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Telecamere nelle scuole: la Camera approva la procedura d’urgenza

La Camera dei deputati ha approvato la procedura d’urgenza per la proposta di legge che prevede l’installazione di telecamere negli asili e presso le strutture socio-assistenziali per anziani e disabili

La Camera dei deputati, alcune settimane fa, ha approvato la procedura d’urgenza per la proposta di legge che prevede l’installazione di telecamere di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio.

Il testo normativo nasce dall’esigenza di tutelare questi soggetti, notoriamente più deboli, sulla spinta di un numero sempre rilevante di episodi di maltrattamenti a danno di bambini in tenerissima età, anziani e disabili.

Vediamo il contenuto della proposta.

Le strutture. La videosorveglianza potrà essere installata negli asili nido comunali e privati e le scuole dell'infanzia comunali, statali e paritarie nonché nelle strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio, convenzionate o no con il Servizio sanitario nazionale, nonché quelle gestite direttamente dalle aziende sanitarie locali a carattere residenziale e semiresidenziale.

Chi potrà visionare le immagini? Le immagini saranno visionabili dalle Forze dell’ordine a seguito di denuncia.

Tutela della riservatezza. Sarà il Garante per la protezione dei dati personali, con proprio regolamento, a definire le garanzie di riservatezza da osservare per l'installazione e per il funzionamento delle videocamere a circuito chiuso.

Istituzione di un fondo sperimentale per la videosorveglianza. Per l’attuazione della videosorveglianza, sarà istituito, in via sperimentale per il triennio dal 2018 al 2020, un fondo per finanziare acquisto e manutenzione dei sistemi installati con una dotazione di 3 milioni di euro all’anno. Sarà poi un decreto del ministero dell’economia ad individuare i criteri di assegnazione delle risorse, nonché definiti i termini e le modalità di accesso da parte delle strutture che ne facciano richiesta.

Una norma necessaria? “Uno strumento a tutela di tutti”, così si legge nella relazione che presenta il testo in approvazione. I fronti, infatti, sono due: da una parte la necessità di tutelare i soggetti più deboli quali minori, anche in tenerissima età ed anziani o disabili, dall’altra parte il diritto dei soggetti che lavorano nelle strutture di potersi difendere, laddove accusati ingiustamente.

Il testo, già proposto nel 2016, non aveva completato il suo iter di approvazione. Vedremo se invece questa volta diventerà legge.

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