Tradizione bolognese nel mondo: "I burattini hanno la testa di legno e chiedono un teatro stabile"

Una storia unica in Italia e nel mondo che parte dal '700, oggi riscuotono ancora grande successo. A colloquio con Riccardo Pazzaglia, dalla passione infantile al mestiere di burattinaio e oggi lancia la raccolta firme per un spazio nel centro storico

Balanzone deriva da bilancia, giustizia, o da balla, bugia? Due le scuole di pensiero, dipende dal campanilismo, forse non lo sapremo mai, ma questo leguleio in carne, che può permettersi di mangiare e di studiare, un "tuttologo" che ha l'ultima parola su ogni questione, rappresenta la città di Bologna nel mondo infinito e affascinante delle maschere e dei burattini. E' vero però che quando va fuori dalla nostra città, viene anche rappresentato come un azzeccagarbugli e sulla sua testa di legno piovono bastonate...

Il "Dutàur", che ha origini cinquecentesche, non nasce burattino, ma come maschera della Commedia dell'Arte, e non poteva mancare negli spettacoli della Compagnia di Riccardo Pazzaglia, scenografo, ma che ha fatto un mestiere di una passione infantile: "Non solo folklore e passatempo, ma storia, documentazione e testimonianze di una tradizione bolognese che dal 1700 non ha eguali in Italia e forse nel mondo".

Testa e mani di legno, i personaggi animati dalle mani di veri e propri attori, che recitano dal vivo, imparano dialetti e modi di dire cambiando le voci, tengono ancora banco e, seppur offuscati per un periodo dal teatro di animazione (Topo Gigio, Five, One), riscuotono ancora successo e catturano lo sguardo incantato dei bambini "critici spietati e sinceri, non avendo filtri, se uno spettacolo non piace, si alzano e se ne vanno, ma per fortuna noi riusciamo a intrattenerli: cosa c'è di più interattivo di uno spettacolo che dialoga con te? Il bambino viene portato dentro la storia".

Quanti persone dietro il sipario? "Solitamente io e mia moglie, Milena Fantuzzi, diventata burattinaia per amore, ma si può essere anche in 8-10, a seconda di ciò che si rappresenta, un ingranaggio oltre all'animazione, si gira il copione, si cambiano le scene...".

Quattro le città di grande tradizione, ovvero quelle famose per le maschere: "Bologna, Modena, Bergamo e Napoli. Un aspetto importante della tradizione è la cosiddetta contaminazione, incursioni di maschere di altre città negli spettacoli bolognesi".

I PERSONAGGI. Sganapino, un po' matto e sempre giocondo, Fagiolino, astuto e decisionista, Flemma, l'indolente, Lazzarone, la maschera di San Lazzaro, Sandrone, quella di Modena, si alternano sul palco e, come ogni commedia o spettacolo di satira, hanno un valore sociale, inviano messaggi criptati al potere costituito, coadiuvati da fate e personaggi fantastici.

LE DONNE NEL TEATRO NEL BURATTINI. "Un mea culpa, burattinai bolognesi bravi, ma maschilisti, il nostro lavoro lavoro di oggi è recuperare le mancanze dei tempi passati".

UNO SPAZIO NEL CENTRO STORICO. "Una sala-teatro per la rappresentazione di spettacoli di burattini, con la possibilità di esporre burattini, scenografie e oggetti appartenenti a importanti collezioni". E' la richiesta partita dai social attraverso una raccolta firme" (GUARDA IL VIDEO). E a Bologna c'era un teatro stabile, all'angolo tra via Ugo Bassi e Piazza Nettuno, dove oggi c'e la SalaBorsa: "Sono orgoglioso di aver vissuto in quella Bologna che poteva vantare un teatro stabile dei burattini".

Ma Riccardo Pazzaglia si è mai sentito frustrato? "Si molto, ci vuole un gran coraggio... Sono entusiasta perchè credo nel mio mestiere, ma ho sacrificato la mia gioventù in nome di questa battaglia per riportare i burattini nella mia città, testardamente e con la testa di legno come i miei personaggi, mi sento un veicolo della tradizione".

DAL TAVOLO DI LAVORO AL PALCO, DA BOLOGNA AGLI USA. La Compagnia utilizza personaggi scolpiti e dipinti a mano da Riccardo. Il legno utilizzato è il pino cembro o cirmolo il banco su cui oggi lavora è appartenuto al Maestro Burattinaio Demetrio Presini di cui Riccardo è stato ultimo allievo. Per la lavorazione del legno si usano rafetto, sega, scalpelli, sgorbie, raspe, carta vetrata e un trapano per forare il collo. Per la realizzazione dei burattini professionali, una valida sostituta al legno è la cartapesta, tecnica prediletta da Riccardo per i laboratori pratici in scuole e centri culturali. Per collezionismo, arredamento o per un simpatico regalo si eseguono burattini su ordinazione (fonte: i Burattini di Riicardo').

Riccardo e Milena hanno portato i loro personaggi anche negli Usa, in un college di Colorado Springs: "Abbiamo costruito anche un teatrino che abbiamo lasciato lì, lo spettacolo era in dialetto bolognese e in italiano, lezioni e conferenze nella classi" (GUARDA IL VIDEO).

ANCHE APP. Da scaricare anche l'applicazione "BurattinoBo": voci, montaggio, dialetti e personaggi.

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