A Reggio l’anniversario del Tricolore, gli storici: "Falso, è nato a Bologna!"

Alcuni storici contestano a Reggio Emilia l'invenzione del vessillo nazionale. Sarebbe invece nato a Bologna con i primi moti rivoluzionari contro lo Stato Pontificio

Come ogni anno, il 7 gennaio a Reggio Emilia viene celebrata la Bandiera Italiana: oggi le celebrazioni vedono anche la partecipazione del Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri e della Presidente del Consiglio Comunale Simona Lembi. Alcuni storici bolognesi però contestano: a Bologna si sono decisi i colori del vessillo verde, bianco e rosso, i documenti lo dimostrano.

LA STORIA UFFICIALE. A Reggio Emilia il 27 dicembre 1796, si riunì un'assemblea di 110 delegati per decretare la costituzione della Repubblica Cispadana, comprendente i territori di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia. In quell’occasione venne avanzata la proposta di adozione di una bandiera verde, bianca e rossa. In una seduta del 7 gennaio 1797, il congresso la ratificò: un tricolore orizzontale, con strisce rosse, bianche e verdi, al centro, un emblema composto da una faretra, che si erge su trofei di guerra, con dentro quattro frecce che simboleggiavano le quattro province originali, all'interno di una corona di alloro.

GLI STORICI CONTESTANO. Dalle ricerche prodotte dal Comitato Guglielmo Marconi, non solo la prima Costituzione Repubblicana fu del Senato di Bologna, che si riuniva all’interno di San Petronio, ma anche il primo documento ufficiale, che definì il vessillo Nazionale, precisandone i colori, fu dello stesso Senato che lo decretò il 28 ottobre 1796. In effetti, all'Archivio di Stato di Piazza dei Celestini, sono conservati vari e importanti documenti, uno dei quali riporta il testo: "Richiesto quali siano i colori Nazionali per formarne una Bandiera, si è risposto il Verde il Bianco ed il Rosso".

I PRIMI MARTIRI DELLA LIBERTÀ. A Bologna furono attivi Luigi Zamboni e Giovanni Battista de Rolandis, di Asti, due studenti dell’Alma Mater, che per primi nel settembre 1794 tennero una riunione con lo scopo di sollevare i cittadini contro l'assolutismo del potere pontificio. Affiggono così nottetempo manifesti e distribuiscono coccarde “di cavadino verde, bianco e rosso” a simboleggiare i principi di giustizia, eguaglianza e libertà, simili a quelle della Rivoluzione Francese, ma come Zamboni spiegherà al Tribunale dell'Inquisizione, “è stato sostituito il turchino col verde per non far da scimia alla Francia”. I due “rivoluzionari” vengono arrestati dalle guardie pontificie a Covigliaio, nel Granducato di Toscana. Il 18 agosto 1795 Zamboni si “sarebbe ucciso” impiccandosi nel famigerato "carcere del Torrone" (nel Palazzo Comunale) e il 23 aprile 1796, dopo giorni di torture  Giovanni Battista De Rolandis viene impiccato alla Montagnola. 

L’ADOZIONE DEL TRICOLORE. Il 28 aprile 1796 Napoleone firma l'armistizio di Cherasco e il giorno dopo riconosce la coccarda bolognese come “consorella” del tricolore francese autorizzandone l'uso. Nel maggio 1796, a Milano Napoleone consegna alla Guardia Nazionale uno stendardo con i colori verde bianco e rosso e in giugno arriva in Romagna dove decreta la liberazione di tutti i prigionieri politici e ordina che le ceneri di De Rolandis e Zamboni vengano onorate. Dopo la cessione di Pio VI alla Francia di Bologna e Ferrara, il 17 ottobre 1796 si Costituisce a Modena la Confederazione Cispadana con Antonio Aldini (quello della Villa all’Osservanza) come presidente e il 28 ottobre, il Senato di Bologna delibera: «Bandiera coi colori Nazionali - Richiesto quali siano i colori Nazionali per formarne una bandiera, si è risposto il VERDE, il BIANCO ed il ROSSO» (Archivio di Stato di Bologna, Archivio Napoleonico, I, Senato provvisorio -10 maggio 1796 - 30 ottobre 1796).  Il 4 dicembre 1796 nella Basilica di San Petronio, viene approvato il testo costituzionale della Repubblica. Il 7 gennaio 1797, a Reggio Emilia il segretario della Repubblica Cispadana Giuseppe Compagnoni presenta al Congresso il Tricolore, come vessillo del nuovo Stato libero. Il riconoscimento è siglato con voto unanime dai 100 parlamentari di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia guidati dall'avvocato Aldini, già difensore del De Rolandis, riuniti in Municipio in quella che sarà chiamata “Sala del Tricolore”.

