Appennino riserva Unesco, Bonaccini: "Testimonianza di quale patrimonio di bellezza e saperi custodiamo"

Cerimonia ufficiale per festeggiare il riconoscimento. Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti e il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini hanno consegnato la pergamena al presidente del Parco Fausto Giovannelli

Una cerimonia  er celebrare ufficialmente e festeggiare l’ingresso dell’Appennino Tosco Emiliano tra le Riserve dell’Uomo e della Biosfera Unesco. Si è svolta la scorsa domenica a Bologna, in Cappella Farnese a Palazzo d’Accursio alla presenza del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini che nell'occasione hanno consegnato al presidente del Parco nazionale Appennino Tosco Emiliano, Fausto Giovanelli, la pergamena che suggella il prestigioso riconoscimento ottenutoo. Un riconoscimento duplice per l’Emilia-Romagna, perché è stato conferito anche al Delta del Po.

“Si tratta di un risultato straordinario - afferma Bonaccini - perché due aree che rappresentano il cuore del patrimonio naturale della nostra regione sono entrate a far parte delle 631 Riserve Unesco al mondo. La pergamena che consegniamo testimonia quale patrimonio di bellezza e saperi custodisca l’Appennino, e al tempo stesso è un incoraggiamento per le nuove sfide che ci attendono. L’obiettivo che vogliamo raggiungere - prosegue il presidente - è coniugare la difesa dell’ambiente, della biodiversità e delle tradizioni storiche e culturali con lo sviluppo del turismo e la crescita dell’economia di questi territori. Possiamo dire con orgoglio che con il Mab Unesco all’Appennino Tosco Emiliano e al Delta del Po abbiamo aggiunto un altro tassello per fare dell’Emilia-Romagna una regione sempre più europea”.

"Ora prende il via la costruzione di un piano d’azione e di una governance del progetto per cui saranno decisive la condivisione delle conoscenze, la partecipazione e la collaborazione tra soggetti pubblici e privati". Così  Giovannelli, che aggiunge: "La Rete mondiale dell’Uomo e della Biosfera  è sempre più attuale, perché incentrata su una sfida epocale, alla quale anche il nostro Appennino saprà offrire un contributo importante: coniugare innovazione, cultura e sviluppo sostenibile”.

Riserva Mab Unesco dell’Appennino Tosco Emiliano. L'area ha una superficie di oltre 223 mila ettari (10 volte più grande del territorio del Parco nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano) e interessa 38 Comuni nelle provincie di Reggio Emilia, Parma, Modena, Massa Carrara e Lucca, 16 dei quali fanno parte del Parco nazionale Appennino Tosco Emiliano. Vanta la presenza  di un Parco nazionale e di Parchi regionali, oltre che di 64 prodotti - Dop, Igp e tradizionali - a testimonianza di un'antica e produttiva storia di civilizzazione e insediamento umano. La varietà del clima euro-mediterraneo e dei suoi paesaggi è un altro profilo d'eccellenza della vasta area territoriale che va dalla Garfagnana alle colline di Langhirano, dalle terre del Prosciutto di Parma e del Parmigiano Reggiano di montagna, di Canossa, di Bismantova, alla Lunigiana dei castelli Malaspina, degli olii, dei mieli, dei vini.
La candidatura a Riserva Mab Unesco - avviata e coordinata dal Parco nazionale Appennino Tosco Emiliano - è stata sottoscritta dalle due Regioni, Emilia-Romagna e Toscana, da 38 Comuni e rispettive Province, dalle Camere di Commercio di Parma e Reggio Emilia, Università di Modena-Reggio e Parma, Fondazione Reggio Children, Consorzi di bonifica, Istituti scolastici, Coldiretti, Cai, Legambiente, oltre che da numerose associazioni operative sul territorio e dagli stessi cittadini. Anche per questo la cerimonia di domenica è aperta a tutti e costituirà un'occasione per festeggiare il successo dell'Appennino e dare il via a progetti e iniziative di valorizzazione.

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