Una stanza in affitto, l'odissea della studentessa per trovare un alloggio

Due tentativi di truffa, richieste di fidejussioni bancarie, visite dell'immobile collettive, affari a monte all'ultimo. Il racconto di una ricerca durata due mesi

Il culmine è stato toccato quando le hanno chiesto una fideiussione bancaria, ma ha dovuto anche far fronte a un paio di tentativi di truffa. E' l'odissea immobiliare di Sarah, 19 anni, matricola universitaria iscritta al corso magistrale di Ctf - Chimica e tecnologie farmaceutiche dell'Unibo.

Dai primi di agosto la ragazza si è messa in cerca di un alloggio, ben presto aiutata dalla madre 40enne Christine, che in una lunga lettera a Bolognatoday spiega nel dettaglio le stazioni di questa via crucis alla ricerca di un posto letto in quel di Bologna

"Già solo negli annunci si capisce che aria tira, è affittato di tutto. Un esempio? Ho guardato un monolocale di 28mq soppalcato, con 3 posti letto, a 900€, spese escluse".

Numerose sono le imprecisioni, per non parlare di veri e propri tentativi di raggiro: "In molti semplicemente fissano un appuntamento, salvo poi sistematicamente mandare a monte la visita all'ultimo momento. Oppure capita che, nonostante nell'annuncio sia scritto 'direttamente dal proprietario' si presenti poi un intermediario che richiede la provvigione.

I più 'onesti' invece, fissano appuntamenti collettivi "dove con altri 6, 7, 8 ragazzi si visita l'appartamento collettivamente: il candidato verrà poi scelto in base alle garanzie che può offrire (sono quasi sempre chieste le buste paga di uno o meglio due genitori)". In altri casi sono i coinquilini stessi che 'selezionano' i potenziali affittuari, con appositi 'casting', come nei talent-show. Nel breve periodo della ricerca l'unica proposta accettabile e relativamente disponibile è stata quella di un convento di frati, per 450 euro al mese.

La ricerca va avanti e, oltre a scontrarsi con le numerose prebende (No matricole, no animali, no studenti, no fumatori, no musicisti, ndr) Sarah si imbatte in un paio di tentativi di truffa: il primo trattasi dell'ormai famigerato 'trucco dei 50 euro', una caparra che ferma un posto letto che in realtà non esiste.

La truffa -continua a spiegare la mamma di Sarah- è condotta da un tale che sui siti di annunci si a chiamare Giovanni o Gaetano La Piana: pubblica online un annuncio molto appetitoso, per poi convincere le sue vittime a 'fermare' l'appartamento con il versamento su una prepagata della piccola somma, per poi farsi di nebbia subito dopo.

Il secondo tipo di truffa è più elaborato, ma non meno efficace: solito annuncio molto, troppo conveniente e una modalità di pagamento contorta quanto poco affidabile. "In pratica ti convincono con un espediente a condividere con loro i dati sensibili del conto corrente, per poi prosciugare il conto stesso".

In un caso almeno è stata chiesta una fideiussione bancaria a tutela degli interni e degli immobili. "Un appartamento ci piaceva, lo avremmo perso" confidano "peccato volessero, deposito, assicurazione e fideiussione di 5mesi: avevo già attivato la banca, ma il proprietario non mi ha controfirmato la proposta di locazione pertanto ho bloccato tutto".

Dopo due mesi di ricerca, e numerosi tentativi andati a vuoto, alla fine Sarah ha trovato casa in zona S. Donato, mille euro al mese spese escluse, assieme a un'amica con la quale si è 'alleata' nella ricerca di un alloggio e altre due persone, trovate pubblicando un annuncio online. L'appartamento non è in condizioni ottimali, ma tant'è, dopo due mesi di ricerche e delusioni bisogna accontentarsi.

Mamma Christine è sollevata per il fatto che sua figlia abbia trovato casa, ma è anche è indignata: "A parte il disgusto per queste e persone, che marciano sulla disperazione di ragazzi che giungono a Bologna con beata innocenza e con la speranza nel cuore di crearsi un futuro migliore, penso che l'amministrazione di Bologna non debba permettere tutto questo, senza mettere a bilancio il problema degli alloggi: dovrebbe investire in studentati oppure regolamentare in qualche maniera gli alloggi di privati, agevolandoli fiscalmente, ma obbligandoli a forme di contratto trasparenti ed eque, e nel rispetto dell'individuo".


 

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