Stop a nuovi bar, internet point e Compro oro in centro \ VIDEO

Dovrebbe entrare in vigore da agosto. Fino a 500 euro di multa e nuove regole

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Stop per tre anni a nuovi negozi del settore alimentare, bar, internet point, money change, money transfer, phone center e compro oro. E fino a 500 euro di multa per chi non pulisce l'ingresso dei locali vuoti o non espone i prodotti come da regolamento.

Insomma, basta scatoloni vuoti e cassette di frutta sotto i portici. Pulizia e decoro sono le parole d'ordine per quella fetta di città, gran parte del centro storico, sotto pressione da anni. Oltre all'arrivo di incentivi per le botteghe storiche.

È il nuovo regolamento basato sul Decreto Unesco, d'intesa con Regione e Soprintendenza, che il Comune di Bologna ha presentato oggi alla stampa, in attesa dell'approvazione in Consiglio comunale. "Penso ai residenti e non vogliamo un'altra via Petroni" - afferma l'assessore al Commericio Alberto AItini, con la collega Valentina Orioli in conferenza stampa.

Il Regolamento: limitazioni, divieti, deroghe
Per un periodo di tre anni dall’entrata in vigore del Regolamento, è vietato l’insediamento di nuove attività di: commercio al dettaglio in sede fissa dei generi appartenenti al settore alimentare; somministrazione di alimenti e bevande esercitata in qualunque forma; artigianali/industriali di produzione, preparazione e/o vendita di prodotti appartenenti al settore alimentare; attività di money change, phone center, internet point e money transfer esercitate in maniera esclusiva o prevalente; magazzini e depositi utilizzati per attività commerciali; attività di “compro-oro” all’ingrosso e al dettaglio.

Il Regolamento contiene poi una serie di deroghe. Tra queste, le nuove attività di somministrazione sono ammesse se hanno carattere accessorio (all’interno di teatri, cinema, librerie e musei, per esempio); in tutti i luoghi dove non siano prevalenti (mense aziendali, ospedali, asili, a domicilio); in forma di somministrazione temporanea in occasione di eventi e manifestazioni che si svolgono su area pubblica o che abbiano interesse pubblico. Sono escluse dal divieto di insediamento anche le attività esistenti, nel caso siano oggetto di subentro o di ampliamento.

Dai divieti sono esclusi anche i progetti speciali promossi dall’Amministrazione comunale dopo un confronto con i Quartieri e con le associazioni di categoria, con l’obiettivo della salvaguardia o rigenerazione del contesto urbano, anche attraverso il sostegno all’insediamento di servizi commerciali qualificati in armonia con le diverse funzioni territoriali.

Esposizione dei prodotti in vendita e cura e custodia dei locali vuoti
Il Regolamento introduce delle norme per garantire la qualità nell’esposizione dei prodotti in vendita: devono essere collocati esclusivamente su scaffali e attrezzature e non possono essere disposti a terra. Vietata inoltre l’esposizione della merce sulle parti architettoniche, in particolare colonne, pilastri e catene dei portici e sulle soglie dei locali. Non si possono inoltre lasciare casse vuote o cartoni fuori dal locale, in particolare sotto ai portici (esclusi i casi previsti dalle modalità di raccolta dei rifiuti urbani).

Dovranno fare attenzione anche i proprietari o i titolari di locali commerciali non occupati o di licenze non ancora insediate o sospese: con il Regolamento hanno l’obbligo di mantenere puliti gli ingressi ai locali (serrande e vetrine, in primo luogo); di rimuovere eventuali manifesti, volantini, avvisi vari, fogli di giornale, affissi sui muri di pertinenza dei locali; rimuovere l’impiantistica inutilizzata (come per esempio le insegne luminose). Sono previste sanzioni fino a 500 euro, come spiegato in conferenza stampa dagli assessori Aitini e Orioli.

Il Nucleo di antica formazione della città storica di Bologna
Il Nucleo di antica formazione della città storica di Bologna, dove il Regolamento per l’esercizio del commercio sarà applicato, è l’area all’interno dei viali di circonvallazione, escluse le zone di impianto più moderno. Nello specifico, sono escluse: via Marconi, via Lame, via Don Minzoni, via Amendola, tutta la ex Manifattura Tabacchi, la zona del Palasport, via della Grada e via Santa Croce; l’autostazione e tutta l’area compresa tra via Irnerio e i viali, Piazza di Porta San Donato e la parte terminale di via Zamboni, dopo Piazza Verdi in direzione di Piazza di Porta San Donato; via Dante, via del Piombo, Piazza Carducci, l’area a nord di viale Gozzadini e viale XII Giugno; l’area immediatamente dentro Porta Saragozza. Nel caso in cui vengano accertate specifiche esigenze di tutela di altri beni culturali che si trovano al di fuori del Nucleo di antica formazione, la giunta comunale può estendere le disposizioni del Regolamento.

La salvaguardia delle botteghe storiche
Il Regolamento prevede che la giunta comunale, sentita la Soprintendenza, può individuare i locali nei quali si svolgono attività artigianali e commerciali espressione dell'identità culturale collettiva, per assicurare la promozione e la salvaguardia di questi esercizi storici anche attraverso incentivi e forme di sostegno. Inoltre, per tutelare la permanenza degli esercizi storici, il Comune individuerà i requisiti per determinare il divieto di trasformazione dell’attività.

Cos'è il Decreto Unesco

Permette ai sindaci di individuare zone di particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico dove mettere paletti ad attività commerciali non compatibili con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. L'adozione di questo regolamento va nella direzione di presentare la candidatura dei portici a Patrimonio dell’Umanità Unesco: del dossier di candidatura farà infatti parte anche il contesto storico artistico nel quale i tratti di portici selezionati si trovano, e per la grande maggioranza si tratta proprio del Nucleo di antica formazione della città.

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