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M5S, Di Maio in regione per Benini. Il candidato: "Saremo sentinelle utili" | VIDEO

Il ministro e capo politico del M5s sarà in regione probabilmente l'11, come annunciato dal candidato pentastellato Simone Benini

 

Tra pochi giorni Luigi Di Maio sarà in Emilia-Romagna per spingere il M5s verso le elezioni regionali del 26 gennaio. Ad annunciarlo, il candidato alla presidenza della Regione, Simone Benini. "Lo avremo sicuramente in giro con noi la prossima settimana", annuncia il candidato pentastellato, presentando pubblicamente la lista allestita per il collegio di Bologna.

Il ministro e capo politico del M5s sarà in regione "quasi sicuramente" l'11, aggiunge Benini, per "un bel tour dall'Emilia alla Romagna". Per quanto riguarda invece l'evento di chiusura della campagna elettorale, "ci stiamo lavorando", prende tempo Benini. Una corsa che i grillini sanno di fare non per vincere. "Noi ci siamo posti come limite minimo il 51%, ovviamente... No dai, facciamo i seri - dice Benini - è ovvio che già dal nome noi corriamo come sentinelle utili, vogliamo essere in Regione per portare le nostre battaglie e controllare che gi altri facciano quello che dicono in campagna elettorale".

Insomma, "dobbiamo raccogliere quello che c'è" e di conseguenza "realisticamente saremo le sentinelle utili", afferma il candidato presidente. Il punto, insomma, è entrare in Assemblea legislativa. Con buona pace dell'ipotesi, di cui pure si era molto discusso, di un accordo con il Pd. La scelta di andare da soli non ha l'obiettivo di far perdere i dem ("Gli altri perdono per demerito loro") ma, assicura Benini, è semplicemente quella "venuta dai territori. Noi non vogliamo disarcionare nessuno".

Intanto, l'appello di Benini è andare a votare "perché non è possibile che questo governatore (Stefano Bonaccini, ndr) governi con il 52% del 36% degli aventi diritto": una cosa di cui "un po' mi vergogno", dunque l'obiettivo è raggiungere "più che gli indecisi, quelli che non vogliono andare a votare". L'obiettivo? "Proseguire il buon lavoro fatto in questi cinque anni", afferma la consigliera uscente Silvia Piccinini. "Siamo stati l'unica vera opposizione", sottolinea la grillina, a fronte di un "centrodestra paeticolarmente evanescente: prova ne è il fatto che in cinque anni ha fatto proposte risibili e lo si vede anche adesso che, in campagna elettorale, la loro candidata (Lucia Borgonzoni, ndr) di proposte non ne ha".

Lo dimostra anche il "pizzino" emerso dall'incontro tra i candidati e Matteo Salvini, punge Piccinini: "Oggettivamente non c'è una strategia per governare meglio la regione, ma si pensa a strumentalizzare questioni anche delicate a fini elettorali". Come il caso Bibbiano su cui, a dire il vero, neanche il M5s ha risparmiato bordate.

"Borgonzoni è costretta a riciclare e copiare le nostre proposte", attacca Piccinini: ad esempio, "ha scoperto improvvisamente che la Regione non ha un piano di bonifiche. Le vorrei dire 'benvenuta', è un tema che ho sollevato da inizio mandato". Addiruttura la Lega "è arrivata a dire che vuole risanare la discarica Razzaboni che grazie al M5s è già risanata", aggiunge la grillina. Questo quando "dire Lega e ambiente fa già ridere cosi'", affonda Piccinini, che batte molto di più sulla destra rispetto al Pd: questo perché Borgonzoni "copia senza alcun rispetto per il lavoro di chi si è fatto un mazzo tanto".

Detto ciò, il M5s avrà "il ruolo dei terzi incomodi ma in senso positivo", afferma Piccinini, per "fare da traino alla maggioranza che ci sara'" e "spostarne l'asse sui nostri obiettivi", dichiara la grillina, perché in ogni caso vincerà una coalizione "molto eterogenea": o il centrodestra "in conflitto perenne" o il centrosinistra dalle "contraddizioni palesi", visto che va "dai coraggiosi a Giuliano Cazzola". (Dire)

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