Hera, nuove tariffe +3.5%. M5S: “Paghino loro, incompetenti”

Ipotesi rincari acqua, Idv spara a zero su manager della Multiutility e i grillini seguono a ruota: "Rincari per colpa loro, hanno fatto male i conti. Cda fatto di rami secchi". Merola resta in stand-by: "Riflettere"

All’indomani dei risultati dei Referendum sempre più pressante è l’ipotesi di rincaro delle bollette Hera: il costo dell’acqua dovrebbe aumentare del +3,5%. E non si placano le polemiche.

IDV. Per primo contro la Multiutility si scagliò l’Idv, attraverso la capogruppo regionale Liana Barbati, che difronte all’ipotesi di rincaro avviso “siamo già pronti a protestare. Faremo barricate per difendere gli utenti dal tentativo di aumentare le bollette dell'acqua per controbilanciare le ingenti perdite in Borsa, come ci fanno sapere loro". Poi la loro proposta, “un taglio del 7%”, cifra che i dipietristi toglierebbero ai “faraonici stipendi dei manager” della società.

MOVIMENTO 5 STELLE. Sulla stessa lunghezza d’onda il Movimento 5 stelle, che lamentano: “I cittadini hanno risparmiato sui consumi, e a pagare dovrebbero essere sempre e comunque loro per colpa di una gestione scellerata della partecipata? Lo trovo inaccettabile".

Il capogruppo in Regione dei “grillini”, Andrea Defranceschi, spara a zero: "Negli anni scorsi Hera ha fatto male i suoi conti, mettendo a bilancio preventivo un quantitativo di acqua che poi non è stato venduto grazie all'oculatezza dei cittadini - precisa Defranceschi - A pagare per gli errori dei suoi manager non possono essere ancora gli utenti". E tutto questo, rileva, "parandosi dietro la scusa dei danni apportati dalla vittoria dei Sì ai Referendum. Una menzogna insopportabile e vigliacca".

"CDA DI INCOMPETENTI". Purtroppo però, aggiunge, "a fare i conti male per le casse della partecipata sono stati i suoi membri di Cda, e non da due settimane fa: sarebbe bene, allora, che invece di usare la vittoria della democrazia a pretesto degli aumenti, in Hera si iniziassero a dare le giuste responsabilità per gli errori commessi. Questi poltronifici che sono i CdA, fatti da gente priva di competenza specifica, di trombati della politica, di amici dei partiti fanno solo danni: paghino loro!".

PDL. Virginio Merola resta in stand-by. Dopo le accuse del pdl - in particolare di Michele Facci, che in in sede consiliare tacciò il sindaco di essere andato “in piazza a festeggiare i risultati del referendum senza riflettere sulle conseguenze” – ora il primo cittadino chiede un pausa di riflessione. D’altronde, come ricordò lo stesso Facci, Hera è una partecipata del Comune di Bologna, quindi “le sue perdite di conseguenza si ripercuoterebbero sulle casse dell’amministrazione locale”.

IL SINDACO. Allora Merola, interpellato sull'argomento a margine di un convegno in Università, ha precisato: "E' il momento di fare il punto della situazione sulle conseguenze del referendum. Non è il momento di prendere decisioni affrettate". Ha infatti spiegato di preferire "una pausa di riflessione per capire la legge nazionale quale sarà". Per poi, "riaggiornare questo tema degli adeguamenti tariffari ad un quadro più certo e chiaro".
 

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