Attentato alla caserma dei carabinieri: l'anarchico francese resta in carcere

Il GIP ha convalidato il fermo del 36enne. Gli inquirenti ritengono che sia coinvolto nell'attentato del 27 novembre scorso alla caserma di via San Savino

Questa mattina il G.I.P. del Tribunale di Bologna ha convalidato il fermo di Cedric Rene’ Michel Tatoueix, il 36enne francese, ritenuto in collegamento con ambienti anarchici bolognesi: le indagini ipotizzano un suo coinvolgimento nell'attentato del 27 novembre scorso alla caserma dei carabinieri di via San Savino.

Per Tatoueix è stata disposta la custodia in carcere: era stato arrestato nella serata di sabato 10 dicembre, in stazione a Bologna, dai Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale Carabinieri, su un treno proveniente da Roma e diretto a Milano. Gli inquirenti avevano ipotizzato la sua volontà di allontanarsi dal territorio nazionale. 

Il provvedimento di fermo di indiziato di delitto a suo carico era quindi stato emesso d'urgenza dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Bologna per i reati di “attentato con finalità terroristiche o di eversione” (Art. 280 bis CP) e “possesso ed esplosione di bombe e/o materie esplodenti” (Artt. 1 e 6 Lex 895/1967).

L'ATTENTATO. Tre persone incappucciate avevano posizionato dinanzi all’ingresso della caserma un ordigno rudimentale, costituito da due taniche di plastica, contenenti liquido infiammabile (benzina e paraffina), esploso pochi secondi più tardi attraverso l’attivazione di una miccia pirotecnica. La deflagrazione aveva provocato ingenti danni alla struttura, ai vetri delle finestre degli uffici attigui all’ingresso, e all’impianto elettrico. Si era sviluppato un incendio spento dagli stessi militari. L’impianto di videosorveglianza della caserma aveva filamto l’intera azione. (GUARDA IL VIDEO)

L'ORDIGNO. Il tipo di ordigno ed il modus operandi utilizzato ha indirizzato le indagini sulla matrice anarchica dell’attentato, inquadrabile come azione diretta ispirata alla campagna di solidarietà in favore dei militanti detenuti lanciata in risposta all’operazione “Scripta Manent”, conclusa nel settembre u.s. con l’arresto di 7 persone ritenute appartenenti alla Federazione Anarchica Informale. Proprio in tale ambito, nelle settimane antecedenti l’attentato alla caserma dei Carabinieri, anche a Bologna erano comparse scritte di solidarietà ai citati anarchici e di minaccia nei confronti dei magistrati titolari dell’indagine, nonchè la rivendicazione di due episodi minori di danneggiamento su pubblicazioni d’ispirazione anarchica.

TATOUEIX. Le attività investigative hanno fatto emergere il collegamento del 36enne con persone appartenenti agli ambienti anarchici bolognesi, il suo coinvolgimento nella fase di predisposizione dell’ordigno utilizzato per l’attentato, nonché la sua intenzione di lasciare il territorio nazionale. In effetti, proprio a bordo di un treno dell’alta velocità lo stesso veniva individuato nella serata di ieri, e fermato al fine di dare esecuzione al provvedimento dell’Autorità Giudiziaria. 

I RESIDENTI. Una vera e propria mobilitazione dei cittadini del quartiere Corticella di Bologna, che non hanno esitato a rappresentare la propria vicinanza ai militari e, sin dalle primissime ore seguenti l’attentato, diverse aziende locali hanno prestato la propria opera per porre rimedio agli ingenti danni causati dall’esplosione.

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Commenti (1)

  • Complimenti alle Forze dell'Ordine e sono curiosissimo di sapere come l'hanno beccato,spero che almeno due smatafloni fatti bene gli arrivino.

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