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Primo maggio in grande: corteo, comizio e concerto in piazza Maggiore

I sindacati portano i big sul palco. Niente varchi d'accesso; maxi-schermi e 250 volontari del servizio d'ordine

 

La manifestazione nazionale dei sindacati quest'anno si fa a Bologna: Cgil, Cisl e Uil, come già annunciato, portano sul palco di piazza Maggiore i segretari nazionali Carmelo Barbagallo, Annamaria Furlan e Maurizio Landini. Con loro altri sindacalisti, come il segretario del sindacato europeo Luca Visentini, il sindaco metropolitano Virginio Merola e il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

"Lavoro, diritto e stato sociale: questa la nostra Europa", questo il tema della giornata. Il corteo del 1 maggio partirà da piazza XX settembre (partenza alle 10) e si concluderà in piazza Maggiore, dove si svolgeranno i comizi conclusivi dei segretari nazionali. Poi pranzo di solidarietà per circa 300 persone nel cortile di Palazzo D'Accursio (ore 13) e 'concertino' pomeridiano (16.30) sempre in piazza Maggiore.

La piazza non avrà varchi d'accesso, sarà transennata solo la zona del palco (lato Palazzo D'Accursio), ma in tutti i casi in piazza non potranno verosimilmente entrare più di 10mila persone circa. Per questo si pensa a due maxischermi: uno all'ingresso di via Archiginnasio, da dove arriverà il corteo, e un altro all'ingresso di piazza Nettuno.

I sindacati hanno anche predisposto un servizio d'ordine fatto di almeno 250 persone lungo il corteo e in piazza. Per favorire la partecipazione sono stati organizzati pullman e treni speciali. Tutte le iniziative concomitanti a Bologna e in regione (unica eccezione la Cgil di Imola, che terrà la propria kermesse ma invierà una delegazione a Bologna) sono state spostate per favorire la partecipazione.

"Quello di mercoledì per le vie di Bologna, sottolinea il segretario provinciale Cgil, Maurizio Lunghi, sarà un corteo aperto a tutti coloro che condividono le posizioni di Cgil, Cisl e Uil". Niente industriali dunque. "Il Governo? Non abbiamo notizie". 

Così anche la piazza, ma "il palco è di Cgil, Cisl e Uil- puntualizza Danilo Francesconi della Cisl- se abbiamo avuto contatti con imprenditori? Mi pare che se ne sia parlato solo sulla stampa". Telenovela chiusa, dunque, anche se come ricorda Giuliano Zignani, leader della Uil, già alla manifestazione di Roma del 9 febbraio avevano aderito alcuni imprenditori del ravennate, in quel caso uniti al sindacato dalla questione trivelle.

Un corteo nazionale dell'1 maggio "non capitava da 17 anni in questa città europea", sottolinea Zignani: quest'anno il tema sarà infatti l'Europa, alla vigilia del voto del 26 maggio. "L'industria 4.0 lascerà a casa quattro milioni di lavoratori in Europa, non possiamo fermare lo sviluppo ma questo va governato. Non possiamo assistere passivamente al fatto che le multinazionali vengano a prendersi l'uno dopo l'altro i nostri marchi. In Europa ci si rimane ma ci vogliono regole", afferma ancora il leader Uil. Eppure "c'è ben poco lavoro in questa campagna elettorale". 

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