Parola all'avvocato

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Sì ai buoni pasto per le mamme lavoratrici in allattamento

(Cassazione, sentenza n. 31137 del 2019)

È dello scorso novembre la sentenza con la quale la Corte di Cassazione ha stabilito il riconoscimento alle mamme di alcuni elementi della retribuzione, tra cui il diritto ai buoni pasto in allattamento.

Il caso. Nel 2011 il Tribunale di Milano aveva accolto la richiesta di alcune lavoratrici che chiedevano il riconoscimento di alcuni elementi della retribuzione variabile, tra cui periodi di astensione obbligatoria per maternità e/o dei congedi parentali ai fini dell'attribuzione del diritto ai buoni pasto, all'indennità di produttività d'ufficio, all'indennità di obiettivo istituzionale, al cumulo dei periodi di riposo per allattamento con i permessi retribuiti e con i periodi di utilizzo della c.d. banca ore. Il Tribunale, poi confermato anche in secondo grado, aveva riconosciuto tali diritti, equiparando le ore di permesso per allattamento alle ore di effettiva presenza sul posto di lavoro ed aveva riconosciuto, tra gli altri, il diritto ai buoni pasto. Il datore di lavoro perciò ha impugnato la sentenza della Corte d’Appello ricorrendo in Cassazione.

La decisione della Corte. I giudici della Cassazione, pur confermando il diritto ai buoni pasto, hanno precisato che tale diritto può essere riconosciuto al lavoratore solamente se egli sia presente presso il posto di lavoro per oltre sei ore al giorno. È stato infatti evidenziato che i buoni pasto hanno una specifica funzione nell’ambito della organizzazione del lavoro e consentono di conciliare le esigenze del servizio con le quotidiane necessità del lavoratore, qualora presso il posto di lavoro non vi sia una mensa. In altre parole, se la giornata lavorativa ha una durata tale da comprendere anche le ore destinate alla pausa pranzo, in assenza di un servizio mensa, la lavoratrice avrà diritto ai buoni pasto. Questi ultimi, tra l’altro, sono un elemento occasionale della retribuzione, la cui corresponsione è subordinata proprio all’esistenza dei presupposti di cui si è appena detto. Anche il Ministero del lavoro, sullo stesso caso, aveva dato la medesima soluzione rispondendo ad un interpello.

In conclusione, la Corte di Cassazione ha sancito che chi gode dei permessi per allattamento può beneficiare dei buoni pasto solo qualora, al pari degli altri lavoratori, svolga la propria attività lavorativa per oltre sei ore. Diversamente, i buoni pasto non saranno corrisposti.


 

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