Droga, favoritismi e 'liaison': perquisita casa e studio del docente di psichiatria

I carabinieri sono arrivati in casa di Alessandro Serretti ieri mattina: il docente della scuola di specializzazione di Psichiatria di Bologna è indagato al momento per reati legati all'uso di stupefacenti e per concussione sessuale

Perquisizione dei carabinieri del nucleo investigativo in casa e nello studio di Alessandro Serretti ieri mattina, docente della scuola di specializzazione di Psichiatria di Bologna indagato. Il decreto di perquisizione è firmato dal pm che si occupa della vicenda, Rossella Poggioli e il docente ha ricevuto un'informazione di garanzia.

Non sarebbero stati trovati stupefacenti e l'indagato ha accettato di sottoporsi agli accertamenti su un'eventuale pregressa assunzione. "Si tratta - si è limitato a dire il procuratore aggiunto e portavoce della Procura di Bologna, Valter Giovannini, in merito alla perquisizione - di doverosa e prevedibile attività investigativa". Secondo quanto filtra in ambiente di indagini, l'inchiesta del pm Poggioli si avvia alla conclusione: sono stati sentiti tutti gli specializzandi che hanno firmato l'esposto e dai racconti è emersa una sostanziale conferma dei comportamenti già segnalati. Su istanza della difesa di Serretti sono stati sentiti anche due stretti collaboratori dell'insegnante: questi hanno escluso che i fatti contestati si siano verificati e hanno detto di non aver mai assistito all'offerta di stupefacenti. La Procura intende acquisire la relazione del consiglio dell'ordine dei Medici che sta a propria volta approfondendo il caso. Non è escluso che Serretti venga interrogato, ma l'impressione è che prima si voglia attendere l'esito dell'esame sugli stupefacenti.

Il docente ha chiesto all'università un anno di 'alternanza per periodi di ricerca', una sorta di anno sabbatico. Ora la richiesta presentata dal professore sarà vagliata dall'azienda ospedaliera, dal dipartimento di Scienze biomedicali e neuromotorie (a cui afferisce la scuola di specializzazione di Psichiatria) e infine la decisione sarà presa dal rettore Ivano Dionigi. Ci sono 90 giorni di tempo per la decisione. Martedì (e non ieri come si era appreso in precedenza) casa e studi professionali di Serretti sono stati perquisiti dai carabinieri.

Oltre alla cessione di stupefacenti, sono contestati anche la concussione sessuale e l'induzione indebita a dare o promettere utilità. In particolare per la concussione si tratterebbe - secondo quanto si apprende in ambiente investigativo - di un reato che rimane 'sullo sfondo'. Non sono emersi, cioè, comportamenti costrittivi in senso proprio, ma avances, relazioni personali affettuose e una circostanza, raccontata da testimoni, in cui il professore è apparso spogliato, probabilmente dopo un rapporto. Per quanto riguarda la droga, ci sono invece persone che avrebbero confermato agli inquirenti di aver ricevuto dal professore gli stupefacenti.

Sul professore è aperta un'inchiesta dopo che un gruppo di specializzandi aveva segnalato alcuni suoi comportamenti: presunti favoritismi per una ristretta 'cerchia' di allievi per pubblicazioni scientifiche oppure per i turni di lavoro, incontri in cui avrebbe stimolato l'utilizzo di sostanze stupefacenti e di alcolici; relazioni affettuose con alcune studentesse, che avrebbero goduto di un trattamento privilegiato. Serretti è assistito dall'avv. Gianluigi Lebro.

"Tutti i pubblici ufficiali, medici compresi, in presenza di fatti che potrebbero essere penalmente rilevanti hanno l'obbligo di informare immediatamente la Procura, per non rispondere del reato di omissione di atti di ufficio", aveva spiegato il procuratore aggiunto, Valter Giovannini.

IVANO DIONIGI. "Appena sono venuto a conoscenza dei fatti mi sono immediatamente attivato e ho subito trasmesso tutto a chi di dovere. Se anche un decimo di quanto viene scritto è vero sarebbe gravissimo. Attendo gli accertamenti della magistratura". Così il rettore dell'Università di Bologna, Ivano Dionigi, ha commentato la notizia dell'indagine che ha coinvolto il professore della Scuola di specializzazione. All'interno della documentazione alla base dell'inchiesta, c'è anche un esposto di alcuni studenti della scuola indirizzato allo stesso Dionigi e da lui inviato alla procura“.

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