I COLORI DELLA CITTA’ DI BOLOGNA. Una croce rossa in campo bianco o argento. L'immagine della croce era usata all'epoca delle Crociate: Cherubino Ghirardacci, storico vissuto nel Cinquecento, nella sua "Historia di Bologna" racconta, forse sulla base di antiche cronache oggi perdute, che molti bolognesi parteciparono alla Crociata indetta da Urbano II nel 1095. Questa è sicuramente la versione più affascinante, ma sono diverse le attribuzioni nel corso dei secoli (fonte: Comune di Bologna).

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di elio
    elio

    Il 1° gennaio 1948 con l'entrata in vigore della Costituzione Italiana, l'Italia divenne una Repubblica: « L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. » Ma prima di giungere a questa Costituzione ci sono volute ben 52 Costituzioni che hanno comportato lotte, sacrifici, speranze. La prima costituzione Repubblicana fu quella di Bologna... anche il primo documento ufficiale che definisce il vessillo Nazionale italiano, precisandone chiaramente i colori con cui doveva essere formato, è del Senato di Bologna Ora le chiedo: Per quale motivo si ignora la storia della Bandiera ufficiale del Comune di Bologna? nel sito ufficiale appare solo un breve sunto dello stemma Araldico. Inoltre, per quale motivo non vi è cenno della nascita della BANDIERA NAZIONALE a Bologna, la quale da una approfondita ricerca storica risulta nata nella nostra città? Durante le celebrazioni per i "150 anni dell'Unità d'Italia" non si è mai fatto cenno che il Tricolore è nato a Bologna. Eppure la città di Bologna è stata la prima a decretare il Tricolore come Bandiera Nazionale. Avvenne il 28 ottobre 1796. Questo importante documento per la storia Patria e l'epopea del Risorgimento è conservato all'Archivio di Stato di Bologna, situato in Piazza dei Celestini 4. Cliccando Bologna, 28 ottobre 1796: Nascita della Bandiera Nazionale è possibile consultare l'intero verbale diramato e firmato dal Senato di Bologna. Che la nascita della Bandiera Nazionale sia avvenuta a Bologna, è suffragata da indiscutibili documenti conservati all'Archivio di Stato della "Città delle due Torri". Difatti nell'attestato varato dal Senato Provvisorio "Atti dell'Assunteria di Magistrati, 28 ottobre 1796, foglio 542" viene precisato quanto segue. Titolo: "Bandiera coi colori Nazionali". Testo: "Richiesto quali siano i colori Nazionali per formarne una Bandiera, si è risposto il Verde il Bianco ed il Rosso". Il ricercatore si renderà conto che in questo paragrafo. disinvoltamente dimenticato, si parla di formazione, ossia creazione di una Bandiera Nazionale. Si tenga presente che il 18 ottobre 1796 a Modena si decreta "...ART.VIII Ogni Coorte avrà la sua bandiera a Tre Colori Nazionali Italiani, distinte per numero, e adorne degli emblemi della Libertà. I numeri delle Coorti saranno estratti a sorte fra quelle formate dalle quattro Provincie ". Sembra impossibile che nella storia del nostro Tricolore un decreto di tale importanza sia passato inosservato, tanto da essere "dimenticato" dagli stessi depositari della Storia del Risorgimento, che tanto interesse ha suscitato in questo 2011 nella popolazione italiana, giustamente orgogliosa delle proprie origini, della nazione e del senso di patriottismo che è indiscusso collante della partecipata "italianità". Come mai questo "oblio"? Una dimenticanza imperdonabile, una leggerezza della burocrazia continuamente distratta