Maxi-rissa Giardini, parla una 17enne: "A Bologna è guerra tra 'fighetti' e non"

La maxirissa ha scoperchiato un vaso di Pandora: tensione tra i nostri adolescenti: "Apparire è ciò che conta, la ricchezza è ostentata e le tensioni sono alimentate dalla differenza di ceto". E spunatno etichette come "Baby-rich", che si pavoneggiano in chat

La maxi-rissa fra giovanissimi dello scorso venerdì ai Giardini Margherita ha aperto un vaso di Pandora.  Praticamente un "Mezzogiorno di Fuoco" ai tempi del liceo, con tanto di duello fissato con un appuntamento di massa sul social Ask. Due gli schieramenti armati di caschi da moto e tirapugni: il gruppo Bolobene e i Bolofeccia, in sostanza i "fighetti" danarosi e griffati contro quelli un po' più "modesti" e meno schiavi della moda. Dopo il confronto con lo psicologo Nicola Iannaccone e il Garante per i Minori, ecco l'intervista a una 17enne che non si sente nè "bene" nè "feccia", ma che ci ha raccontato alcuni retroscena interessanti sul mondo degli adolescenti. 

Cosa pensi di ciò che è accaduto fra i tuoi coetanei?

Io vedo tutto questo dall'esterno (non faccio parte di nessuno dei due schieramenti) e anche se per certi versi mi sembra che la vicenda dei Giardini Margherita sia stata un po' "gonfiata" confermo che i gruppi Bolobene/Bolofeccia sono reali, anche se come etichetta io conoscevo per esempio quella dei baby-rich ovvero piccoli ricchi: figli di papà che ostentano tutto quello che possiedono e che vestono solo griffato (spesso iscritti a scuole private come il San Luigi), adolescenti con paghette da urlo insomma, che si spendono tutto in oggetti del desiderio.

Fra chi è guerra? E' davvero una questione di ceto?

Sì. La guerra è fra ricchi e meno ricchi, tra chi frequenta scuole private o licei e chi l'istituto professionale. 

Quale, secondo te, il ruolo dei social in tutta questa vicenda? Usi anche tu ASK?

A dire il vero non mi piace molto, preferisco Facebook. In ogni caso, Ask a parte, gli adolescenti bolognesi si incontrano virtualmente anche in molti spotted di Facebook (applicazione che permette di chattare in un gruppo mantenendo l'anonimato), come per esempio lo Spotted  Mercanzia (si chiama così perchè riguarda i ragazzi che si trovano in Piazza della Mercanzia) oppure quello del Galvani o di altri istituti superiori del bolognese. Se leggete i post troverete messaggi poco carini, gossip, contenuti intimi (per esempio: Ma figurati se G.L. della IIIB è ancora vergine. Tu sai se lo ha fatto?) che rendono bene l'idea dell'atteggiamento di alcuni nei confronti di quelli che non sono come loro.

Ricordi qualche episodio/messaggio particolarmente inquietante?

Una volta un gruppo se l'è presa con un ragazzo gay della scuola e lo hanno "massacrato" a parole e commenti davvero poco piacevoli da sentire.

Si capisce a chi si riferiscono? Fanno i nomi in queste chat?

A volte fanno nomi e cognomi, a volte iniziali, classe e anno di nascita...praticamente come fare il nome!

Cosa pensi dei due schieramenti?

Ai Bolobene direi che è facile pavoneggiarsi con i soldi di papà, ma che prima o poi questi soldi finiscono se non si progetta il proprio futuro non servono a nulla. Poi francamente penso nel futuro prossimo guadagneranno più gli idraulici che gli avvocati...quindi chi frequenta i professionali forse avrà la sua rivincita!

Quali la più "pericolosa" fra le due bande?

Non saprei dire...Fra i Bolobene ci sono dei tipetti poco raccomandabili. I Bolofeccia non sono delinquenti nonostante il nome possa far pensare questo.

Ai Giardini c'erano circa 250 ragazzi. Sono parecchi...

Sono tanti ma sono certa che solo pochi di questi avevano un ruolo attivo nell'atto violento vero e proprio. Molti erano solo spettatori: considerate che i Giardini Margherita sono un luogo di incontro per moltissimi ragazzi, soprattutto quando non c'è scuola come lo scorso venerdì, quando le lezioni non erano ancora cominciate.

Sei molto matura...posso chiederti di chi pensi che sia la responsabilità di atteggiamenti come questo?

Penso che molta responsabilità sia da attribuire alla famiglia. Soprattutto nel caso dei ragazzi "ricchi": molti di loro vengono lasciati a se stessi e se sbandano nessuno li rimette in carreggiata. L'unica preoccupazione sembra essere quella di compensare l'assenza dei genitori con mance da nababbo. E' un po', secondo me, la logica della scuola privata: si paga e si va avanti. Naturalmente non è così per tutti, ma è il caso di alcuni ragazzi che frequentavo qualche anno fa. Io faccio shopping da H&M e da Zara, loro nelle boutique più di tendenza. Ma a me non importa, io ho dei valori diversi e se voglio uscire in tuta non mi faccio alcun problema. E' solo apparenza.

Non ti sembra un'atteggiamento un po' provinciale e anacronistico fare differenze in base al look?

Assolutamente sì. Una mia amica è andata a Londra e mi ha detto che lì puoi girare come ti pare e che nessuno sembra farci caso, anche se ti metti in testa un cappello con scritto "scemo" nessuno ti giudica. Qui se non sei omologato allora non vai bene.

Dove si incontrano i "bene" e dove i "feccia"?

I primi in Piazza della Mercanzia (vedi tutte le automobiline senza patente) spesso per l'apericena, i secondi più probabilmente in Piazza VIII agosto, o da Mc Donald.

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