Alla scoperta di una Bologna insolita e segreta: 9 luoghi "nascosti"

Una guida che porta alla scoperta di una città inedita e sommersa: anche i migliori conoscitori di Bologna scopriranno storie nuove grazie a Davide Daghia, che dedica la sua prima pubblicazione alla città che ha nel cuore

E' possibile che anche i più bolognesi dei bolognesi ancora non conoscano angoli e segreti della città? Per loro leggere questo articolo e, ancor di più, l'intera guida firmata da Davide Daghia (un 38enne così bolognese da essere "nato alla Maternità") sarà una bella sfida.

I luoghi inseriti nella guida della guida “Bologna insolita e segreta” sono 200, ma l'autore ha voluto "regalarcene" 9 in anteprima, insieme a una chiacchierata che racconta come nasce il progetto di svelare attraverso un libro alcuni dettagli di una città che riserva sempre delle sorprese. 

Qualche esempio? Entrare in una chiesa attraverso una porta che si apre solo a chi sorride, scovare un meraviglioso trompe l’oeil nascosto in Piazza Aldrovandi, visitare una mansarda piena di bambole, misurare una tagliatella d’oro, trovare un intero museo in un comò, leggere l’ora su una meridiana da Guinness dei primati e persino cercare una cascata nascosta tra le case: ecco alcune delle curiosità e qualche luogo più inaspettato della città illustrata da questo vademecum. Lontano dalla folla e dai luoghi comuni Bologna offre un gran numero di esperienze sorprendenti, spesso sconosciute innanzitutto agli abitanti, e decisamente inaspettate.

Chi è Davide Daghia? 

Ho 38 anni e sono "nato alla Maternità", che è il sigillo di garanzia dei bolognesi doc fino a qualche anno fa. Dopo una laurea in Lettere ho iniziato a lavorare nell'organizzazione di eventi e da qualche anno mi occupo di fiere internazionali. Nel frattempo ho preso un'altra laurea in Scienze della Comunicazione. Ho sempre scritto tanto e un po' di tutto, ma questa è la mia prima pubblicazione.

Come nasce "Bologna Insolita e Segreta"? Certamente il tuo rapporto con questa città è intimo...

È nato tutto per caso. Da anni compravo le guide Jonglez prima di partire per qualche viaggio, perché le preferisco alle guide tradizionali. Da turista giravo per Madrid, Parigi, New York, Londra eccetera con questi libri. Quando mi sono chiesto per quali città italiane esistessero queste edizioni ho visto che erano "coperte" Roma, Milano, Venezia, Firenze e Napoli. Non ho avuto dubbi che anche Bologna avesse un bel po' di cose da dire, così ho mandato un'email all'editore per convincerlo a scrivere qualcosa anche sulla nostra città, con un powerpoint dove avevo raccolto alcuni suggerimenti. Mi ha risposto nel giro di qualche ora chiedendomi di cosa avrei parlato io. Dopo tante e-mail e confronti è venuto fuori un numero interessante di luoghi di cui parlare, e ho iniziato...

Si tratta di una guida molto particolare che svela luoghi inediti...fra l'altro moltissimi: come li hai scovati?

"Da anni mi diverto a cercare qualsiasi testo, libro o informazione sugli aspetti meno conosciuti di Bologna, è un'attività che ormai faccio in automatico facendomi guidare dalla curiosità, che è la mia bussola. Quando si è presentata l'occasione di scrivere questa guida ho iniziato dall'archivio che nel frattempo avevo creato, aggiungendo tanti pomeriggi in biblioteca e weekend in giro con macchina fotografica e penna per scrivere tutto. Molti dei luoghi o dettagli più interessanti, però, li ho scoperti grazie alla rete di contatti che nel frattempo ho creato, e che è stata una vera miniera non solo di informazioni, ma anche di stimoli e motivazione. Direttori di musei, monaci, curatori di biblioteche, privati: in tanti mi hanno aperto la porta e non mi lasciavano più andare via".

Con quali aggettivi descriveresti la Bologna del 2017?

"Sono la persona meno obiettiva per farlo, ma se ci limitiamo all'aspetto artistico e culturale direi che Bologna oggi è finalmente consapevole del suo potenziale e generosa nel condividerlo. Ma sempre con un certo understatement: in Italia è ancora una meta secondaria del grande turismo e questa condizione la fa essere accogliente e calorosa, ma mai spaccona. E questa è la caratteristica che amo di più e nella quale mi riconosco: Bologna non si dà grandi arie, ma spalanca le porte a chi vuole conoscerla a fondo. Se invece consideriamo altri aspetti, come la sicurezza o la mobilità, la questione si complica, ma questo è un altro tema". 

Anticipazioni: vorremmo conoscere in anteprima alcuni dei luoghi citati nel libro...

1. C'è un bellissimo orologio liberty in Piazza del Francia che passa quasi sempre inosservato.

1. orologio liberty-2

2. In San Domenico ho avuto il privilegio di visitare l'intercapedine fra i due tetti, con tracce di affreschi ancora presenti.

2. intercapedine San Domenico-2

3. Il Collegio di Spagna ha un altro posto di norma inaccessibile eppure sorprendente

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