dall'applicazione delle 275 mila leggi che dovrebbero disciplinare la giustizia, l'uguaglianza e la libertà, costituzionali? Come mai i libri scolastici, censiti dall'autorevole dicastero della Pubblica Istruzione, severo nei giudizi e nelle considerazioni, ed un po' meno sulla precarietà, è scivolato su uno strafalcione del genere? Si tratta solo di una "dimenticanza" come sperano gli esegeti? Od anche nella genesi patriottica c'è il rischio di imbattersi nelle "cammellate"? "Nel documento di Reggio Emilia datato 7 gennaio 1797 si legge: "... Sempre Compagnoni fa mozione che lo stemma della Repubblica sia innalzato in tutti quei luoghi nei quali è solito che si tenga lo Stemma della Sovranità. Decretato. Fa pure mozione che si renda Universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori, Verde, Bianco e Rosso e che questi tre colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti. Viene decretato". E' indubbio che in questo testo la mozione "che si renda universale lo Stendardo o Bandiera", non si fa cenno alla creazione di una Bandiera, poiché la stessa esisteva già, e garriva sulla Cispadania da più di tre mesi. Cosa confermata dal Congresso della Repubblica Cispadana convocato a Modena il 21 gennaio del 1797 (quattordici giorni dopo Reggio Emilia, quando lo stesso segretario don Compagnoni scrive: "confermando le deliberazioni di precedenti adunanze decretò Vessillo di Stato il Tricolore per virtù d'uomini e di tempi fatto simbolo dell'Unità indissolubile della Nazione." Bologna è quindi la Patria del Tricolore. Ed ecco gli altri documenti che lo attestano: "Il Tricolore è nato a Bologna" Nessun dubbio per gli storici A Reggio Emilia non nacque il Tricolore. In un grido di gioia si urlò: "Che questo vessillo sia universale" Che questa nostra felicità coinvolga l'intero universo!" Come interpretò l'italianista Camillo Prampolini, nato a Reggio Emilia nella metà dell'800 da genitori emiliani, direttore del giornale "Lotta di Classe". E la stessa cosa oggi l'afferma l'autorevole storico Aldo A. Mola. A Reggio Emilia non nacque il Tricolore In questo sito possono essere consultati i seguenti rari testi, scritti mentre raggrumava l'Unità Italiana.: Felice Venosta, LUIGI ZAMBONI IL PRIMO MARTIRE DELLA LIBERTÀ ITALIANA, stampato a Milano nel 1864; Augusto Aglebert, I PRIMI MARTIRI DELLA LIBERTÀ ITALIANA E L'ORIGINE DELLA BANDIERA TRICOLORE, CONGIURA E MORTE di LUIGI ZAMBONI E G.B. DE ROLANDIS IN BOLOGNA TRATTA DA DOCUMENTI AUTENTICI stampato a Bologna nel 1862 e ristampato nel 1880; Giovanni Montersino, G. B. De Rolandis Martire Astigiano (1774-1796), Asti - Tip. Paglieri e Raspi, 1926. Per approfondire l'origine della bandiera tricolore si consiglia di cliccare qui Ed a questo indirizzo il lettore troverà la cronologia degli avvenimenti che furono alle origini della Bandiera Nazionale Italiana Ricerca storica: cronologia della Bandiera Nazionale Inoltre segnalo l'indirizzo di una pagina web in cui viene descritta la Costituzione della Repubblica di Bologna approvata il 4 dicembre 1796 Le chiedo anche, con quale atto o regio decreto è stato autorizzato il comune di Bologna ad utilizzare il gonfalone... con quale atto o decreto è stato autorizzata la modifica e l'uso del nuovo gonfalone della città di Bologna e con quale atto o decreto il Comune di Bologna è stato autorizzato ad utilizzare una propria Bandiera ?

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