Parola all'avvocato

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Genitori e social network: è possibile pubblicare le foto dei figli minori?

Quali insidie nasconde questa prassi, ormai molto diffusa? In realtà moltissime e potenzialmente molte più di quante si possa immaginare

Dall’album di fotografie da mostrare ai parenti dopo un pranzo in famiglia alla pubblicazione quotidiana di video e foto sui social network: l’orgoglio e la gioia dei genitori spesso oggi si esprime anche così.

Ma quali insidie nasconde questa prassi, ormai molto diffusa?

In realtà moltissime e potenzialmente molte più di quante si possa immaginare.

L’inserimento delle foto dei propri figli minori sui social, infatti, è un’attività in sé pregiudizievole, proprio per le caratteristiche della rete internet. Una volta che l’immagine è stata pubblicata online, infatti, può diffondersi in modo rapido ed incontrollato ed a nulla serviranno le blande limitazioni di riservatezza offerte dai social network. Oltretutto la pubblicazione, in base alla frequenza ed alle modalità con la quale viene praticata, potrebbe assumere rilevanza giuridica: si potrebbe richiedere ed ottenere una condanna inibitoria – per ottenere l’impedimento ad ulteriori pubblicazioni-, oltre alle ulteriori implicazioni relative al corretto esercizio della responsabilità genitoriale.

La grande rilevanza della materia in questione è resa ancor più evidente da un quadro normativo estremamente complesso nel quale assumono rilevanza norme nazionali come l’art. 10 del Codice Civile che, nel tutelare l’immagine dell’individuo, prevede che egli abbia il diritto a che il suo ritratto non venga diffuso ed esposto al pubblico. La tutela della riservatezza richiama inevitabilmente il Codice della Privacy ed il nuovo Regolamento europeo 679/2016. E ancora, fondamentale è a tale proposito la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989 che dimostra come già negli anni '80 già ci fosse la consapevolezza della potenzialità lesiva e della pericolosità dei mass media. Senza contare che, sul piano del diritto interno, si potrebbe fare anche un richiamo alla legge sul diritto d’autore che vieta l'esposizione, la riproduzione o la commercializzazione del ritratto di una persona in assenza del suo consenso qualora ciò non risulti giustificato dalla notorietà della persona stessa o da peculiari esigenze scientifiche, culturali o ricreative.

Come comportarsi allora?

Ecco una breve guida, alla luce della normativa nazionale e sovranazionale, come interpretata dai giudici di Roma e Mantova, in recenti e centrali pronunce di merito.

La pubblicazione delle foto di un minore sui social è pericolosa?

Potenzialmente sì. L'inserimento di foto di minori sui social network costituisce comportamento potenzialmente pregiudizievole per essi in quanto determina la diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, le quali possono essere malintenzionate e avvicinarsi ai bambini dopo averli visti in foto on-line e l'ulteriore pericolo costituito dalla condotta di soggetti che "taggano" le foto on-line dei minori e, con procedimenti di fotomontaggio, ne traggono materiale pedopornografico da far circolare fra gli interessati (Tribunale di Mantova, 19/09/2017).

Quando si può pubblicare la foto del figlio minore?

Secondo il Tribunale di Mantova, per la pubblicazione delle foto dei figli occorre il consenso di ambedue i genitori. In assenza dell’accordo dei due genitori, la foto non risulta quindi pubblicabile.

Se i genitori non vanno d’accordo?

Decide il giudice. Il genitore che non vuole che le foto del proprio figlio vengano pubblicate online da parte dell’altro, può chiedere ed ottenere l’inibitoria alla diffusione online, ossia l’ordine dell’autorità di non pubblicare altre foto sui social, e la rimozione delle foto già pubblicate (Tribunale di Mantova, 19/07/2017).

E se non si rispetta l’ordine del giudice?

Il Tribunale di Roma, con una sentenza davvero innovativa, ha condannato i genitori al pagamento di una sanzione pecuniaria (da versare su un conto corrente con vincolo a favore del figlio) nell'eventualità in cui gli stessi non avessero ottemperato ai provvedimenti disposti dal giudice che aveva stabilito l'inibizione della condotta di pubblicazione e di diffusione delle foto del giovane e la cancellazione di quelle già inserite sui social networks (Tribunale di Roma, 23/12/2017).

Il minore può prestare il proprio consenso digitale?

Secondo il legislatore europeo il trattamento dei dati dei soggetti minori, compresa la pubblicazione di foto online, è lecito solo se il giovane abbia compiuto i 16 anni di età. Per i minori di età inferiore, invece, tale comportamento è lecito solo se è stato autorizzato dai genitori. In Italia, tale limite è stato ridotto a 14 anni, perciò è da questa età che i ragazzi possono validamente esprimere il loro consenso al trattamento dei dati tramite internet.

Le pronunce esaminate hanno quindi aperto la discussione sulla necessità di garantire il diritto alla riservatezza e alla protezione dei dati dei minori, in considerazione di due aspetti imprescindibili: l’incapacità dei minori di porre in essere scelte pienamente consapevoli all’interno dell’ambiente web, nonché l’utilizzo dei dati dei figli da parte dei genitori nel medesimo contesto virtuale. Occorre prendere atto del fatto che oggi il minore ha una nuova immagine: non si tratta più di un ruolo limitato al contesto familiare, ma egli ha un ruolo preciso nel contesto sociale che, evidentemente, merita piena ed effettiva tutela.

Consapevolezza e responsabilità: i genitori sono chiamati a questo.

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