Aggressioni negli ospedali, accordo con i sindacati e azienda, arrivano le telecamere

Oltre agli occhi elettronici l'intesa prevede di sistemi di allarme a pulsante o a chiamata, telecamere di sorveglianza, sistemi di controllo degli accessi in alcuni reparti

Revisione delle sale d'attesa in ospedale. Installazione di telecamere, sistemi di sicurezza e allarmi a chiamata. Rafforzamento del servizio di guardia giurata. Supporto psicologico e formazione ad hoc. Sono le misure che le Aziende sanitarie dell'Emilia-Romagna dovranno mettere in campo entro quest'anno per rafforzare la sicurezza degli operatori sanitari e prevenire così le aggressioni, sia fisiche che verbali.

La Regione, col governatore uscente Stefano Bonaccini e l'assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi, ha infatti firmato coi sindacati un accordo che prevede l'applicazione da parte delle aziende sanitarie di specifiche linee di indirizzo, messe a punto da un gruppo di lavoro multidisciplinare e condivise con le stesse organizzazioni sindacali.

Si parla prima di tutto di formazione degli operatori per prevenire episodi di violenza, rivolta in particolare ai lavoratori di Pronto soccorso, 118, dipartimenti di salute mentale e dipendenze, pediatria, assistenza domiciliare, guardia medica e front office.

Nell'intesa si prevede poi la revisione delle sale di attesa in alcuni Pronto soccorso e Case della Salute e l'installazione di sistemi di allarme a pulsante o a chiamata, telecamere di sorveglianza, sistemi di controllo degli accessi in alcuni reparti e rafforzamento dei servizi di guardia giurata. Previsti anche supporto psicologico per gli operatori vittime di violenza e progetti di comunicazione mirata verso i cittadini. In caso di aggressione, infine, per gli operatori che presenteranno denuncia c'è l'impegno, da parte dell'Azienda sanitaria per la quale lavorano, a garantire un'azione di supporto legale anche con la costituzione in giudizio

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 L'applicazione delle linee guida, già inserite tra gli obiettivi del 2020 per le direzioni delle Ausl, riguarda tutte le strutture aziendali, con priorità per quelle esposte ai rischi maggiori, e tutti gli operatori, non solo i dipendenti. Le aziende sanitarie dovranno ora analizzare i vari contesti lavorativi e valutare i rischi presenti, monitorare gli episodi segnalati e predisporre possibili misure di intervento. (San/ Dire)

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