A Bologna un B&b gay-friendly: "No a malintesi, accogliamo e tuteliamo tutti"

La titolare: "Siamo friendly nei confronti di molte categorie, dagli anziani ai proprietari di piccoli animali. Il nostro simbolo è il cagnolino celiaco: abbastanza eloquente?"

Molto riduttivo definirlo un bed&breakfast gay-friendly. E' vero, è iscritto al Geta (associazione europea del turismo gay) e uno degli artefici del progetto è omosessuale, ma è anche pet-friendly, è al fianco di viaggiatori "molto adulti" e di chiunque abbia bisogno di un trattamento speciale perchè in alcune situazioni non si sente compreso o addirittura accettato: «La nostra è una struttura "anche" gay-friendly e sì, a Bologna è la prima di questo genere» spiega Jessica Grassi Pirrone, socia del nuovo suite-hotel "051 Suites" insieme ad Alessandro Vannini. 

«Il senso di ciò che abbiamo voluto creare è dire di sì alla nicchia e tutelare coloro che si sentono in qualche modo obiettivi di quello che io chiamo il linguaggio della paura e che spesso non vengono tenuti in considerazione dalle categorie commerciali. Siamo friendly nei confronti di molte categorie: gli anziani, i proprietari di piccoli animaletti (qui sono bene accetti cani, gatti, canarini, criceti...) - prosegue la titolare, la cui professione è di tutt'altro genere rispetto all'area alberghiera - con l'unico obiettivo di garantire un'esperienza positiva e gratificante nella nostra bella città. L'80% dei nostri clienti è eterosessuale e per la maggiore sono stranieri». Quali le provenienze? «Inghilterra, Australia, USA e Germania». 

L'area living di questo room&breakfast (lo spazio che gli ospiti possono condividere per le letture, il tè, il relax) è pieno di oggetti interessanti e ha una forte personalità: «Entrando, se si guarda in alto si vede un albero delle le tazzine volanti - continua Jessica - Sapete perchè? Perché i simboli creano linguaggio. E per noi il linguaggio è pensare alla differenza come un valore, fossero anche tazze e libri che volano». 

E' vero che non sono graditi i bambini? «Ho ricevuto diversi attacchi per questa ragione. Ma è un malinteso. Noi accogliamo tutti. Semplicemente non abbiamo dotato le nostre stanze del terzo letto in camera e il contesto (pieno di oggetti fragili e di caramelle e dolcetti) non è adatto ai più piccoli». In effetti guardandosi intorno, a parte le tantissime tazzine di porcellana fluttuanti ci sono anche dei lecca lecca, delle caramelle e dei biscottini: «I biscottini sono per cani. Più precisamente per cani celiaci. Forse questo concetto rende più di qualsiasi altro discorso l'idea della nostra filosofia e della nostra idea di diverso». 

Qualche curiosità? «In effetti sì. Abbiamo ricevuto una prenotazione per la prossima estate e stiamo già lavorando per questi clienti particolari: si tratta di dieci over 70 che arrivano da Honolulu (Hawaii) e che temono un viaggio che potrebbe metterli di fronte a delle barriere (l'ascensore e altri comfort fondamentali alla loro età). Ebbene, noi li faremo stare benissimo. Anche queste sono nicchie e qui le nicchie sono trattate al massimo delle nostre possibilità, alla pari gli altri clienti». 

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