Riscoprire il contatto con la natura, così nasce la scuola nel bosco

"Il progetto prende spunto dalle esperienze del centro e nord Europa, in particolare dai Waldkindergärten tedeschi, ma valorizza esperienze pregresse. Bologna ha un passato interessante, fu tra le prime città italiane a istituire un secolo fa le scuole all'aperto"

L'asilo nel bosco di Villa Ghigi

Qualcuno ne avrà già sentito parlare: si chiamano asili o scuole nel bosco, in Europa sono le "forest schools". Si tratta di scuole di infanzia che nascono in aree boschive e offrono esperienze all'aperto multisensoriali in contesti naturali e quindi avventurosi che rispondono ai bisogni dell'infanzia. 

E' Irene Salvaterra, educatrice ambientale di Fondazione Villa Ghigi, a spiegare questo alternativo modo di educare i nostri piccoli, così come si fa con successo in molti altri paesi d'Europa. E' in questo luogo non lontano dalle Due Torri (Villa Ghigi) che a Bologna si spermenta questa nuova frontiera della didattica infantile.  

Che cos'è esattamente la scuola nel bosco?
Si tratta di un progetto didattico dedicato all’infanzia: ha avuto origine da un piano regionale INFEA e avviato nel territorio bolognese nel 2011 da Fondazione Villa Ghigi. L’idea nasce dalla consapevolezza che i nostri bambini hanno sempre meno occasioni di incontrare la natura nel quotidiano e di giocare liberamente con gli amici all’aria aperta, nonostante a Bologna e nella nostra provincia la natura sia ancora a portata di mano. 

Come funziona e perchè proprio il bosco?
La scuola nel bosco è una particolare e innovativa forma di scuola dell’infanzia nella quale i bambini stanno sempre all’aperto con il bello e il brutto tempo, la cui principale peculiarità è il contatto diretto con la natura. Il bosco in questo senso, è uno straordinario laboratorio di apprendimento e di autoapprendimento in cui si possono svolgere molte attività non strutturate che rispondono ai bisogni dell’infanzia. Il bosco è un ambiente suggestivo, ricco di multisensorialità, un sistema complesso di vita, dove bambini e adulti entrano a far parte di un mondo di relazioni, ideale per l’esplorazione naturalistica, un luogo imprevisto che scatena l’immaginazione, stimola l’intelligenza e l’utilizzo dei sensi; un campo di gioco illimitato che incoraggia a imparare l’uno dall’altro a collaborare a cercare nuove soluzioni, a sperimentare i propri limiti per costruire fiducia in se stessi e autonomia. 

Da dove proviene l'idea e come si sta diffondendo in Europa, in Italia e nel nostro territorio?
Il progetto prende spunto dalle numerose esperienze del centro e nel nord Europa in particolare dai Waldkindergärten tedeschi, ma valorizza esperienze e conoscenze pregresse. Bologna ha in questo senso un passato interessante, fu tra le prime città italiane a istituire un secolo fa le “scuole all’aperto”. Attualmente le Forest scools sono in continua crescita in particolare nei Paesi scandinavi, e soprattutto in Danimarca, ma anche in Germania e in Svizzera. In Italia assistiamo a un crescente interesse e molte sono le realtà che anche se con tempi e modalità diverse, propongono esperienze all’aperto a diretto contatto con il bosco o con altri ambienti naturali.

La scuola nel bosco a Villa Ghigi: ce la racconta brevemente?
La Fondazione Villa Ghigi, che è un centro di eccellenza del sistema di educazione alla sostenibilità della Regione Emilia Romagna, da qualche anno sperimenta questo progetto, proponendo diverse iniziative sia in ambito scolastico che extrascolastico; settimane di immersione nel bosco per le scuole dell’infanzia, sabati mattina per bambini e adulti, centri estivi per piccoli, sempre ispirati alla pedagogia del bosco. Un interessante testo sul tema è Michela Schenetti, Irene Salvaterra, Benedetta Rossini, La scuola nel bosco. Pedagogia, didattica e natura, Erickson, 2015, che contiene numerosi riferimenti alle esperienze svolte nel parco e a Bologna. Nel bosco i bambini sperimentano un approccio avventuroso alla scoperta della natura che privilegia i sensi e la manualità, si muovono in modo appassionato, corrono, si arrampicano, saltano fossi e pozzanghere, stanno in equilibrio sui tronchi, toccano e strofinano erbe, scoprono la selvatichezza, fanno scorpacciate di frutta appena colta, giocano e costruiscono con i tanti materiali naturali. Stando nel bosco i bambini costruiscono un legame profondo con la natura che ci auguriamo li incoraggerà a prendersi cura dell’ambiente una volta diventati cittadini adulti.

Quali i benefici per i bambini e che fasce di età include?
Numerosi studi e ricerche dimostrano che in una società dove si vive sempre più in spazi chiusi il gioco libero all’aria aperta soprattutto tramite il contatto continuo con la natura migliora la salute fisica e mentale e il benessere emotivo dei bambini; rinforza il sistema immunitario, riduce l’ansia, lo stress, migliora la qualità del sonno, aumenta la creatività, la memoria e la capacità di concentrazione. Il progetto è rivolto a bambini dai 3 ai 6 anni.

Potrebbe mai diventare una 'scuola vera'? Ci piacerebbe molto e ci stiamo lavorando.

Una giornata tipo per i bambini che vengono da voi...
Siamo a dieci minuti dal centro di Bologna e già immersi in collina, in un parco pubblico, un grande laboratorio naturale che Fondazione Villa Ghigi gestisce dal 2004 per conto del Comune di Bologna. I bambini arrivano di buon mattino al punto di ritrovo vestiti a strati e con gli scarponcini ai piedi, nel bosco trascorrono diversi giorni consecutivi passando tutta la giornata fuori, con il sole e con la pioggia, immersi nella natura. Adulti e bambini condividono insieme agli educatori ambientali moltissime esplorazioni, qualche avventura e alcuni momenti speciali come il pranzo, gli avanzi alle galline, il relax e la nanna sotto i tigli. Le giornate sono scandite dai piccoli riti di una routine: il saluto nel cerchio del mattino, le chiacchiere sul sofà del bosco, il carretto di legno che trasporta alcune cose molto utili come le corde per arrampicare e tantissimi libri, il centrotavola per il pranzo realizzato con ghiande, pigne, cortecce raccolte durante la mattinata, l’acqua nei secchi e il sapone per lavarsi le mani. E al pomeriggio un nuovo saluto per ritrovarsi al mattino. 

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