Asili nido, arriva taglio alle rette, Bonaccini: 'Meno 1000 euro all'anno per famiglia'

20 milioni già da settembre. Il governatore annuncia che non saranno alzate le tasse in materia

Un abbattimento attorno al 20% alle rette dei nidi più alte e di un terzo per quelle medie, arrivando anche ad azzerare quelle più basse, tenendo presente un Isee al massimo di 26mila euro. Ma anche contributi, a più riprese, alle famiglie in difficoltà con l'affitto. Le modalità di applicazione andranno declinate Comune per Comune, ma "non hanno precedenti" le due novità che la Regione Emilia-Romagna annuncia nel campo delle politiche sociali.

Sul nuovo welfare regionale, come segnalano il governatore Stefano Bonaccini, il suo assessore al Bilancio Emma Petitti e il sottosegretario alla presidenza Giammaria Manghi, viale Aldo Moro investe subito 30 milioni di euro, quasi 20 per i mesi di qui a fine anno, per poter garantire i contributi già da settembre, con l'avvio della stagione educativa.

"Un provvedimento senza precedenti nel Paese con cui facciamo fare un altro passo avanti al nostro sistema di welfare, per dare risposte concrete a bisogni reali", lo definisce in generale Bonaccini. Dunque, oltre ai fondi per l'affitto a favore di chi non riesce a pagarlo, spicca l'abbattimento, o a seconda dei casi appunto l'azzeramento, delle rette di iscrizione ai nidi (compresi i micronidi e le sezioni primavera per bimbi dai 24 a 36 mesi) e a tutti i servizi integrativi per la prima infanzia, pubblici e privati convenzionati con i Comuni, per i bimbi da zero a tre anni.

Ecco il meccanismo alla base della manovra di bilancio della Regione che lancia le due misure: in ballo ci sono le risorse originariamente destinate al reddito di solidarietà, poi sostituito dal reddito di cittadinanza gialloverde, che ora la giunta Bonaccini ha deciso di reimpiegare.

La riduzione delle rette dei nidi, rivolta alle famiglie con un Isee massimo di 26mila euro, comporterà un risparmio medio attorno a quota 1.000 euro l'anno per ogni bambino iscritto, e la somma cresce nel caso di un bambino con disabilità o residente in un Comune montano.

Vengono stanziati oltre 18 milioni di euro sui nidi: sono assegnati a tutti i 220 Comuni dell'Emilia-Romagna sede di servizi educativi per la prima infanzia, che avranno il vincolo di utilizzarle esclusivamente per l'obiettivo individuato, quindi per abbattere o azzerare le rette di frequenza al nido e ai servizi integrativi, sia pubblici sia privati convenzionati.

Si tratta di un sistema che in regione interessa una platea di oltre 28.400 bambini (zero-tre anni) da Piacenza a Rimini: nel dettaglio, per l'anno scolastico 2019-2020 sono destinati 18,25 milioni, posta che sarà ripetuta anche per i due anni scolastici successivi (2020-2021 e 2021-2022) in occasione della definizione del prossimo bilancio pluriennale. A tutto questo si affiancano 12,5 milioni che la giunta ha voluto destinare al sostegno nell'affitto della casa, un'altra voce di peso nel bilancio familiare: secondo la più recente rilevazione Istat (2018) questo costo rappresenta infatti un quinto del budget mensile complessivo di una famiglia ma, non di rado, può superare la soglia critica (pari ad un terzo del reddito disponibile). Anche a questa "fascia grigia", cosi', la Regione vuole rivolgersi, in modo strutturale per i prossimi anni.

Conclusa la ricognizione tuttora in corso, la giunta confida di sbloccare 7,5 milioni del capitolo 'morosita' incolpevole', per i Comuni, nei confronti delle famiglie in affitto. A questi, già con l'assestamento di bilancio, la Regione aggiungerà ulteriori cinque milioni da qui a fine anno. Seguirà un altro passo più impegnativo, portando sul triennio 2020-2022 risorse ad hoc pari a 36 milioni ossia 12 milioni per ciascun anno. Le modalità e i criteri di assegnazione dei contributi sugli affitti saranno definiti da un'apposita cabina di regia, composta da rappresentanti di Regione e Comuni, che si insedierà a breve. (Lud/ Dire)

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