Dopo il caso Blu, street art al centro: tra proposte di tour guidati e un centro dedicato

Sono le proposte arrivate da parte dell'amministrazione sia comunale che regionale

FOTO DIRE

Del nodo street art si è parlato anche nel Consiglio comunale di oggi. "Per valorizzarla bisognerebbe organizzare dei tour guidati per visitare in strada, nei luoghi degradati in cui sono collocate, le opere- afferma il candidato sindaco del M5s, Massimo Bugani- che se vengono tolte dal loro contesto perdono di valore e diventano opere normalissime, all'interno di mostre che servono a far fare cassa e bella figura ai soliti noti". Questo per Bugani "è inaccettabile, l'abbiamo detto fin dall'inizio e ancora di più ora, dopo che Blu ha preso questa decisione forte, che io sostengo in pieno, di cancellare le sue opere".
Molti, come il presidente del quartiere Navile, Daniele Ara, "hanno detto che non doveva farlo, perchè erano opere di tutti: è vero, lo erano, ma in quel contesto. Se invece qualcuno le prende e le porta in un museo- continua il grillino- non sono più di tutti e si dà vita a un gioco malsano, che non può essere accettato". Aggiunge Bugani: "Mi stupisco che il sindaco e l'assessore abbiano avallato questa mostra. La street art deve restare in strada e l'amministrazione dovrebbe organizzare, magari insieme a Genus Bononiae, dei tour. 

Contro l'artista, invece, si scaglia Daniele Carella di Uniti si vince: "Per non toccare muri con gli scarabocchi di Blu si è disegnata una bizzarra rotatoria" in via Fioravanti, davanti all'Xm24: "Si sono spesi soldi e si è dato disagio alla città per savaguardare quel muro e ora Blu dice ''L'opera è mia e la cancello'', invece di ringraziare perchè non l'hanno denunciato e hanno variato il piano urbanistico per non toccarla. Quello di Blu è un sopruso e mi auguro che amministrazione reagisca", conclude l'ex Fi.

LA PROPOSTA: UN CENTRO SULLA STREET ART. Intanto dopo il caso Blu, spunta l'idea di un centro di documentazione multimediale sulla street art da realizzare a Bologna. A lanciare la proposta, questa mattina su Facebook, è stato l'assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti. "In questo centro- spiega Mezzetti- non finirebbe solo il repertorio fotografico e video delle opere naturalmente esposte alle intemperie e alla consunzione, non rimarrebbe solo una traccia dei muri espiantati e poi battuti all'asta, ma potrebbero finalmente confluire tutti i materiali nei quali si sono espresse le controculture: fanzine, adesivi, manifesti, spillette, volantini, autoproduzioni di ogni tipo sulla street art".
Un museo, insomma, ma pubblico, a cui sarebbero chiamati a collaborare gli artisti di strada. "A Bologna- sottolinea Mezzetti- ci sono spazi interessanti che potrebbero ospitarlo". La proposta è già stata presentata all'assessore comunale Davide Conte e al direttore dell'istituto Beni culturali dell'Emilia-Romagna, Alessandro Zucchini. "Siamo già al lavoro su questo fronte ed entro questo mese valuteremo il da farsi. Ovviamente penso ad un percorso realmente partecipato, da chi la street art la vive e la pratica", precisa l'assessore. "Noi, come Regione Emilia-Romagna e Istituto Beni culturali, siamo pronti a fare la nostra parte".
Appoggia la proposta anche il sindaco di Bologna, Virginio Merola, che la definisce "una buona idea" su cui lavorare. 


 

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