Sanremo, il direttore d'orchestra Massimo Zanotti: “Vi racconto il mio Festival. Il voto popolare? La musica appartiene a chi la ama"

Il Maestro bolognese ha diretto l'orchestra per Nek, Loredana Bertè e Paola Turci

Foto Pamela Rovaris

Direttore d’orchestra e arrangiatore, Massimo Zanotti vanta continue collaborazioni con artisti di calibro internazionale. Figlio del compositore, arrangiatore e produttore musicale Fio Zanotti, anche quest’anno ha partecipato al Festival di Sanremo, dirigendo l'orchestra durante le esibizioni di Loredana Bertè, Nek e Paola Turci.

Come è stata questa 69esima edizione del Festival?

 “E’ stata la mia terza edizione come direttore d’orchestra, ma ho iniziato diversi anni fa (dal 1995) a lavorare alle partiture delle canzoni in gara.Questo però, è stato un anno importante perchè gli artisti che ho diretto sono di altissimo livello, e sono molto onorato per tutto ciò che il destino mi ha portato. Il produttore artistico dei tre brani in gara, Luca Chiaravalli, in accordo con gli artisti e la loro casa discografica, mi ha individuato per questo ruolo. A lui, così come a Paola,Loredana e Nek ,sono davvero molto riconoscente. Una grande emozione stare con loro sul palco più importante d'Italia e davanti a una favolosa orchestra"

Un 'dietro le quinte' che si può raccontare?

"A Filippo dico sempre che lui è CR Nek, un soprannome che gli ho dato perché per me è veramente un cantante straordinario, e come fanno i giocatori della Juve con Ronaldo, gli butti la palla e sai già che farà gol. Con Paola invece, ci scambiavamo gesti simpatici a ogni suo ingresso, perché fino all'ultimo non sapevo quale abito avrebbe indossato. Oltre a essere una grande interprete è una donna di grande bellezza ed eleganza. Loredana...beh....me la sono baciata tutte le sere sul palco.Punto"

Per molti Loredana Bertè meritava la vittoria…

“Premetto che per me tutti e tre (Nek, Paola Turci e Bertè, ndr) erano potenzialmente da podio, poi il riscontro finale va in mano alle giurie, al pubblico, e fino alla fine non puoi mai sapere come andrà a finire.Certamente a un certo punto tutti hanno iniziato a dire che Loredana meritasse la vittoria. E ti dico la mia: per me la vincitrice è lei, lo ha decretato anche la sala del Festival con quattro lunghe standing ovations. Quegli applausi a scena aperta dentro l'Ariston mi hanno stordito ogni volta, c'era veramente la sensazione che stesse succedendo qualcosa"

Cosa pensa della vittoria di Mahmood?

“E’ una persona che ho avuto il piacere di conoscere bene quando gareggiava nella categoria “giovani”. Sono molto felice per lui, credo che sia veramente un bravo cantante e un bravo autore. Quando alle prove ho sentito il suo pezzo mi ha subito trasmesso qualcosa di speciale, perché ha degli elementi forti e moderni. Non vedo nulla di male nella sua vittoria, ha presentato un prodotto che ha valore, e gli auguro un bellissimo futuro. I grandi artisti si confermano nel tempo, e penso che lui lo farà”.

Il cantante Ultimo dopo la proclamazione di Mahmoood si è lasciato a un lungo sfogo in un video. Cosa pensa della polemica che si è innescata e soprattutto della metodologia di voto utilizzata per decretare il vincitore finale del Festival?

Non seguo per mia abitudine nessuna polemica, nella vita preferisco cercare di stare bene, ma ovviamente sono a conoscenza dell'accaduto e ho avuto modo di vedere i video.Per me la musica deve essere di chi la ama,e soprattutto di chi la sostiene economicamente permettendo a noi di fare il nostro lavoro.Ci vuole rispetto per questo. Sono d’accordo nel dare maggiore autonomia e peso alla volontà popolare, e credo che tutti siano concordi sul fatto che il sistema di votazione del Festival di Sanremo sia da rivedere in questo senso. Penso però, che l’eleganza, lo stile, l’educazione nel proporsi e il rispetto per tutte le figure professionali siano elementi imprescindibili. Tralasciando lo sfogo di Ultimo,che comunque è stato sottoposto a una pressione mediatica fortissima, parlando in generale non potrò mai condividere la violenza di chi spara critiche su tutto e tutti, in particolar modo sui social. Non sarò mai d'accordo quando qualcuno si rivolge maleducatamente ad altri professionisti perché questo non porta bene a nessuno.Viva la libertà di pensiero e di espressione, ma il rispetto deve essere alla base di tutto”.

Bologna nel tempo ha prodotto numerosi talenti, ma oggi c’è qualcosa di nuovo nel panorama musicale della città? O manca un sostegno, una spinta agli artisti emergenti?

“Sicuramente rispetto al passato, ad esempio agli anni ’70, ci sono meno possibilità di esibirsi dal vivo per gli artisti emergenti, e tutto è più faticoso. E’ anche vero però, che in quegli anni non c’era la rete, e oggi grazie a internet è possibile farsi notare perché è un canale fortissimo. Bologna non ha nulla che non va, è sempre stata la città della musica e dei talenti, come ad esempio Lucio Dalla o oggi cito Cesare Cremonini,col quale sono stato in tour poco prima di Sanremo.Talenti come questi non nascono tutti i giorni. Oggi nel tessuto sociale della musica si tende spesso a trovare e far emergere qualcuno che ha un certo seguito, ma poi bisogna vedere se resistono nel tempo. C ’è una sola verità, quando nasce un fenomeno la strada la si trova, indipendentemente da come emerga e soprattutto dalla sua provenienza.Io però come Bolognese mi auguro che arrivino presto nuovi talenti. Nel frattempo, nel mio piccolo, porto avanti i miei progetti. In particolare la mia orchestra(Massimo Zanotti and Orchestra)con la quale presto terremo altri concerti in teatro”. 

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