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Pacchetto vacanza Ryanair: Tribunale impone a turisti di restituire la somma percepita per il ritardo

Per il risarcimento da ritardo ritenuto competente il giudice irlandese, non quello italiano. (Tribunale di Bologna, sentenza n. 2663 del 13.12.2019)

Alla fine dello scorso anno il Tribunale di Bologna ha condannato due turisti a restituire la somma percepita per il ritardo del volo ritenendo che, nel caso di pacchetto vacanza tutto compreso acquistato on line tramite il sito Ryanair, non fosse competente il giudice italiano ma quello irlandese, in quanto la società di trasporti ha sede a Dublino.

Il caso

Nel 2016 due turisti italiani avevano acquistato on line il pacchetto completo di soggiorno e volo tramite il sito Ryanair. Tuttavia, il volo di andata da Bologna a Madrid aveva  tardato la partenza di sei ore, così i viaggiatori si erano rivolti al Giudice di Pace di Bologna per ottenere il risarcimento del danno. Il giudice di primo grado aveva condannato la compagnia a corrispondere la somma di 259 euro a titolo di compensazione pecuniaria per il ritardo – compre previsto dal regolamento comunitario 21/2004. Ryanair però non ci stava ed impugnava la sentenza davanti al Tribunale del capoluogo emiliano sostenendo che, nel caso di specie, non fosse competente il giudice italiano, ma che il giudizio si sarebbe dovuto instaurare in Irlanda, in quanto la società aveva sede a Dublino.

La decisione del Tribunale

Il Tribunale di Bologna ha accolto le rimostranze di Ryanair ed ha dichiarato il difetto di competenza giurisdizionale dell'autorità italiana ritenendo invece competente l'autorità giurisdizionale irlandese. Nel momento di acquisto del biglietto on line, infatti, i viaggiatori avevano dichiarato, con un clic, di aver letto e di accettare le condizioni generali di trasporto. Queste ultime prevedevano che la legge applicabile al contratto fosse quella irlandese e che ogni controversia sarebbe stata soggetta alla competenza esclusiva dei tribunali irlandesi. Trattandosi di un viaggio tutto compreso (soggiorno e trasporto), infatti, non poteva trovare applicazione la disciplina del consumatore, che invece in questo caso avrebbe previsto la competenza del giudice bolognese. Il fatto che il contratto si fosse perfezionato on line, poi, non faceva nessuna differenza. Secondo il giudice ed in base a quanto previsto dall’art. 25 del regolamento europeo 1215/2012 la forma scritta comprende qualsiasi comunicazione con mezzi elettronici che permetta una registrazione durevole dell’accordo attributivo di competenza.

Nulla da fare per i turisti: condannati a restituire i 259 euro di rimborso per il ritardo. 

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