Case abbandonate: il comune presta 43 appartamenti per 99 anni. Al via il bando "Io Autorecupero"

Dieci immobili del Comune diventeranno 43 alloggi, grazie al lavoro dei futuri proprietari costituiti in cooperativa. Il progetto Io Autorecupero presentato oggi dall'Assessore alla Casa Andrea Malagoli

Già 150 famiglie avevano manifestato l'interesse per l’autorecupero, in un recente sondaggio lanciato dal Comune di Bologna. Oggi il bando è pronto: la ristrutturazione di 10 immobili di proprietà comunale verrà affidata a una cooperativa costituita dai futuri proprietari che presteranno la loro opera nel cantiere e metteranno a disposizione un monte ore lavorativo.

RECUPERO DI IMMOBILI ZONE MASSARENTI, LENIN, MAZZINI, SAN DONATO. Sono 43 gli alloggi che si ricaveranno da questi immobili in stato di abbandono, nelle zone Massarenti, Lenin, Mazzini e San Donato, e per i quali l’amministrazione comunale cederà il diritto di superficie per 99 anni con le regole dell’edilizia convenzionata. Vogliamo partire con il lavori entro la prossima primavera. Abbiamo preso accordi con le banche per la concessione dei mutui, grazie all’impegno delle associazioni che seguono il percorso”, così ha commentato l’Assessore alle Politiche Abitative Andrea Malagoli.

TEMPI E SICUREZZA. Dunque, tempi brevi, mutui certi, risparmio e relazioni sociali, alla base di Io Autorecupero, già sperimentato da altre amministrazioni, che si concretizzerà in abitazioni di Classe B, ovvero nel rispetto delle più moderne tecniche costruttive in materia di sicurezza, antisimiche e ad alta efficienza energetica.

REQUISITI. C’è tempo fino al 31 ottobre per presentare la domanda di approvazione del progetto. I cittadini che si rimboccheranno le maniche saranno iscritti all’INAIL e affiancati da personale qualificato, dovranno frequentare corsi di formazione, avere la cittadinanza italiana o il permesso di soggiorno almeno biennale, un valore ISE del nucleo familiare non superiore a € 70 mila, essere residenti o con attività lavorativa a Bologna e soprattutto lavoreranno su tutti gli immobili e non solo agli alloggi a loro destinati. Seguiranno incontri pubblici nel mese di ottobre per illustrare il programma a tutti i cittadini perché Io Autorecupero diventi abitare sociale: “Non solo un cantiere edile, ma anche fonte di rapporti sociali e di buon vicinato che si svilupperanno attraverso incontri che tendano non a stabilire regole, ma a stipulare patti”.
 

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