Risanata ex Razzaboni, bonifica finita dopo 18 anni

Taglio del nastro per l'ex discarica Persiceto. Utilizzata per anni per lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e fanghi industriali, provenienti da diverse aree del Nord Italia

Taglio del nastro oggi per l'ex discarica Razzaboni, di San Giovanni in Persiceto, dopo essere stata completamente bonificata e risanata dal punto di vista ambientale. Si chiude cosi' una telenovela che si trascinava da ormai 18 anni. E il vento di 'pace' che soffia in Regione Emilia-Romagna tra Pd e M5s in vista delle elezioni fa si' che all'inaugurazione di questa mattina, al fianco del governatore Stefano Bonaccini ci fosse anche Silvia Piccinini, consigliera regionale 5 stelle, che proprio sull'ex Razzaboni aveva presentato un esposto in Procura. "Finalmente dopo anni di battaglie che l'M5s con determinazione ha portato avanti- commenta la stessa Piccinini- oggi finalmente abbiamo messo la parola fine alla vicenda dell'ex discarica Razzaboni. La bonifica definitiva del sito e' una vittoria non solo per noi, ma per tutti i cittadini che per anni hanno convissuto con un sito inquinato come vicino di casa, finito anche sotto infrazione europea".

La bonifica ha visto la rimozione di oltre 16.000 tonnellate di rifiuti pericolosi, con un investimento di 7,3 milioni di euro, di cui quattro dalla Regione e il resto dal ministero dell'Ambiente, grazie all'accordo dell'anno scorso. "Abbiamo mantenuto un impegno che avevamo preso da tempo col territorio- rivendica Bonaccini- e su cui abbiamo investito energie e risorse. Oggi siamo contenti di poter dire non solo che l'emergenza ambientale e' superata ma che, con l'impegno e la responsabilita' delle istituzioni, siamo in grado di restituire ai cittadini un luogo sicuro, dove la salute e' salvaguardata e tutelata. Un traguardo raggiunto anche grazie all'intenso lavoro di squadra realizzato dalla Regione insieme al Comune e al ministero".

Gestita abusivamente da un operatore privato, l'ex Razzaboni occupava circa 56.000 metri quadri. Fu individuata nel 2001 dalla Forestale dopo essere stata utilizzata per anni per lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e fanghi industriali, provenienti da diverse aree del Nord Italia. Nel 2003 la Ue avvio' una procedura d'infrazione contro l'Italia per le varie discariche presenti a livello nazionale, tra cui proprio quella di San Giovanni in Persiceto. Il privato non ha mai provveduto a bonificare l'area e cosi' tra il 2007 e 2008 e' stato realizzato un primo intervento di emergenza e messa in sicurezza dei rifiuti. Poi nel 2014 l'area e' stata in parte espropriata e il Comune ha avviato il primo stralcio dei lavori, finanziati dalla Regione per quattro milioni di euro, per il risanamento dell'area e la rimozione dell'amianto nei rifiuti. E cosi' nel 2016 la Ue ha certificato la bonifica e decretato l'uscita del sito dalla procedura d'infrazione, senza sanzioni. L'anno seguente e' stato firmato l'accordo col ministero che ha messo a disposizione i 3,3 milioni necessari per completare la bonifica, la cui efficacia sara' ora verificata con un monitoraggio delle acque sotterranee fino al 2024.

"E' un risultato molto importante- commenta Gazzolo- la bonifica della Razzaboni era una priorita' di questo mandato ed e' stata realizzata nei tempi programmati". Ora, esorta ancora pero' Piccinini, "e' il momento di guardare avanti. E' necessario istituire al piu' presto il Piano regionale delle bonifiche e a livello locale restituire l'area risanata alla comunita' di San Giovanni in Persiceto. Ci aspettiamo che il sindaco apra al piu' presto un percorso partecipato e aperto a tutti per decidere quale dovra' essere il futuro di quel sito", chiosa la 5 stelle. (San/ Dire)


 

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