si tratta di Sebastiano Pratellini, Elisa Erioli e Giorgio Piccinini, della Startup Studio Boost, giovane azienda che opera nel settore dell’ICT e che ha colto l’occasione offerta dal contest, tenutosi a Treviso lo scorso weekend, per mettersi alla prova con altri team di lavoro sviluppando un progetto che utilizzasse le risorse del satellite Copernicus. Alla manifestazione, promossa dalla Commissione Europea, hanno preso parte giovani ricercatori, scienziati e creativi provenienti da tutta Italia che, dopo 48 ore di lavoro di gruppo, hanno presentato i loro progetti alla commissione composta da esperti e giornalisti selezionati secondo i dettami della Commissione Europea. Dopo una prima selezione, tra 33 idee, sono emerse le 5 migliori tra le quali, appunto, quella sviluppata dai giovani bolognesi di Studio Boost assieme a Silvio De Colle di Es-Geoteam, esperto di dati satellitari unitosi al team per l’occasione: si tratta di una app che sfrutta i dati raccolti e diffusi dalla rete di satelliti e sensori Copernicus su dati biochimici, fisici e geomorfologici dell’intero pianeta. La App ScubaScubaDooo, in sostanza, basandosi sulle referenze dell’utilizzatore (dall’apneista, al sub professionista fino al semplice appassionato di snorkeling) indica i siti migliori nei quali fare immersioni tenendo conto di diverse variabili che vanno dalla temperatura e profondità fino ai livelli di inquinamento per passare alla visibilità dell’acqua e alla batimetria (morfologia) del fondale suggerendo così l’area migliore per i desideri dell’utente. “Tra le sfide dello sviluppo sostenibile lanciate dalle Nazioni Unite e perseguite nell’Hackaton Copernicus - raccontano i tre vincitori - ci è piaciuta l’idea di fare qualcosa per la tutela della flora e della fauna ittica e che coinvolgesse il maggior numero possibile di utenti. Abbiamo pensato a una App che potesse far scoprire e apprezzare a chiunque la vita sottomarina delle aree più incontaminate, sicuri che questo possa sensibilizzare rispetto al tema della sfida”. Dopo 48 ore, quasi ininterrotte di lavoro, il team ha quindi presentato l’idea alla commissione esaminatrice che, valutatala assieme alle altre 2 finaliste, l’ha premiata e scelta per rappresentare il nostro Paese alla fase finale di Copernicus Hackaton a Marsiglia, dove i ragazzi di StudioBoost, se la vedranno con i 20 team vincitori degli altrettanti Hackaton europei.

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