Ex Bredamenarini, sciopero e mezzi bloccati. Fiom: "I soldi ci sono, paghino gli stipendi"

Oggi l'assemblea pubblica in via San Donato, poi l'incontro in Regione con il presidente Bonaccini

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Basta con gli autobus prodotti in Turchia e 'rivisti' a Bologna, per essere poi diffusi in Emilia-Romagna: "Non intendiamo consegnarli, almeno fino a quando la situazione non si sblocca". Arriva dalla Rsu Fiom-Cgil di Industria Italiana Autobus a Bologna l'ultimo annuncio per tentare di risolvere i problemi, ogni giorno che passa piu' gravi, dell'ex Bredamenarinibus, nel momento in cui, grazie all'intervento della Regione, si apprende che i soldi per pagare gli stipendi ci sono e sono targati Tper.

Da anni e mesi in vertenza contro la gestione dell'amministratore delegato Stefano Del Rosso, i lavoratori guidati dalla Fiom si ritrovano questa mattina nello stabilimento di via San Donato per una nuova assemblea. Dalle 12 e' previsto inoltre un nuovo incontro negli uffici del governatore Stefano Bonaccini, che condivide col sindacato le perplessita' sul ruolo recente del Governo gialloverde nella complicata partita.

Intanto, incalza in assemblea Cristiano Bruni della Rsu Fiom: se gli operai finora si sono sentiti 'in ostaggio' di troppe promesse a vuoto, ora a finire 'in ostaggio' saranno in un qualche modo gli autobus prodotti in Turchia nell'azienda Karsan, che non da oggi in casa Iia consente di vendere a prezzi ben piu' bassi di quelli bolognesi.

Annuncia Bruni: "Promuoveremo azioni di sciopero in modo che non possano essere consegnati. Si tratta di 20 veicoli prodotti in Turchia che devono andare a Modena e ne sono in arrivo altri 10 per Parma. Non intendiamo consegnarli. Poi, vediamo se l'azienda ha il coraggio di tirare fuori soldi per chiamare addetti esterni e affidare loro la consegna".

Peraltro "sapevamo benissimo- spiega Bruni- che i veicoli prodotti in Turchia avrebbero avuto bisogno di un rimessaggio e non solo. L'unico lavoro che c'e' in questa fase e' proprio rimessare i mezzi che vengono da Karsan, ma noi non siamo d'accordo. Non siamo d'accordo sul consegnarli: oggi sappiamo ufficialmente che ci sono i soldi per gli stipendi, quindi per noi quei mezzi non vanno consegnati.

Questo fino a quando Del Rosso non si decide a pagare gli stipendi, e fino a quando il Governo non ci da' una data risolutiva, non ancora inutilmente interlocutoria". In tutto questo, i lavoratori rimangono in stato di agitazione e la mobilitazione continuera' al ritmo di altre iniziative, se le cose non si risolvono.

Tutta Industria italiana autobus sciopera, in realta', territorio di Avellino compreso: anche la', i veicoli che arriveranno dalla Turchia non verranno consegnati. "Del Rosso tiene in ostaggio 500 lavoratori, e il Governo non sta decidendo", tuona Bruni. Quelli che verranno bloccati a Bologna "sono autobus che non vogliono andare via", per dirla col segretario Fiom-Cgil Emilia-Romagna Bruno Papignani, che aggiunge: "Dica Del Rosso quanto hanno preso i consulenti aziendali nell'ultimo anno, e vedrete che i soldi ci sono.
Abbiamo dovuto rincorrere persino la sanita' integrativa e la mensa, che sono state pagate all'ultimo momento.

Del Rosso ha avuto soldi da tutti, ma non ha pagato nessuno", insiste il segretario regionale delle tute blu Cgil. Che rincara: "I soldi ci sono, e' Del Rosso che non li vuole dare. Tper ha versato solo l'altro ieri 645.000 euro, pari a un mese e mezzo di stipendi.
Che non ci sia la ricapitalizzazione, e che questo non permetta di pagare gli stipendi, e' una cosa che Del Rosso dice per fare sciacallaggio sui lavoratori e difendere la propria posizione".

La delusione nei confronti degli annunci M5s c'e', eccome, anche tra chi 'in fabbrica' vota pentastellato da anni ormai. "Incontreremo altre forze politiche, alcune sono qui presenti. Abbiamo parlato con Errani, andiamo da Bonaccini oggi", non molla il segretario Fiom incrociando lo sguardo del consigliere regionale Sinistra Italiana Igor Taruffi, l'unico politico presente in via Stalingrado oggi.

"Il mondo della politica manca qui oggi? Ma no, ci sono stati Leu, l'assessore Lombardo e il sindaco Merola, il problema non e' la presenza ma le azioni concrete. E le forze politiche locali possono fare poco", distende Papignani.

Intanto, riepiloga la Fiom, bisogna pagare gli stipendi, e poi bisogna che Ferrovie dello Stato dica: "Il tal giorno sono pronta con l'offerta, perche' dire tutte le volte 'rinvio di un mese' da' la possibilita' a Del Rosso di dire che porta i libri in tribunale". Insomma, conclude Papignani, "si tratta di concretizzare l'impegno preso il 10 ottobre, che non sappiamo perche' stia slittando: dobbiamo capire perche' le certezze che il Governo ci aveva manifestato il 10 ottobre, su cui avevamo riposto fiducia come si fa nei confronti di un'istituzione importante, ora balbettino un po'. Ci dicano qualcosa di certo in queste ore, l'ultima volta li abbiamo sentiti ieri e ci hanno detto che si continua 'sulla pista Fs'. Ma non basta...". (Dire)

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