Fase 2: massima attenzione all'indice di 'contagiosità'

L'indice R0, ovvero il numero di persone contagiate in media da un singolo infetto, sarà la bussola sanitaria dal 4 maggio in avanti: ogni venerdì sarà oggetto di un aggiornamento, regione per regione

In Italia manca poco all'avvio della 'Fase 2' e sono state già rese note le nuove misure che saranno adottate dal 4 maggio 2020 in poi, ma come si farà a tenere traccia del contagio da Covid-19 e valutare se saranno necessarie nuove restrizioni ? L'indice R0, ovvero il numero di persone contagiate in media da un singolo infetto, sarà la bussola sanitaria dal 4 maggio in avanti. E il secondo criterio sarà la capacità del sistema sanitario di far fronte a eventuali aumenti nel numero di contagi, con terapie intensive e tutto quel che serve.

I due binari indicati più volte come principali 'guide' dal fronte dei tecnici del ministero della Salute, a quel che apprende l'Adnkronos Salute, sono stati ribaditi  ieri anche dal ministro della Salute Roberto Speranza. Il nodo relativo a quanto riaprire, come e in che tempi, si dovrà dipanare in un modo che si sposi con i criteri sanitari. Criteri che riguardano ovviamente punti fermi come le distanze di sicurezza, i dispositivi di protezione come le mascherine, e così via.

L'indice R0 ogni venerdì sarà oggetto di un aggiornamento, regione per regione. Se questo indice aumenta, seguiranno provvedimenti - misure di contenimento - per riportarlo sotto la soglia. Ci si dovrà muovere così dal 4 maggio, con le prime riaperture sul fronte produttivo e poi a seguire sul fronte commerciale e individuale. In un paio di settimane si potrà vedere come si muove l'indice. Avviata ormai invece la strada dell'indagine di sieroprevalenza con i test anticorpali, che si conta di concludere entro 2-3 settimane dall'avvio dello screening.

L’indice R0, o Erreconzero o “numero di riproduzione di base”, è il valore che misura la velocità di diffusione di un virus. Si chiama, spiegano all’Istituto Superiore di Sanità,“numero di riproduzione di base”. Quante persone può contagiare in media un singolo paziente? Bene, quando la crisi del Coronavirus SARS-COV-2 e di COVID-19 sembrava inarrestabile quel valore era a 3. Da quando l'epidemia del nuovo coronavirus (2019-nCoV) emerso in Cina ha cominciato a diffondersi e sono iniziati a circolare i dati sui primi casi confermati, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e numerosi istituti di ricerca di tutto il mondo hanno diffuso stime di R0 dell'infezione. Queste stime erano comprese tra 1,4 e 3,8 nelle aree colpite nella prima fase di diffusione. Ora il valore è ben sotto all'1 in Italia.

E' un parametro importante in un’epidemia di una malattia infettiva il “numero di riproduzione di base”, perché rappresenta il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ciascun individuo infetto in una popolazione completamente suscettibile cioè mai venuta a contatto con il nuovo patogeno emergente. Questo parametro misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva. In altre parole se l'R0 di una malattia infettiva è circa 2, significa che in media un singolo malato infetterà due persone. Quanto maggiore è il valore di R0 e tanto più elevato è il rischio di diffusione dell’epidemia. Se invece il valore di R0 fosse inferiore ad 1 ciò significa che l’epidemia può essere contenuta.

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