Ordinanza anti-alcol in Zona U, il divieto di birra fredda potrebbe estendersi al resto della città

Non solo il divieto di tenere alcolici in frigo per i negozi di vicinato e i laboratori artigianali verrà mantenuto, ma potrebbe anche essere esteso "al resto della città o comunque al centro storico". Parola dell'assessore all'Economia del Comune dopo l'incontro avuto con una delegazione dei negozi di alimentari della zona U, piccati dall'ordinanza

Non solo il divieto di tenere alcolici in frigo per i negozi di vicinato e i laboratori artigianali verrà mantenuto, ma dalla zona universitaria potrebbe anche essere esteso "al resto della città o comunque al centro storico". Parola dell'assessore all'Economia del Comune di Bologna, Matteo Lepore, dopo l'incontro avuto ieri con "una delegazione della comunità del Bangladesh- spiega lo stesso Lepore- e in generale dei negozi di alimentari della zona universitaria". Per reagire all'ordinanza, una trentina di esercenti hanno deciso di abbassare le serrande. "Li invito a riprendersi le chiavi, perchè consegnarcele- fa notare l'assessore- è fare un autogoal": dire che "senza birra fredda non vivono, significa ammettere che la loro attivita'' si regge sulla vendita di alcol".

Il Comune, al contrario, sta agendo proprio "per disincentivare il consumo eccessivo di alcolici nella zona universitaria- ribadisce Lepore- e per contrastarne la vendita abusiva", sapendo che "questa cosa viene fatta alla luce del sole". In questo senso, è una "novità fondamentale" quella degli alcolici da tenere fuori dai frigoriferi, "come succede in tanti altri Paesi": può sembrare "una piccola banalità, ma evidentemente abbiamo colto nel segno- afferma Lepore- perchè i negozi di alimentari possono vendere la merce ma non possono somministrare alcolici, così come i laboratori artigianali, perchè i locali che per legge sono dotati di licenza per farlo sono i bar e i pubblici esercizi, che hanno i bagni e hanno pagato le licenze". I negozianti, però, affermano che la mancata vendita di birra fredda limita anche lo smercio di tutti gli altri prodotti: così, però, "si sta dicendo che le persone che vanno lì- replica l'assessore- hanno bisogno della birra fredda per poi bere in strada e questo è il punto fondamentale". 

L'ordinanza dunque resta, ma Lepore apre ad alcune proposte ricevute ieri. I negozianti, ad esempio, hanno segnalato alcune strade non comprese nell'ordinanza in cui però sono presenti esercizi che vendono alcol e "stiamo valutando, eventualmente- afferma Lepore- se allargare di qualche via l'ordinanza, perchè il nostro intento non è quello di discriminare ma di avere un intervento il più possibile efficace". Su questo tema, Lepore si spinge anche più in là: la misura sulla refrigerazione, che è "sperimentale", rappresenta un provvedimento "che in futuro potremo anche valutare di allargare al resto della città o comunque al centro storico". Il tema del rapporto fra i commercianti colpiti dall'ordinanza e i loro colleghi "c'è, lo stiamo valutando", continua Lepore, ma per il momento "siamo partiti dalla zona più critica".

Bocciata, invece, la proposta di mantenere la birra fresca anticipando la chiusura alle 20: "E' ovvio che verremmo meno ai principi che ci hanno fatto scrivere l'ordinanza, non credo che sia una proposta accettabile". Per Lepore, poi, non esiste il tema dei supermercati che, a detta dei negozianti, possono continuare a vendere gli alcolici refrigerati: se sono nella zona dell'ordinanza, "devono rispettare assolutamente le stesse regole". Un altro suggerimento arriva dalla presidente del quartiere San Vitale, Milena Naldi, che vorrebbe ragionare sull'ipotesi di limitare anche l'asporto dei bar: il fenomeno dell'utilizzo delle birre o altri prodotti d'asporto riguarda "quelli a basso costo", commenta Lepore, mettendo nel mirino abusivi e negozi che fanno ribassi; i bar, invece, "fanno prezzi molto più alti e quindi è un fenomeno minore".Dunque l'idea "si può valutare", ma "al momento non mi sento di farlo- aggiunge l'assessore- perchè non credo sia questa la criticità". Lepore, intanto, rispetto al rapporto con i negozianti vede anche un aspetto positivo: come già accaduto per i locali, "per la prima volta abbiamo una comunità importante di operatori che si rivolge all'amministrazione non soltanto per chiedere che venga tolta l'ordinanza o delle deroghe, ma anche per collaborare e questo è un punto importante".

VENDITORI ABUSIVI. Ad esempio, i titolari degli alimentari "sono i primi ad accusare i loro connazionali che fanno la vendita abusiva per strada", riferisce l'assessore: "E' un grande tema su cui in questi anni non si è mai riusciti a ragionare insieme ed è arrivato il momento di farlo". Si pone, però, il tema dei controlli perchè un effetto dell'ordinanza potrebbe essere proprio quello di un aumento degli abusivi in circolazione. "Da alcune settimane stiamo facendo un maggior numero di controlli", ricorda l'assessore, anche alla luce degli accordi con i locali. Il sindaco su questo "ha chiesto un impegno maggiore da parte della Polizia municipale", in termini di "maggior numero di turni e maggiore disponibilita'' sugli orari, ma questo- aggiunge Lepore- fa parte di una discussione che stiamo portando avanti in altra sede". Il messaggio finale per i negozianti è "cambiare offerta, poi per me- manda a dire Lepore- possono restare aperti finchè vogliono". A Palazzo D'Accursio si fa notare che dopo l'ordinanza sulla Bolognina questo si è verificato in molti casi, ma anche in centro ci sono esempi simili: Lepore cita quello di una pizzeria d'asporto sotto le Due torri, che ha "rinunciato completamente all'alcol e resta aperta fino alle cinque del mattino".

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"SERRATA CONFERMA CHE VIVONO GRAZIE A BIRRE". Il sindaco Virginio Merola conferma le parole dell'assessore Lepore. La protesta dei negozi alimentari della zona universitaria non turba il primo cittadino, che difende la scelta di far chiudere questi esercizi alle 21 e di impedire loro di vendere alcolici refrigerati: "E' un provvedimento che andrà avanti", dichiara il primo cittadino, non escludendo che l'ordinanza possa essere estesa rispetto all'attuale perimetro. Ieri i commercianti hanno deciso di chiudere le proprie attivita'', consegnando le chiavi al Comune e avviando un presidio nel cortile di Palazzo ''Accursio che è ricominciato anche stamattina. "è una serrata che dimostra come questi negozi vivano soprattutto vendendo birre", commenta Merola, rispondendo alle domande dei cronisti in Comune. "La somministrazione di alcol è affidata agli esercizi pubblici e ai bar, quindi il provvedimento- sottolinea il sindaco- è adeguato per questo: si aggirano continuamente con concorrenza sleale" le regole e "siccome stiamo parlando di alcol, credo che vada garantito il controllo della somministrazione", a cominciare da quella che interessa i minori.

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