'Associazioni non pagano affitto al Comune, cittadini spremuti'

E' il j-accuse di Noè: "Ora si pensa a piu' tasse per cittadini e imprese", mentre locali come 'Cassero', 'Link', 'Covo' "che fanno attività commerciale, non pagnano"

Locali al centro della movida notturna bolognese - come ad esempio Cassero, Covo e Link -  e centri sociali -  come Vag61 e Lazzaretto - non pagano l'affitto al Comune. E' quanto denuncia la consigliera regionale dell'Udc, Silvia Noe', che ha chiesto nell'ottobre scorso l'elenco di tutti gli immobili concessi da Palazzo D'Accursio alle Libere forme associative (Lfa).

In totale sono 243 le associazioni che hanno una sede fornita dal Comune, di cui "il 60% ha il contratto di concessione scaduto, in alcuni casi addirittura dal 1999". Gli spazi vuoti sono invece 45. Applicando i valori di mercato a tutti gli immobili, sottolinea Noe', il Comune dovrebbe incassare circa 2,9 milioni di euro all'anno. Invece, il totale degli affitti corrisposti dalle associazioni ammonta a 236.000 euro, perche' a pagare sono solo in 58. Fra questi, fa notare Noe', compaiono anche locali come il Covo, il Link e il Sottotetto, la sede dell'Arcigay-Il Cassero e centri sociali come Vag61, Lazzaretto e Livello 57.

Guardando l'elenco fornito a Noe' dall'assessore comunale alla Cultura, Alberto Ronchi, di fianco al nome di queste associazioni, infatti, non compare indicato il canone d'affitto. E allo stesso modo, avverte la casiniana, "non paga neanche un circolo che fa ristorazione come La Fattoria". Noe' va dunque all'attacco di Ronchi. "In un momento in cui si pensano a piu' tasse per cittadini e imprese e si chiede persino alla Chiesa di pagare l'Imu- critica l'esponente Udc- la gestione degli immobili dati alle libere forme associative merita un'analisi piu' approfondita". Insomma, traduce Noe', "e' una materia su cui reperire risorse, soprattutto su quelle associazioni che, oltre a
occuparsi di temi sociali, fanno anche attivita' commerciali. Un canone calmierato, o una compartecipazione, sono una cosa dovuta
da parte loro: ci metto dentro tutti, anche il Cassero".

Noe' si augura quindi un intervento sulle Libere forme associative da parte della vicesindaco Silvia Giannini, che ha la delega al bilancio. "Mi auguro che la sua competenza serva a rivedere le assegnazioni e a garantire la corretta applicazione del regolamento- manda a dire la consigliera regionale Udc- noto, infatti, che anche tre le associazioni culturali o a carattere sociale, qualcuno paga e qualcun altro no. Significa che i criteri non sono stati correttamente applicati". Addirittura c'e' qualcuno che al Comune paga un affitto superiore al prezzo di mercato, come la polisportiva Pontevecchio o l'associazione Vitruvio. Noe' si muovera' anche in Regione, segnalando il problema all'assessore regionale alla Cultura di viale Aldo Moro, Massimo Mezzetti.

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