Aeroporto: ecco come il rumore influisce sulla salute dei residenti

L'Indagine sanitaria è stata realizzata dall'unità di Epidemiologia dell'Ausl in collaborazione con la facoltà di Scienze statistiche dell'Alma Mater

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Nella popolazione piu' esposta al rumore prodotto dall'aeroporto Marconi di Bologna si registra un maggior consumo di farmaci ed un maggior ricorso a visite e prestazioni otorinolaringoiatriche.

I risultati sono stati presentati Con un incontro pubblico organizzato nella sala del Consiglio del quartiere Navile.
L'obiettivo dell'indagine era identificare il "profilo di salute della popolazione residente in prossimita' dell'aeroporto", spiega il direttore della dipartimento di Sanita' pubblica dell'Ausl, Paolo Pandolfi, illustrando i dati.

In pratica, l'Ausl e' andata a "vedere cosa succede in una popolazione di piccole dimensioni esposta al rumore- spiega Pandolfi- rispetto ad un'altra popolazione meno esposta ma che presenta caratteristiche sociali, culturali, economiche e di contesto abbastanza simili", cosi' da verificare "se c'e' una differenza in termini di stato di salute".

La popolazione di studio riguarda i residenti tra l'1 gennaio 2013 e il 31 dicembre 2016 in due zone: quella all'interno della "linea isofonica" di 50 decibel nella mappa acustica prodotta dal Marconi (28.974 persone coinvolte); quella all'interno dell'area definita dalla zonizzazione acustica, dalla zona "C" limitata alle sole attivita' aeroportuale alla zona "A" dove ci sono anche comparti residenziali (13.422 persone coinvolte).

La popolazione scelta per il confronto, invece, e' quella dei residenti (stesso periodo) nel quartiere San San Donato-San Vitale (circa 80.000 persone coinvolte).

Su queste basi, tutte le analisi hanno evidenziato che i residenti nell'area di studio "hanno fatto un maggior ricorso a visite e prestazioni otorinilaringoiatriche, quindi- spiega Pandolfi- c'e' un maggior consumo di questo tipo di servizio rispetto a quelli del San Donato-San Vitale".

Inoltre, i dati "mostrano anche un maggior numero di soggetti che utilizzano farmaci- continua Pandolfi- per disturbi correlati all'acidita' gastrica, anti-ipertensivi, per le malattie ostruttive delle vie respiratorie, sedativi-ansiolitici-antidepressivi". Questo precisando che tanto le visite quanto i farmaci, sottolineano Pandolfi "non ci indicano qual e' la patolgia, pero' si avvicinano ad alcune patologie".

Altra precisazione da fare, per Pandolfi, riguarda anche il fatto che quello condotto e' "uno studio descrittivo, non e' uno studio che valuta il nesso causale tra l'agente e il nesso di salute", tema su cui per l'Ausl esiste gia' una sufficiente letteratura scientifica. In conclusione, "non emerge una particolare urgenza o emergenza", dichiara il dirigente dell'Azienda sanitaria, ma "per noi e' molto importante che questo sia un punto di partenza" per ulteriori approfondimenti e soprattutto per capire quali azioni "operative possono aiutare a dare una risposta concreta".

 L'indagine sanitaria sul rumore prodotto dal Marconi "puo' essere una base di partenza per aprire con l'aeroporto delle nuove piste di lavoro". Lo dichiara l'assessore alla Sanita' del Comune di Bologna, Giuliano Barigazzi, dopo la presentazione dei dati raccolti dall'Ausl e presentati stasera nel corso di un incontro pubblico al quartiere Navile.

I dati forniti dall'Ausl, pur non essendo il risultato di una vera e propria indagine epidemiologica, "gia' qualcosa dicono e questo anche con tutte le cautele scientifiche" del caso, sottolinea Barigazzi. Quindi, gia' a partire da questa base, "cominciamo a porci il tema non solo dei voli notturni ma anche della possibilita' di mettere in piedi un tavolo con l'aeroporto- afferma l'assessore- su come alcune mitigazioni di carattere acustico possono essere messe in campo su scuole e case, cominciando da quelle piu' vicine e monitorando gli effetti".

L'indagine eseguita dall'Ausl deve servire a "dare forza al percorso che abbiamo intrapreso", dichiara il presidente del Navile, Daniele Ara. "Ci da' molti elementi per dare forza alle cose che dobbiamo chiedere", continua Ara: "Siccome c'e' un percorso intrapreso, questa analisi dimostra che bisogna farlo in fretta". E questo tenendo presente che "la controparte vera non e' l'aeroporto, bensi' l'Enac e la normativa nazionale, quindi anche il Governo e il Parlamento a maggioranza gialloverde, per favorire maggiori sorvoli su Calderara" invece che su Bologna. Proprio con questo obiettivo "l'aeroporto ha commissionato uno studio per invertie il rapporto di voli sulla citta' e su Calderara", aggiunge il presidente.

Intanto pero' "il Comune continua sfuggire all'indagine epidemiologica", afferma Gianfilippo Giannetto del Comitato per la compatibilita' aeroporto-citta': per altri scali in Italia e' stata eseguita "ma si continua a non volerla fare per Bologna".

In realta', "lo sappiamo gia' che l'aeroporto da' fastidio", aggiunge un altro rappresentante del Comitato, Paolo Serra. "Gia' adesso vanno prese delle misure e lo diciamo da qualche anno", continua Serra. Tra gli altri cittadini, c'e' chi dice: "Capisco lo sforzo fatto", pero' "ci aspettavamo un altro tipo di studio" e cioe' un'indagine in grado di specificare "cosa rischio in termini di salute se abito in quella zona". Ausl e Ateneo hanno fatto "un bel lavoro che pero' ora va portato avanti nel tempo", sollecita un altro residente: l'indagine presentata oggi "non ci da' un punto di realta' ma, su principi statistici, ci da' delle forti possibilita' che la situazione sia di un certo tipo e cioe' quella che i cittadini gia' presupponevano".

Senza dimenticare che le fonti di rumore certo non diminuiscono: "Si pensava che il People mover non dovesse essere rumoroso e invece lo e'", lamenta un residente che abita vicino alla monorotaia e contemporaneamente in una zona esposta al rumore degli aerei.

Lo stesso cittadino, non manca di richiamare le parole recentemente pronunciate da Barigazzi rispetto al rischio per cui il contrasto al gioco d'azzardo puo' comportare anche la perdita di posti di lavoro: l'assessore "ha dichiarato che conta la salute dei cittadini e tutto il resto e' secondario. Bene, io condivido assolutamente". Sulla ludopatia "e' piu' facile. C'e' una relazione causa-effetto piu' evidente", replica Barigazzi. E per quanto riguarda l'ipotesi di studio epidemilogico, l'assessore avverte: "Ci vogliono degli anni". (Dire)

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