No benedizioni a scuola, Zuppi: 'Escludere la religione non afferma la laicità'

Benedizioni pasquali a scuola sì o no? Il caso bolognese fa discutere e monsignor Zuppi parla di una decisione del Tar che suscita 'stupore e amarezza' visto che l'iniziativa era partita da un'adesione libera e volontaria

Alcuni genitori e insegnanti avevano invocato il diritto alla laicità nelle scuole facendo ricorso al Tar dell'Emilia Romagna dopo l'autorizzazione alle benedizioni  approvata dal Consiglio dell'Istituto Comprensivo 20 (elementari Fortuzzi e Carducci, scuole medie Rolandino): ebbene, come noto da qualche giorno, il Tar ha annullato tale delibera suscitando diverse reazioni  da parte della Chiesa e della politica locale. E adesso, negli uffici dell'Ufficio Scolastico Regionale si pensa di fare ricorso. 

"Escludere la dimensione religiosa dalla scuola e pensare di ridurla a una sfera meramente individuale non contribuisce all'affermazione di una laicità correttamente intesa": queste le parole di monsignor Matteo Maria Zuppi, che usa termini quali 'stupore' e 'amarezza' per commentare l'annullamento della delibera che consentiva "con adesione libera e volontaria e in orario extrascolastico" le benedizioni a scuola.

L'arcivescovo Zuppi, ripercorrendo la vicenda, sottolinea che "La scuola bolognese lo scorso anno aveva autorizzato la benedizione pasquale a scuola a grande maggioranza e attenendosi rigorosamente alle regole in vigore. La pronuncia del Tar desta stupore e amarezza. Il merito non  appare condivisibile. Infatti, quel gesto di pace che è la benedizione pasquale non è stato allora imposto a nessuno, ma fu conseguente a una adesione libera e volontaria e avvenne in orario extrascolastico, nel pieno rispetto della normativa vigente".

Per Ilaria Giorgetti, presidente del Quartiere Santo Stefano si tratta di "una crisi identitaria della società occidentale e di un grave rischio per le nostre tradizioni, che non mancano di rispetto a nessuno, visto poi che in questo caso parliamo di benedizione in orario extrascolastico". 
"Non bisogna cedere alle strumentalizzazioni e non dobbiamo fare in modo che i nostri valori scompaiano - continua la Giorgetti - ma fare in modo che anche i laici riconoscano l'importanza delle nostre tradizioni culturali. Sono d'accordo con l'arcivescovo Zuppi e appoggio anche la preside Turci, ritenendo giusta la decisione (ancora non ufficializzata) di un eventuale ricorso". 

Si esprime in merito anche la consigliera comunale Lega Nord (nonchè candidata sindaco per le prossime amministrative) Lucia Borgonzoni: "La sentenza del Tar sulla benedizione Pasquale alle Fantuzzi lascia alquanto sbigottiti. Sapere dalla Rappresentante del Consiglio d'istituto che sono state seguite tutte le norme previste dal Consiglio di Stato e poi leggere, di contro, una sentenza che vieta ciò che pare da sempre "possibile" ,con l'addotta e direi improvvisa giustificazione, che la scuola non può "essere coinvolta nella Celebrazione di riti religiosi che sono, essi sì, attinenti alla sfera individuale della persona" in un momento storico come quello che stiamo vivendo è a mio avviso inaccettabile. Cedere in nome dell'integralismo del politicamente corretto a tutti i costi nuoce a chiunque e in primis alla libertà anche di chi oggi esulta per questa sentenza". 

Crea sconcerto negli ambienti dei Giovani Padani Emilia, la decisione del Tar, che ha accolto le istanze di alcuni genitori, impedendo di fatto l’accesso ai sacerdoti cattolici nelle scuole, per la classica benedizione pasquale. Carlo Piastra, referente dei Gp emiliani, si dice preoccupato: "Per questo ennesimo tentativo di cancellare con un colpo di spugna le nostre radici cristiane".
"A Natale - ricorda Piastra - in alcune scuole si è impedita la realizzazione del presepe, o si è vietato al vescovo di fare gli auguri natalizi, mentre in alcune realtà sono state sostituite le tradizionali recite natalizie con altre forme ibride di rappresentazioni. Nessuno vuole negare l’identità dell’altro, di credere o non credere ad un’altra religione, ma spesso ci si dimentica da dove veniamo e quali sono le nostre radici: radici classiche, ma anche giudaico-cristiane. La Pasqua è un momento di riflessione, di riconciliazione, un momento di pace e non una festa qualsiasi. La visita del sacerdote vuole semplicemente risvegliare le coscienze, in questo momento. Penso sia un’opportunità per tutti di conoscersi e capire. In nome della laicità dello Stato, come accade in Francia, stiamo svendendo ogni nostra radice e tradizione. Come Giovani Padani, esprimiamo il nostro disaccordo in merito a questa decisione". 

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