Alloggi agli studenti, 200 idonei senza posto letto, il Cua: 'L'ostello? Non è soluzione'

I dati forniti da Er.Go confermano indirettamente la penuria di alloggi per chi viene a studiare sotto le Due Torri. Oggi match collettivo-prorettore in rettorato

Si può dormire una settimana o due in ostello, ma non può essere una soluzione definitiva, in primis perché economicamente non è sostenibile, e poi perché un conto è stare in ostello, un altro è avere una casa". Così un'attivista del Cua - Collettivo universitario autonomo di Bologna riassume le motivazioni che questa mattina hanno portato una ventina di ragazzi a tornare in Rettorato dopo il blitz di venerdì.

In sostanza gli studenti, che oggi sono stati ricevuti dal prorettore per la Ricerca, Antonino Rotolo, chiedono che l'Alma Mater "prenda una posizione forte sul tema del diritto alla casa" e che "si spinga per l'apertura di un tavolo di trattativa tra gli studenti senza casa, che sono sempre di più, e le istituzioni competenti".

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Richieste, quelle degli studenti, rafforzate dai dati confermati ieri dalla direttrice di Ergo (l'azienda regionale per il diritto allo studio), Patrizia Mondin, secondo cui a Bologna sono circa 200 gli universitari giudicati idonei nei bandi di Ergo, ma ancora senza un alloggio in studentato.

Da parte sua, Rotolo riconosce che "la questione degli alloggi si sta aggravando", ma sostiene che l'Ateneo "si è già attivato con le istituzioni che si occupano del problema", e invita i ragazzi ad "agire su tre piani: in primis parlando con la prorettrice agli Studenti Elena Trombini, poi facendosi sentire a livello di Consiglio studentesco e di Consulta regionale". In particolare, il prorettore sollecita gli studenti a "mettersi in contatto con Trombini, che nei prossimi giorni rientrerà a Bologna, per fissare un incontro". Parole che soddisfano solo in parte i ragazzi del Cua, che annunciano per lunedì un'assemblea sul tema, aggiungendo che martedì alle 11 torneranno in Rettorato per "chiedere un tavolo con l'Ateneo ed Ergo, perché la casa è un bisogno primario e vogliamo risposte". (Dire)

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