Oltre 2 chili di droga nell'addome: trafficanti arrestati al Marconi

Sono stati sottoposti a radiografia e rinchiusi nel carcere della Dozza

Radiografia ovuli ingeriti

Il primo in arrivo da Bruxelles aveva ingerito 100 ovuli contenenti eroina per un peso pari a 1,160 kg, l'altro 102 ovuli termosaldati
contenenti cocaina per un peso di 1,200 kg.

I funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM), in servizio presso l’Aeroporto Marconi, hanno individuato e arrestato, con la collaborazione della Guardia di Finanza, due cittadini nigeriani sospettati di trasportare sostanze stupefacenti con la tecnica dei “body packer”.

Insospettiti dagli atteggiamenti dei due passeggeri, hanno approfondito i controlli sottoponendo i due stranieri a radiografia dell’addome da cui è emersa la presenza di corpi estranei. Sono stati tratti in arresto e condotti presso il carcere di Bologna a disposizione dell’Autorità Giudiziaria felsinea.

Ad agosto, un ragazzo era stato arrestato in stazione, dopo che all'interno del suo corpo erano stati tracciati 57 ovuli di cocaina. L'arresto rientra nell'ambito dei controlli effettuati dalla Polfer nel periodo estivo, in concomitanza dei picchi di traffico.

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"Body packer"

Soggetti che trasportano illegalmente droghe, nella maggior parte dei casi cocaina ma anche eroina, mediante occultamento intracorporale. I pacchetti che vengono preparati usando i materiali più diversi, spesso i comuni condom, vengono introdotti per via orale, rettale o vaginale e recuperati una volta che il narco-corriere ha superato le frontiere.

 I body stuffer detti anche mini packer sono in genere piccoli trafficanti o consumatori che giunti per una qualche circostanza in contatto con le forze dell'ordine,  impulsivamente ingoiano la droga in involucri preparati furtivamente, con l'obiettivo di evitare l'arresto.

Anche se la pratica del trasporto intracorporale ha oramai raggiunto una elevata percentuale di successo, per la progressiva sofisticazione nella preparazione dei pacchetti, confezionati sempre più spesso in maniera semi-industriale e per l'addestramento dei narco-corrieri prima della loro partenza, si possono verificare gravi complicazioni, in particolare l'occlusione intestinale e l'intossicazione acuta per rottura degli involucri. I casi mortali più spesso descritti sono conseguenti ad intossicazione acuta da cocaina.  La diagnosi si avvale soprattutto della radiografia dell'addome.

L'approccio terapeutico alle complicanze che va realizzato in ambiente intensivo con monitoraggio del paziente per trattare eventuali stati tossici acuti, deve essere di vigilanza, fino a completa espulsione di tutti i corpi estranei. L'intervento chirurgico deve essere riservato ai casi di occlusione intestinale o effettuato su pazienti che manifestano segni iniziali di intossicazione. (fonte UNICRI)

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