Caso Blu, sindaco in difesa della street art e boicottaggio della mostra del Genus

Merola: "L'arte urbana debba essere pubblica, tutelerò spazi street artist". Intanto per il 18 organizzato un contro evento per boicottare l'inaugurazione della mostra del Genus, definita un "grottesco paradosso" perchè chiude "l'arte di strada in un museo"

"Penso che l'arte urbana, in quanto tale, debba essere pubblica, popolare, di tutti". Così il sindaco di Bologna, Virginio Merola, sul caso Blu, scoppiato dopo la cancellazione delle opere disposta dall'artista in polemica con la mostra di street art organizzata da Genus Bononiae. "Spero che Blu, in futuro, possa di nuovo dipingere per Bologna avendo la garanzia che le sue opere non saranno mai usate con fini commerciali", ha detto Merola. Allo stesso tempo "vorrei che gli street artist fossero liberi di decidere cosa fare delle loro opere senza che questo porti a perdite collettive come questa".

Le scelte che riguardano l'arte, secondo il primo cittadino, "non possono essere divise a priori tra giuste e sbagliate: Blu è un artista e come tale ha risposto, attraverso il suo linguaggio, per protestare contro l'iniziativa culturale promossa da Genus Bononiae. Cercare la ragione e il torto in questi casi è un esercizio inutile e non mi interessa schierarmi con nessuno". Da sindaco di Bologna, chiarisce Merola, "ho però un'esigenza e una preoccupazione. La preoccupazione è che Bologna domani si svegli più povera, con meno arte e meno spazi di libertà. L'esigenza è provare a utilizzare questo dibattito per fare un passo in avanti e non due indietro".

Bologna "è, e può continuare ad essere, sede di un dibattito artistico di valore mondiale. Penso che l'arte urbana, in quanto tale, debba essere pubblica, popolare, di tutti. Allo stesso tempo penso che si debba rispettare la libertà degli artisti di accettare o meno una vetrina più grande di quella da loro scelta inizialmente". Su questo Merola assicura che il Comune farà la propria parte. "Da sindaco di Bologna mi impegnerò per garantire il rispetto e la tutela degli spazi pubblici da mettere a disposizione degli street artist, perchè l'arte urbana aiuta le città a crescere".

ARTISTI BOICOTTANO LA MOSTRA DEL GENUS. Intanto dopo il colpo di pennello di Blu, la protesta contro la mostra in partenza questa settimana a Palazzo Pepoli continua. Via Facebook è stato lanciato un contro-evento in occasione dell'inaugurazione che sarà il prossimo 18 marco, dal titolo esplicativo "Partecipa all’evento per non partecipare alla Street Art - Banksy & Co., L’arte allo stato urbano".  Gli organizzatori così bollano la mostra Street Art del Genus Bononiae: "Un grottesco paradosso rappresentato dall’arte di strada dentro un museo, simbolo di una concezione della città che va combattuta, basata sull’accumulazione privata e sulla trasformazione della vita e della creatività di tutti a vantaggio di pochi".  

SCRITTE AL POSTO DEI MURALES DI BLU. Al posto dell'opera di Blu sul muro dell'Xm 24  è comparsa una grossa scritta che recita: "La felicità che mi era sempre stata negata, avevo il diritto di viverla quella felicità, non me lo avete concesso. E allor peggio per me, peggio per voi, peggio per tutti. Rimpianti sì, ma nessun rimorso". Sotto la sigla degli Anarchici.


 


 

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