Bandi pilotati nella sanità, tra indagati anche ex direttore sanitario Ausl

I fatti contestati si riferiscono al periodo tra maggio 2014 e il 2018. Attenzione particolare degli investigatori su tre episodi. Al centro l'aggiudicazione di una nota associazione onlus

C'è anche l'ex direttore sanitario dell'Ausl di Bologna, Angelo Fioritti, tra le 10 persone che hanno ricevuto l'avviso di fine indagine, che di solito prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, per aver pilotato o tentato di indirizzare alcuni bandi pubblici relativi alla gestione delle attività e dei servizi a supporto della disabilità.

A Fioritti, ora a capo del Dipartimento salute mentale viene contestato, relativamente a due episodi, il reato di 'turbata libertà del procedimento di scelta del contraente in concorso', tramite il quale sarebbe stata favorita la onlus Aias (Associazione italiana assistenza spastici).

Bandi pilotati nella sanità bolognese, indagati dirigenti ausl e vertici onlus

Nel primo caso, risalente al periodo tra maggio e il 27 giugno 2017, Fioritti avrebbe, secondo gli investigatori, commesso il reato in concorso con il responsabile dell'Ausilioteca di Aias, la direttrice del Servizio acquisti metropolitano dell'Ausl e la responsabile del Programma integrato disabilità e salute, per condizionare le modalità di scelta del contraente, alterando il procedimento amministrativo per stabilire il bando.

Bandi pilotati: le indagini

In particolare, Fioritti avrebbe chiesto alla direttrice del Servizio acquisti, in una lettera del 26 giugno, di sospendere la procedura di affidamento della gestione del Centro regionale ausili (Cra), indetta a maggio e poi effettivamente revocata il 27 giugno, tre giorni prima la scadenza del termine per presentare le offerte. E dietro alla richiesta ci sarebbe, a quanto apprende l'agenzia Ansa, un'e-mail inviata a Fioritti in cui il rappresentante Aias sollecitava la revoca del bando, le cui condizioni economiche non erano considerate vantaggiose da Aias. Anche la responsabile del Programma integrato, secondo gli investigatori, si sarebbe attivata con l'Ausl per ottenere un nuovo bando più favorevole per la onlus.

Il secondo episodio, che comincia con la revoca del bando e si conclude il 15 maggio 2018 con la revoca di un'altra procedura, vede coinvolti Fioritti, il rappresentante Aias, la responsabile del Programma integrato disabilità e salute e la responsabile dell'Unità socio sanitaria integrata Disabili adulti del distretto di Bologna e referente del Caad (Centro adattamento ambiente domestico) della Città metropolitana di Bologna. I quattro avrebbero 'turbato' il procedimento amministrativo per stabilire ed elaborare il capitolato speciale e il contenuto di un bando, in modo da condizionare le modalità di scelta del contraente.

In particolare, nella gara per l'affidamento della gestione delle attività multidisciplinari di consulenza e progettazione per il sostegno delle autonomie delle disabilità relative al Cra e al Caad, indetta il 24 novembre 2017 e per cui l'unica offerta era quella di Aias, il rappresentante della onlus, tenendosi costantemente in contatto con Fioritti, avrebbe modificato la bozza di capitolato speciale preparata dal gruppo di lavoro di cui faceva parte lo stesso Fioritti, inserendo nel bando condizioni favorevoli ad Aias. E in questo sarebbe stato aiutato dalla responsabile del Programma integrato, mentre la responsabile dell'Unità disabili adulti gli avrebbe chiesto una copia del progetto con cui Aias aveva ottenuto l'aggiudicazione del servizio Caad nel 2010, rivelandogli dunque l'esistenza della procedura e contribuendo a predisporre un bando fatto 'su misura'.

Bandi pilotati: tre gli episodi contestati

Un terzo episodio finito sotto la lente degli investigatori riguarda il bando del 2014 per l'affidamento della gestione delle attività del Centro ausili tecnologici (Cat) a favore di utenti con disabilità e operatori dei servizi per le esigenze del dipartimento di Salute mentale e dipendenze patologiche, aggiudicata nel novembre del 2014. In questo caso sono coinvolti il responsabile dell'Ausilioteca di Aias, una dipendente della onlus responsabile del Cat, il responsabile dell'Unità Servizi specialistici dell'Ausl e due dipendente dell'azienda sanitaria.

L'accusa è sempre di aver turbato, in concorso tra loro, il procedimento amministrativo per stabilire il contenuto del bando in modo da condizionare le modalità di scelta del contraente. Ai rappresentanti Aias, che si aggiudicò la gara, si contesta di aver predisposto, di fatto, il contenuto del capitolato tecnico e della lettera di invito, inoltrando al dirigente Ausl, che le ha 'riversate' nella bozza definitiva, varie bozze degli atti. Uno dei due dipendenti Ausl, inoltre, inviò per e-mail al rappresentante della onlus una bozza del capitolato tecnico relativo al bando per il servizio Cat, consentendogli quindi di conoscere in anticipo il contenuto dell'atto.

Bandi pilotati: accuse anche ad altri dirigenti

Al dirigente Ausl e all'altra dipendente, componenti della commissione aggiudicatrice, viene inoltre contestato il reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico per aver attestato falsamente l'inesistenza di cause di incompatibilità e di astensione, affermando di non aver svolto e di non svolgere nessun'altra funzione o incarico tecnico o amministrativo nell'ambito della gara, mentre in realtà avevano materialmente redatto la documentazione di gara.

Lo stesso dirigente, il responsabile dell'Ausilioteca e un altro dipendente Aias sono infine accusati di essersi attivati, tra gennaio e febbraio del 2016, per condizionare la stesura del bando, poi revocato a fine giugno 2017, per l'affidamento della gestione del Cra, predisponendo, di fatto, il contenuto della bozza del capitolato tecnico. Questo, poi, non confluì nel capitolato di gara, ma per gli investigatori la condotta dei tre ha messo comunque in pericolo la correttezza della procedura di affidamento dei servizi. (Ama/ Dire)

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