B&B, l'assessore Lepore: 'Ora regolamento sugli affitti brevi'

Introduzione del codice identificativo e banca dati: 'Dare ordine a un fenomeno esploso negli ultimi anni e che a Bologna ha superato il numero di 5.000 appartamenti condivisi'

Dopo il provvedimento che stoppa il proliferare di negozi e attività in centro, ora il Comune di Bologna guarda anche agli affitti brevi per turisti. "Il prossimo passo che ora si rende necessario - scrive Lepore sul suo blog - è la regolamentazione per gli affitti brevi rivolti ai turisti e in particolare per quelli intermediati dalle piattaforma online come Airbnb e altri operatori. A questo scopo, chiedo alla Regione Emilia-Romagna di approvare subito un provvedimento che attui quanto previsto dall'ultimo decreto Crescita e cioè l'introduzione del codice identificativo e l'istituzione della banca dati per le locazioni".

Um modo quindi per conoscere l numero delle abitazioni destinate al mercato turistico: "Sarà possibile dare ordine a un fenomeno esploso negli ultimi anni e che a Bologna ha superato il numero di 5.000 appartamenti condivisi, secondo le proiezioni", visto che "Airbnb non rilascia informazioni ufficiali", sottolinea l'assessore. Seppure oggi il tema riguarda soprattutto Bologna "presto diventerà seria anche per il resto delle città della regione - avverte Lepore - si tratta di tutelare dal caro affitti le famiglie e gli studenti, oltre che evitare lo spopolamento di parti del nostro centro storico".

Meno B&B, più diritto all'abitare in città: 2300 firme in Comune

E' vero che "la condivisione e le locazioni a breve possono essere un ottimo strumento di promozione e valorizzazione di altre aree del territorio a minore o scarsa vocazione turistica - continua Lepore - quindi non si tratta di vietare o penalizzare i proprietari che compiono questa scelta, bensì di definire regole chiare, semplici e utili a fare il bene della comunità in cui viviamo", ci tiene a precisare l'assessore, che cita come esempio da seguire il progetto fairbnb.coop, ovvero una piattaforma per l'affitto di alloggi "in chiave etica- spiega Lepore- che estende i benefici del turismo alle comunità ospitanti". In questo caso i viaggiatori "partecipano di fatto a un'attività di crowdfunding, grazie alla quale il 50% della spesa di prenotazione viene donato a progetti di carattere culturale, sociale e ambientale promossi da comitati di cittadini e associazioni locali". Fairbnb, continua Lepore, "è il primo grande progetto al mondo di economia circolare nel settore turistico ed è stato lanciato nelle città di Bologna, Amsterdam, Barcellona, Valencia, Genova e Venezia". L'assessore lancia quindi un appello ai proprietari di case. "Se state affittando su Airbnb potete scegliere di promuovere il vostro appartamento anche su Fairbnb. Contribuirete a sostenere un'iniziativa per la comunità invece che finanziare una società americana che potrebbe quotarsi in borsa entro la fine dell'anno con una valutazione di 31 miliardi di dollari". (dire)

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