Budrio, inquinamento ambientale a Prunaro: bagarre Mazzanti-Pierini

Nero su bianco la bagarre tra l'attuale e l'ex sindaco per la "situazione ambientale critica" di un sito dismesso. Mazzanti: 'La precedente amministrazione non ha effettuato nessun intervento'. Pierini: 'Mazzanti infanga, valuterò con i miei legali'

Una vicenda iniziata 18 anni, quando con un’ordinanza dell’amministrazione provinciale che ordinava la sospensione dei conferimenti di rifiuti e lo svuotamento delle vasche di stoccaggio contenenti i rifiuti conferiti all'impianto, ma alcuni mesi fa l’amministrazione comunale di Budrio è venuta  a conoscenza "di una situazione ambientale critica riguardante il sito produttivo dismesso a Prunaro, in via San Vitale 18B, adibito allo stoccaggio e al trattamento di rifiuti liquidi e fangosi pompabili pericolosi e non pericolosi".

Nei successivi 10 anni quindi l’azienda non avrebbe provveduto a rispettare l’ordinanza nonostante i vari sopralluoghi congiunti di Provincia, Arpa e Comune di Budrio e la trasmissione di varie notizie di reato da parte di Arpa alla Procura di Bologna. Ora l'amministrazione a fare ulteriori accertamenti.

Nel 2013, fanno sapere dal Comune di Budrio, dopo un ulteriore sopralluogo, Arpa aveva riscontrato che non solo la situazione è rimasta invariata, con la presenza di rifiuti liquidi e prodotti chimici, ma che esisteva una situazione particolarmente critica delle strutture murarie di contenimento e di sicurezza e degli impianti tecnologici, in quanto fortemente deteriorati e corrosi probabilmente dalle esalazioni dei rifiuti in stoccaggio e mai sgomberati.

Contaminazione

Un campionamento delle acque della seconda falda acquifera  – a circa 15 metri di profondità -  effettuato con due piezometri presenti all’interno,  aveva rilevato con le analisi il superamento delle concentrazioni della soglia di contaminazione, che fece  presupporre un potenziale inquinamento ambientale del sito. Nel 2015 il Comune di Budrio ha introitato dall'amministrazione provinciale, la somma di 90 mila euro a titolo di escussione della garanzia fideiussoria per la rimozione dei rifiuti ancora presenti e le operazioni di bonifica. "Da allora però - scrive il sindaco Maurizio Mazzanti in una nota - oltre a non essersi costituita come ci si sarebbe aspettato parte civile, la precedente amministrazione non ha effettuato nessun intervento per bonificare l’area e procedere alle attività previste dalle varie ordinanze - e - avendo oggi ricostruito con chiarezza il quadro della situazione, ci stiamo muovendo per compiere le operazioni di messa in sicurezza dell’aerea, valutare l’eventuale inquinamento del sito e iniziare la bonifica con la somma, sicuramente insufficiente, messa a disposizione dalla fideiussione.  Per prima cosa, analizzeremo la prima falda acquifera per accertare eventuali contaminazioni  e, essendo ormai andato in prescrizione il reato penale, ci attiveremo per una causa civile nei confronti dell'azienda. Riteniamo molto grave che siano trascorsi diciotto anni dall’inizio di questa vicenda di cui gli ultimi quattro - continua Mazzanti - quando si è entrati in possesso del denaro per effettuare la messa in sicurezza dell’impianto e la rimozione dei rifiuti, trascorsi senza che non sia mai stato fatto nulla di concreto per evitare che  la situazione non degenerasse. Procederemo nel minor tempo possibile con tutti gli interventi necessari alla bonifica del sito chiedendo anche l’intervento di Arpa e della  Regione. 

La replica dell'ex sindaco Giulio Pierini

"Maurizio Mazzanti non riesce a fare il suo dovere di amministratore senza accusare chi lo ha preceduto, con le solite insinuazioni e con un sensazionalismo al limite dell’allarmismo". Ha scritto l'ex primo cittadino di Budrio Giulio Pierini in una nta Facebook. La vicenda di Prunaro "è l’ennesima situazione in cui Mazzanti scopre di non sapere niente e fa l’eroe schierando il comune a difesa dell’ambiente, quando sta facendo semplicemente il suo dovere. Lo fa dopo due anni dall’inizio del suo mandato, dopo aver licenziato dirigenti competenti e dopo aver lasciato scappare bravi funzionari, forse pensando che le conoscenze e le competenze si possano trovare sui banchi del mercato".

"Sulla vicenda, gli enti competenti (a partire da Arpae) erano informati e non hanno mai diffuso allarmi - continua Pierini - C’era inoltre un processo penale in corso. Tutti gli atti degli enti coinvolti, compreso il comune, sono da sempre pubblici e accessibili. Chi oggi si lamenta, dichiarandosi all’oscuro di tutto, sedeva tra i banchi dell’opposizione e amministra già da più di due anni. Accusare la scorsa amministrazione comunale di essere rimasta ferma è qualcosa che rasenta il ridicolo, ma serve solo per rinfocolare polemiche e individuare un nemico (sempre lo stesso) a cui dare la colpa. Un nemico da far insultare dagli odiatori del web, un nemico da incolpare sul passato per le mancanze di oggi".

"Il comune si sarebbe dovuto costituire parte civile" secondo Mazzanti "quando gli enti competenti erano già informati e stavano correttamente seguendo l’evolversi della situazione? Ricordo che il nostro comune è stato presente al processo con proprie testimonianze di carattere tecnico" incalza Pierini "mi riservo di dare nuove informazioni nei prossimi giorni, dopo che avrò ulteriormente approfondito la vicenda, rendendo pubblici dettagli procedurali e ambientali utili a rassicurare i cittadini e a respingere strumentalizzazioni politiche e accuse infondate. A chi oggi, dai banchi della maggioranza, si scaglia contro di me chiamandomi in causa, consiglio molta prudenza, oltre che uno studio attento di tutti gli aspetti della vicenda, non solo di alcuni" e avverte "Ora basta. Mi sono stancato di questo modo di agire di Mazzanti e valuterò con i miei legali se questo continuo tentativo di infangare me – e chi ha lavorato con me dal 2012 al 2017 – sia rimasto all’interno della normale dialettica politica oppure no".

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