Bio-On, il giorno dopo: tutte le incognite tra posti di lavoro e risparmiatori imbufaliti

I legali di Astorri chiederanno revisione delle misure al Riesame. I sindacati chiedono tavolo di crisi, mentre gli investitori sono sul piede di guerra

E' incognita per i prossimi giorni della Bio-On. Il titolo in borsa è stato sospeso a tempo indeterminato. Per ora gli stabilimenti sono aperti e gli addeti al lavoro, ma tutto ora è in mano a un custode nominato dal tribunale. Soprattutto ci si chiede se tutto quello riscontrato dai magistrati e dalla Guardia di Finanza -e accolto dal Gip che ha disposto i sequestri e le misure cautelari- fino a che punto possa riverberarsi sulla produzione industriale e quindi sui posti di lavoro.

Gli addetti il cui posto è sensibile alle sorti dell'azienda di biopastica, tra operai e impiegati, sono circa un centinaio. Ora un custode giudiziario ha preso possesso delle azioni -fortemente deprezzate dopo l'esplosione del caso- ed è stata chiesta una ispezione dell'azienda.

Per ora il lato produttivo non è stato toccato dall'inchiesta, che ha indagato solo l'aspetto finanziario e societario del gruppo. Rimane da capire se la 'bolla' (come il nome dell'inchiesta 'plastic bubbles', bolle di plastica, ndr) è limitata alle imputate alterazioni dei bilanci e false informazioni, oppure si estenda anche al materiale in sé, cosa per il momento, esclusa.

Bio-On, le intercettazioni: "Non solo colpa nostra, anche del sistema"

E' allarmata la Cgil, ma anche la Uil con una nota ha auspicato l'apertura di un tavolo di crisi quanto prima. Invito raccolto da Fausto Tinti, assessore allo sviluppo economico della ex provincia e Palma Costi, assessora regionale alle attività produttive.

Intanto, sul fronte giudiziario i due legali di Marco Astorri, numero uno dell'azienda, chederanno la revisione delle misure cautelari al tribunale della Libertà. In una nota, infatti, Filippo Sgubbi e Tommaso Guerini fanno infatti sapere che "anche alla luce degli autorevoli pareri già in atti circa la regolarità delle condotte tenute dagli amministratori della società, e in particolare sulla regolarità dei rapporti finanziari con le società partecipate, presenteranno quanto prima la dovuta richiesta di riesame al Tribunale competente, confidando che la correttezza dell'operato di Astorri e degli organi societari venga riconosciuta in sede giudiziaria".

Invece, dal lato degli investitori su Bio-On, che in pochi mesi hanno visto bruciarsi quasi tutto il capitale investito, soffiano venti di guerra. "Ci auguriamo che ci sia una continuità aziendale, direi che la struttura della società ce lo lascia sperare" dichiara il segretario del Siti, sindacato italiano di tutela degli investimenti, Domenico Bacci in un'intervista a Class Cnbc.

"Genericamente- continua Bacci- speriamo che esista ancora una Bio-On più piccola, magari con dati meno eclatanti e molto più ridotti, però viva". Gli azionisti della società, spiega il segretario parlando alla tv di Class Editori, si stima siano intorno ai 10.000, per un flottante stimato intorno al 30-36% del capitale sociale: "Quello che possono fare gli azionisti è attivarsi immediatamente per avviare la propria tutela in sede giudiziaria", consiglia Bacci.

Che conclude: "La mia principale paura è che ora la società rimanga annichilita per la situazione che si è venuta a creare. Auspico che da un lato la magistratura e dall'altro il Consiglio di amministrazione, se ne ha ancora il potere, si attivino immediatamente per sostituire le figure apicali in maniera tale da poter dare comunque continuità alla società".

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