Morte del piccolo Alessandro: prosciolto il tecnico Acer

Dopo una ferita alla gamba provocata dal vetro di una finestra dell'appartamento. A carico del tecnico era stato aperto un fascicolo per omicidio colposo

Per il tecnico Acer accusato di omicidio colposo per la morte del piccolo Alessandro do Rosario, il 5 agosto del 2016, il Gup Sandro Pecorella si è pronunciato per il proscioglimento, ossia sul non luogo a procedere, per non aver commesso il fatto.

Alessandro aveva 9 anni ed è morto in via Benini, nel quartiere San Donato, dopo una ferita alla gamba provocata dal vetro di una finestra dell'appartamento Acer nel quale viveva con la famiglia e la eccessiva perdita di sangue.

A carico della madre e della sorella del piccolo la Procura aveva aperto un fascicolo per "abbandono di persone minori o incapaci" (art. 591 c.p.). Più pesante la contestazione al tecnico dell'Acer che era stato indagato per omicidio colposo (art. 589 c.p.).

Per il tecnico, difeso dall'avvocato Pietro Giampaolo, era stata disposta l'imputazione coatta dopo che la Procura aveva per lui inizialmente chiesto l'archiviazione, disposta per la madre del bambino e la sorella, che erano uscite di casa lasciandolo con il nipotino di tre anni.

Acer in una nota specificò che l'abitazione era stata oggetto "di un significativo intervento di ripristino e ammodernamento terminato il 28 ottobre 2011 - ha alcuni mesi prima dell’ingresso della famiglia e che - a partire dall’assegnazione a oggi, ha eseguito nell’alloggio, tramite ditte incaricate, tre interventi di manutenzione ordinaria andati a buon fine - sottolineando inoltre che - non risultano altre situazioni di criticità o richieste di intervento relative ai serramenti, agli infissi e alla portafinestra". 


    

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