Bimbo morto dissanguato, la Cassazione: 'Imputazione coatta eccessiva'

Accolto il ricorso della Procura sul provvedimento del Gip, che aveva ordinato l'imputazione coatta per tecnici, Acer e COmune

L'imputazione coatta di tecnici e vertici di Acer e Comune? Un provvedimanto abnorme, eccessivo. La quarta sezione penale della Cassazione ha accolto il ricorso della Procura della repubblica, sul caso del piccolo Alessandro Do Rosario, bimbo di otto anni morto dissanguato in seguito alla rottura del vetro dell'abitazione popolare dove viveva. A dare la notizia Il Resto del Carlino.

Dopo aver indagato per omicidio colposo il capo della manutenzione dell'ente pubblico bolognese, la Procura per mezzo del sostituto Antonello Gustapane aveva presentato richiesta di archiviazione, atto respinto dal Gip Grazia Nart, con la richiesta invece di mettere sul banco degli imputati i vertici di Acer, Acer Promos e Comune di Bologna. La tesi dell'ufficio del Gip, che ha condiviso il parere dei legali della famiglia Do Rosario, era che la sostituzione del vetro poi rotto fosse in carico ai manutentori. Ora la sentenza di Cassazione, che ribalta il verdetto.

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