Oggi il nuovo video di Vasco Rossi "Jenny è pazza": è in motion graphic

I disegni realizzati su carta e successivamente digitalizzati e le scenografie sono di Rosanna Mezzanotte, mentre la regia è firmata Arturo Bertusi: è lui che lo racconta

Esce oggi,  martedì 18 dicembre il videoclip inedito del brano “Jenny è pazza” di Vasco Rossi.  Il videoclip realizzato in motion graphic, vede i disegni e le scenografie di Rosanna Mezzanotte (realizzati su carta e successivamente digitalizzati) e la regia di Arturo Bertusi (art director per l’immagine di Vasco), che lo racconta con queste parole:“È stata una grande sfida realizzare il video di una canzone come Jenny è pazza, che ha più di quaranta anni, che è il primo singolo di Vasco, che è radicata nell’immaginario e nel cuore di tutti i fan. Il rischio principale è analogo a quello che si corre nelle trasposizioni cinematografiche dei grandi personaggi della letteratura: tradire quell’immaginario.

"Jenny è anagraficamente “il prototipo” di un miracolo che Vasco compirà altre innumerevoli volte: più le sue canzoni sono autobiografiche, personali, profondamente intime, più diventano universali e di tutti (anzi, non di tutti, ma di ognuno di noi). Inoltre, Jenny è una delle prime canzoni a trattare il tema del disagio esistenziale e emotivo, dell’emarginazione conseguente i pregiudizi della paura del diverso. La sfida è quasi impossibile. Così ho pensato che l’unica strada percorribile fosse quella dell’astrazione e della ri-materializzazione nel disegno e nell’animazione".

"Ho subito condiviso la sfida con Rosanna Mezzanotte, da molti anni realizziamo insieme le copertine, l’editing delle foto e le grafiche per Vasco; Rosanna è artista, grafica e illustratrice e come tutti i grandi artisti, possiede un immaginario unico e riconoscibile. Ed ecco nascere il disegno di una figura femminile strana, tenera e respingente allo stesso tempo; i suoi occhi enormi, così sproporzionati da uscire dalla faccia, evocano uno sguardo diverso, amplificato; le sue labbra, altrettanto fuori misura, un’espressione del suo mondo interiore.

È così iniziato un lavoro di interazione tra immagini e scrittura: alcuni disegni già esistenti hanno ispirato parte della storia, e per questi ho immaginato un “prima” e un “dopo”. Ad esempio, i fiori rossi di una scena sono originariamente una stampa da incisione; nel video nascono come lacrime che diventano pioggia che cade, dalla terra crescono come fiori i cui petali diventano le pietre preziose di una collana al collo di Jenny, metafora del dolore che si può trasformare in un valore da “portare addosso” arricchendo la propria identità.

Tutti gli altri disegni, centinaia, sono stati realizzati su carta sulla base della sceneggiatura; successivamente sono stati digitalizzati per l’animazione e la produzione. Jenny nel video cade letteralmente a pezzi, il suo mondo interiore crolla insieme al mondo circostante; l’abbiamo trascinata in un vortice in cui si materializzano i suoi ricordi più belli insieme ai peggiori incubi. Eppure ci siamo sempre presi cura di lei: l’abbiamo disegnata, colorata, l’abbiamo fatta entrare in mondi fantastici, abbiamo reso visibili (e per questo meno spaventose) le sue paure, fino ad aiutarla, partendo proprio da quei pezzi, a rimetterli insieme e ricostruire la sua identità. Questo processo, come un “contagio benefico”, è stato una vera catarsi emotiva per tutta la squadra, che ha lavorato a questo progetto con un amore e una passione quasi maniacali. Perché siamo tutti Jenny, o almeno lo siamo stati per un periodo della nostra vita.”

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