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Al via il restauro del Santuario del Baraccano

In tre anni dovrebbe essere restituito alla città; lavori da quasi tre milioni di euro

 

Prende il via il progetto di restauro della chiesa di Santa Maria del Baraccano a Bologna. Oggi l'Asp, proprietaria del complesso, e la Curia hanno firmato il protocollo d'intesa per fare partire i lavori, che dovrebbero terminare nel giro di tre anni. Saranno recuperati la chiesa, la cinta delle antiche mura, l'ex convento e il portico che affaccia su via Santo Stefano.

Per l'intervento saranno investiti 2,7 milioni di euro, di cui due da parte di Asp, 300.000 euro dalla Regione (agenzia ricostruzione post-sisma), 400.000 euro in due anni dall'Arcidiocesi e 100.000 euro come contributo della Fondazione Carisbo. Dal punto di vista tecnico, l'Asp concede in uso e gestione il santuario alla Curia, che fungera' da stazione appaltante per la realizzazione dei lavori, con il coordinamento del Comune.

L'accordo e' stato firmato questa mattina al Baraccano dall'arcivescovo Matteo Zuppi e dal numero uno di Asp, Gianluca Borghi, alla presenza dell'assessore al Welfare di Palazzo D'Accursio, Giuliano Barigazzi, e della presidente del Quartiere Santo Stefano, Rosa Amorevole. "Siamo fiduciosi- afferma Borghi- se continua questa unita' di intenti, in tre anni possiamo farcela".

Nel frattempo, l'Asp sta portando avanti con Comune e Quartiere l'idea di realizzare un museo storico del welfare bolognese nell'altra parte del complesso del Baraccano, di proprieta' del Comune, dove sono conservati oltre 4.000 reperti di Asp derivanti dal patrimonio delle ex Opere pie cittadine.

Tante sono le cose da rimettere in sesto nella chiesa del Baraccano, a partire dall'organo che non funziona piu'. "Spero mettano anche il riscaldamento", scherza l'arcivescovo. Poi aggiunge: "Ci sono i terremoti improvvisi e ci sono i terremoti del fare niente, quelli silenziosi del degrado, su cui bisogna intervenire".

In generale a Bologna "sono tante le chiese che hanno necessita' di manutenzione- ammette Zuppi- ce lo ha ricordato di recente il crollo del tetto della chiesa della Santissima Trinita'. Senza contare le tantissime chiese di montagna che sono in difficolta'.

Abbiamo la responsabilita' di non sciupare questa bellezza che abbiamo ereditato e di ripensarle, non come musei ma come luoghi di vita". La Curia ha dunque un piano di interventi? "Ci stiamo lavorando", risponde Zuppi.
La chiesa del Baraccano e' stata dichiarata monumento nazionale e al suo interno, tra i vari beni culturali e artistici che conserva, c'e' anche l'immagine della Madonna della Pace.

Proprio su quell'altare, per antica tradizione, gli sposi andavano, e tuttora vanno, a prendere la benedizione per la pace coniugale. Tutte le domeniche mattina viene celebrata la messa, mentre il primo mercoledi' di ogni mese l'associazione Pax Christi, che ha sede nel complesso, organizza una veglia di preghiera per la pace e il rispetto dei diritti umani. Anche dopo il restauro, assicura Zuppi, "questo continuera' a essere un santuario di accoglienza e di pace". (Dire)

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