Biglietti senza resto sul bus Tper: valgono 250mila euro l'anno

Le macchinette per il biglietto a bordo non restituiscono l'eventuale denaro versato in più, e il surplus rimane all'azienda. Proposte bipartisan: 'Sia utilizzato per agevolazioni e sconti'

Ogni anno ammontano "indicativamente a 250mila euro" i resti non erogati dalle emettitrici dei biglietti Tper presenti a bordo dei bus di Bologna, che non dispongono della tecnologia per restituire l'eventuale differenza tra il costo del biglietto (1,50 euro) e le monete inserite.

La cifra è stata fornita dal consigliere comunale Francesco Sassone (Fi), ieri, in commissione. Un'entrata "non dovuta" che poi finisce "genericamente nel bilancio di Tper", sottolinea il forzista, che invece propone di vincolare questa somma al finanziamento di agevolazioni sulle tariffe del trasporto.

"Si tratta di cifre molto considerevoli. Quasi pari a quanto costerebbero gli sconti per le famiglie numerose", suggerisce Raffaella Santi Casali (Pd). In commissione era prevista la presenza del direttore dell'area Amministrazione e finanza, Fabio Teti, che però non è riuscito a partecipare a causa di altre riunioni.

"E' abbastanza increscioso che dentro la monumentale macchina di Tper non sia stato possibile trovare un'altra persona", protesta Santi Casali. Fatta questa premessa, la consigliera dem insiste sul nodo degli sconti alle famiglie numerose perché "sono queste le politiche concrete che aiutano le famiglie".

In questo senso, non va escluso un possibile "riequilibrio" delle agevolazioni, continua Santi Casali, citando gli 800.000 euro all'anno con cui il Comune finanzia "la gratuità indistinta per tutti" dell'abbonamento degli studenti delle medie.  Sullo stesso aspetto si sofferma un altro dem, Raffaele Persiano (anche lui "stupito" dall'assenza di Tper dalla commissione): quanto meno si potrebbe valutare di assegnare l'abbonamento gratis "su richiesta", visto che ora come ora "lo mandiamo a casa di tutti, anche di chi ogni giorno usa l'auto blu del padre.

Persiano teme uno "spreco di soldi pubblici" e all'assessore alla Mobilità, Irene Priolo, tocca precisare: "L'abbonamento lo mandiamo a casa di tutti ma non paghiamo per tutti", nel senso che il costo della misura è basato sul numero di studenti che "potenzialmente ne fanno un uso reale". 

Dal M5s, Marco Piazza chiede di valutare agevolazioni anche per gli studenti delle superiori: "Molti docenti ci segnalano che ci sono ragazzi che, per particolari situazioni di indigenza, non hanno la possibilita' di permettersi l'abbonamento" (PAM/DIRE)

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