Aeroporto Marconi, addetti logistica in corteo dentro lo scalo

Sit-In e mini corteo davanti allo scalo partenze. Si lavora per scongiurare lo sciopero annunciato per mercoledì 5 luglio

Un incontro saltato, in Città metropolitana, "per la prima volta in otto anni dall'apertura del tavolo", ma i lavoratori della cooperativa Alpina dell'aeroporto Marconi alzano comunque la voce. A poche settimane dall'ultimo presidio e in vista dello sciopero del 5 luglio, gli addetti sfidano il caldo torrido, tornando a sfilare davanti a turisti e viaggiatori al Marconi, in vista della deadline dell'1 luglio, data di scadenza dell'appalto in vista della re-internalizzazione delle mansioni di pulizia aerobus e carico-scarico bagagli, finora affidata alla coop tramite Gh.

Nonostante il termometro sfiori i 38 gradi infatti, i sindacati hanno organizzato un presidio davanti alla sede Enac per poi proseguire all'interno dell'aeroporto, nel terminal delle partenze, a pochi passi dall'imbarco dei passeggeri. "Siamo in attesa di riuscire a fare una clausola sociale seria, in modo che i lavoratori non perdano quello che hanno- spiega Daniela Modonesi, della Filt-Cgil- abbiamo bisogno che le Istituzioni stiano insieme per fare questo passaggio".

Passaggio su cui ancora "non è stato trovato l'accordo tra le società- aggiunge Salvatore Buono (Fit-Cisl). Ma l'1 luglio è vicino e noi non vogliamo lasciare nessuno a casa". Il sit-in avrebbe dovuto avere luogo dopo l'incontro della mattina in Città metropolitana. Ma novità che tuttavia non ci sono state: "L'incontro è saltato perché le due imprese non si sono presentate, è la prima volta in otto anni dall'apertura di questo tavolo.

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È inimmaginabile pensare che le relazioni sindacali siano un'optional" spiega Carmelo Massari (Uil) che auspica che Enac elevi "sanzioni esemplari per applicare il rispetto del contratto e della legge". Nel frattempo sono in programma incontri il 27 e il 28 giugno, con Gh e con Alpina. (Dire)

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