Parola all'avvocato

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Delitti contro l’assistenza familiare

Su caso Brizzi

Lo scrittore bolognese Enrico Brizzi ha chiesto ed ottenuto la messa alla prova nell’ambito del procedimento penale che lo vede imputato per aver commesso il reato di cui all’art. 570 bis c.p.c.. 

Si tratta di uno dei delitti contro l’assistenza familiare, previsti dal Codice Penale, in forza del quale è punito con la reclusione fino ad un anno e con la multa fino a 1.031 euro il coniuge che si sottragga all’obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di separazione o divorzio. Tale reato è una diretta conseguenza del mancato adempimento di quegli obblighi di assistenza che discendono prima ancora dalla nostra Costituzione e poi dal Codice Civile. Tra l’altro, affinchè possa dirsi consumato il reato è sufficiente il mancato pagamento di quanto dovuto, mentre vane saranno le scusanti del coniuge-debitore. Qualunque difficoltà economica egli dovesse riscontrare, infatti, dovrà essere fatta presente in sede di processo civile, nell’ambito del quale il giudice potrà, tenuto conto di tutti gli elementi in suo possesso, ridurre le somme dovute all’ex coniuge o ai figli.

La materia in tema di delitti contro l’assistenza familiare è stata riformata molto di recente – marzo 2018- e l’art. 570 bis è stato introdotto proprio quest’anno. Il tentativo era quello di semplificare la disciplina normativa, ma in realtà così non è stato. La norma infatti parla unicamente di figli di genitori sposati, mentre invece nulla dice relativamente ai figli di coppia non coniugata. Questo, tra l’altro, in contrasto con quanto previsto dal codice civile il quale, con la riforma del 2013, ha unificato lo stato di figlio, rimuovendo la superata distinzione tra figli naturali e figli legittimi. Proprio per tale ragione, la norma in commento ha creato, involontariamente, una discriminazione tra figli di genitori coniugati e figli di non coniugati, che sta già impegnando la giurisprudenza di legittimità. Ed in effetti, proprio di recente, la Corte di Cassazione, nella più corretta interpretazione della norma conformemente ai principi dell'ordinamento, ha riconosciuto l'applicabilità della predetta norma anche ai rapporti tra conviventi.

Brizzi ha quindi ottenuto la messa alla prova alla quale conseguirà un periodo di lavori socialmente utili ed, a quanto detto dal suo legale, il processo, attualmente sospeso, dovrebbe concludersi senza conseguenze.

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