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Spray al peperoncino: quando è legale

Quando l’utilizzo di tali spray è consentito e in che limiti

L’utilizzo degli spray urticanti in Italia è legale. Tuttavia la tragica vicenda della discoteca di Corinaldo, nella quale sono morte sei persone e molte altre sono rimaste ferite a causa della calca provocata dall’utilizzo di una bomboletta, ha generato non poche perplessità su tali mezzi di autodifesa.

Vediamo allora quando l’utilizzo di tali spray è consentito e in che limiti.

Il regolamento

La disciplina relativa agli spray urticanti è contenuta interamente nel decreto ministeriale n. 103 del 12 maggio 2011, il quale li definisce espressamente quali strumenti di autodifesa.

Sono legali? Sì, purché rispettino i requisiti di cui all’art. 1 del citato decreto ed in particolare devono avere le seguenti caratteristiche:

a) contenere una miscela non superiore a 20 ml;

b) contenere una percentuale specifica di sostanze irritanti (in particolare di oleoresin capsicum disciolto non superiore al 10 per cento, con una concentrazione massima di capsaicina e capsaicinoidi totali pari al 2,5 per cento);

c) la miscela erogata dal prodotto non deve contenere sostanze infiammabili, corrosive, tossiche, cancerogene o aggressivi chimici;

d) essere sigillati all'atto della vendita e muniti di un sistema di sicurezza contro l'attivazione accidentale;

e) avere una gittata utile non superiore a tre metri.

Gli spray sono armi? Sì. Infatti, il porto in luogo pubblico di tali bombolette, contenenti gas urticante idoneo a provocare irritazione degli occhi, sia pure reversibile in un breve tempo, può arrecare offesa alla persona e come tale rientra nella definizione di arma comune da sparo (Cass. 10889/2017).

Possono essere venduti a chiunque? No, la norma prevede espressamente il divieto di vendita ai minori di sedici anni.

Come posso verificare che il prodotto sia legale ed abbia le caratteristiche indicate dalla legge? La confezione deve riportare le seguenti indicazioni:

a) nome o ragione sociale o marchio e la sede legale del produttore, ovvero, se prodotti all'estero, dell'importatore;

b) i materiali impiegati ed i metodi di lavorazione, la quantità di miscela e tutte le sue componenti;

c) le istruzioni, le precauzioni d'uso e l'indicazione che l'uso dei prodotti è consentito solo per sottrarsi a una minaccia o a una aggressione che ponga in pericolo la propria incolumità;

d) in etichetta, almeno il simbolo di pericolo Xi e l'avvertenza «irritante».

3. Le indicazioni di cui al comma 2, lettere a) e c), possono essere contenute in un foglio illustrativo inserito nella confezione dei prodotti.

È reato vendere su internet spray al peperoncino antiaggressione privo di tali caratteristiche? Sì. La detenzione di bombolette spray urticante a base di oleoresin capsicum è riconducibile alla fattispecie di reato di cui all'art. 695 c.p., ossia fabbricazione o commercio non autorizzato di armi, laddove tale strumento di autodifesa non rispetti le caratteristiche stabilite dal decreto ministeriale 12 maggio 2011 n. 103 ed è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni (Cass. 18481/2018).

Il porto in un luogo pubblico di una bomboletta non conforme è reato? Sì, Integra la contravvenzione di porto abusivo di armi, di cui all'art. 699 c.p.., il porto in luogo pubblico di una bomboletta contenente spray urticante a base di oleoresin capsicum che non rispetti le caratteristiche stabilite dal decreto ministeriale del 2011 (Cass. 57624/2017). 

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